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Dolce casa

Pigioni troppo alte senza alcuna giustificazione

di

Adriano Venuti

Nel corso degli ultimi mesi sono stati resi noti alcuni dati relativi all’andamento dei prezzi delle pigioni e alla situazione dello sfitto in Ticino.
In ottobre l’Ufficio federale di statistica ha aggiornato l’indice nazionale degli affitti, confermando per l’ennesima volta che in Svizzera le pigioni sono in continuo aumento. Per la propria abitazione, le inquiline e gli inquilini oggi spendono il 20% in più rispetto al 2005, rincaro che sale al 30% se confrontato con i prezzi del 2000.


La tendenza al rialzo è confermata anche da homegate.ch, che a novembre ha reso noti i risultati di uno studio svolto in collaborazione con la Banca Cantonale di Zurigo. Risultati che dimostrano come, a livello nazionale, gli affitti degli annunci pubblicati sul proprio portale internet siano aumentati dello 0,87% in un anno. Per quanto riguarda il Canton Ticino questo aumento corrisponde allo 0,58% e risulta molto più marcato se guardiamo il dato di Lugano: 2,30% in più rispetto al mese di ottobre del 2020!


Questi aumenti avvengono nonostante che altri fattori relativi al mercato dell’alloggio dovrebbero sortire l’effetto contrario, ovvero quello di una continua diminuzione delle pigioni. Questi fattori sono almeno due: il tasso ipotecario di riferimento e quello degli alloggi sfitti.


Negli ultimi 12 anni vi sono state complessivamente 9 diminuzioni del tasso ipotecario di riferimento, si è passati dal 3,5% del 2009 all’1,25% in vigore dal dicembre del 2019. Tenuto conto che ogni riduzione di questo dato dovrebbe dare diritto a un adattamento della pigione, nel suo insieme, i prezzi degli alloggi in locazione sarebbero dovuti diminuire di circa 8,5 miliardi di franchi.


Per quanto riguarda gli sfitti, il loro aumento è sotto gli occhi di tutti, il parco alloggi in Ticino è in continua espansione. I dati aggiornati dell’Ufficio cantonale di statistica (Ustat), sono inequivocabili. Nel nostro Cantone abbiamo un tasso di sfitto del 2,83%, corrispondente a oltre 7.000 abitazioni vuote: 5.941 poste in locazione e 1.076 in vendita.
A livello regionale i dati si distribuiscono in questo modo; 2,98% nel Luganese, 4,6% nel Mendrisiotto, 3,42% nel Bellinzonese, 1,5% nelle Tre Valli e 1,97% complessivamente per il Locarnese e la Vallemaggia. Anche in questo caso a un aumento dell’offerta, non corrisponde una diminuzione dei prezzi.


Quindi per quale motivo le pigioni aumentano in continuazione? Aumentano perché i grossi investitori cercano nel cemento armato un rifugio sicuro per i propri capitali che in banca non rendono più nulla. Stiamo parlando di grandi gruppi immobiliari come Swiss Life, Ubs, Credit Suisse ecc., che negli ultimi anni si sono lanciati con prepotenza alla conquista del mercato dell’alloggio e per i quali il reddito degli immobili rappresenta il proprio obiettivo primario. Oggi questi gruppi posseggono il 39% dell’intero parco alloggi in Svizzera.


A farne le spese, purtroppo, sono sempre i soliti: i giovani alla ricerca di un primo alloggio, le famiglie che crescono e che necessitano di spazi più grandi ecc.: la maggior parte delle inquiline e degli inquilini.

Pubblicato

Giovedì 18 Novembre 2021

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