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Piove, governo ladro

di

Michele De Lauretis
Ho fatto il giornalista per venticinque anni, da tre sono alle dipendenze del Cantone. Certamente nello Stato, come altrove, c'è chi lavora poco e c'è chi lavora male; altrettanto certamente nel giornalismo, in banca o altrove c'è chi fa lo stesso.
Un' "ampia inchiesta" è stata avviata dal settimanale Caffè domenica scorsa sui "troppi dipendenti pubblici" di Cantone e Comuni.
Si parte dai dati dell'ennesimo, proprio, sondaggio (visto l'esito della votazione del 1° giugno o delle cantonali dell'anno scorso, da prender con le pinze) nel quale alla semplice domanda se vi siano troppi dipendenti pubblici la metà risponde affermativamente. Da sorprendersi che sia stata solo la metà. Non so se sia stata posta la seconda domanda (in quale settore ne ridurrebbe: Sanità? Polizia? Scuola? Trasporti? Dove altro?).
Già nella campagna di votazione ad aprile e maggio era stato ripetuto in continuazione – radio, tv. giornali, comunicati – con fare scandalizzato, che il gettito delle persone fisiche non basta a coprire la spesa per il personale pubblico (docenti, magistrati, impiegati), senza però mai dire che è sempre stato così, almeno negli ultimi trent'anni per i quali dispongo dei dati.
Vengo ora alla prima puntata del domenicale.
Si indicano in «4'578 i posti a tempo pieno del 2007» e si fornisce come fonte il sito web dell'amministrazione cantonale. Però sul sito citato si parla di 4'378 posti autorizzati, mentre nella tabella sottostante si indica chiaramente che i posti occupati concretamente, quelli veri cioè, sono 4'115 cui se ne possono aggiungere 95 provvisori; il che in totale dà 4'225, vale a dire 353 posti in meno di quanto indica il Caffè.
Da dove viene allora quel 4'578? Viene probabilmente dal Rendiconto dell'anno precedente in cui però la tabella recante quella cifra indicava chiaramente «unità fisiche indipendentemente dal tempo pieno», ovvero tempi parziali e pieni. Era il dato 2006, non 2007. A questo punto il paragone con l'anno 2000 che viene proposto (anno in cui i posti a tempo pieno sono indicati dal giornale in 4'157) cambia aspetto, laddove si pensi che, in tale periodo, la popolazione è aumentata da 310 a 327 mila abitanti.
Per inciso, nella stessa pagina, mentre un articolo ribadisce in «4'578 i dipendenti dell'amministrazione cantonale docenti esclusi»; un altro afferma invece che «i dipendenti dell'amministrazione cantonale sono quasi 2'600».
Sempre nella pubblicazione di dati e cifre la tabella del Caffè quantifica in 850 milioni l'ammontare delle spese per il personale 2007. È vero, ma visto che tutto il lavoro è stato fatto "docenti esclusi" sarebbe stato corretto dire che invece la spesa per i dipendenti (senza docenti o magistrati) è di meno della metà, 405 milioni. Mi fermo qui (vi sarebbe dell'altro, ad esempio sui paragoni con gli altri cantoni).
È sicuramente sempre opportuno un dibattito su quanto e come lo Stato spende per assicurare servizi alla popolazione. Nella consapevolezza che, pur con i nuovi compiti che si vede attribuiti, o scaricati, di continuo (questo sarebbe un ambito interessante da scandagliare), si può sempre migliorare. Un nodo sono inoltre le molte assenze, per le quali come il settimanale attesta si sta tuttavia intervenendo con positivi risultati.
«A difendere il pubblico sono rimasti solo i socialisti», sentenzia infine un titoletto del servizio. A giudicare dal voto del 1° giugno mi pare una bufala: come le mozzarelle campane di stretta attualità, pure un poco avvelenata.

Pubblicato

Venerdì 13 Giugno 2008

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