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Pesenti, il Ticino progressista in corsa per Palazzo federale

di

Raul Ghisletta
Il consigliere nazionale Pierre-Yves Maillard non è un illustre sconosciuto, contrariamente a quanto scrive il Caffè dello scorso 6 ottobre 2002: si è molto profilato nel referendum, lanciato dai sindacati Vpod e Flmo, contro la legge sulla liberalizzazione sul mercato elettrico e a difesa del servizio pubblico. Egli va ringraziato per il suo importante contributo al successo del referendum davanti al popolo. Pierre-Yves Maillard tuttavia pecca di presunzione quando si esprime sull’ultimo numero di area senza conoscere bene il lavoro concreto della consigliera di Stato Patrizia Pesenti a difesa della qualità del servizio pubblico in Ticino. Lavoro iniziato con la difesa dello statuto pubblico dell’istituto assicurazioni sociali e con l’appoggio alla rivendicazione del contratto collettivo di lavoro delle operatrici nel settore dell’assistenza e cura a domicilio, entrambi elementi fondamentali per garantire prestazioni di qualità all’utenza. Lavoro proseguito con l’appoggio decisivo alle sacrosante rivendicazioni del personale sanitario, che da anni e anni attendeva una rivalutazione adeguata all’elevata professionalità e formazione (negli ospedali e nelle case anziani le infermiere ottengono 600 franchi di aumento reale mensile nel biennio 2002-2003, sono state introdotte le 40 ore ed è possibile il pensionamento anticipato a 57/58 anni). Altri importanti contributi di Pesenti sono stati il varo della pianificazione ospedaliera, che ha garantito la giusta presenza degli ospedali pubblici sul territorio, e il sostegno alla importante battaglia per la scuola pubblica e contro il ticket scolastico (votazione popolare del 18 febbraio 2001). Sono alcuni esempi che colpirebbero certamente Pierre-Yves Maillard e che gli farebbero cambiare idea. Se è certamente vero che Patrizia Pesenti è arrivata in Governo come moderata, è anche vero che la realtà dei fatti l’ha portata mano a mano ad assumere posizioni progressiste su vari dossier importanti, tra i quali essenziale per assicurare un futuro allo Stato sociale e alla scuola pubblica del Canton Ticino è il dossier sgravi fiscali, versus congelamento antisociale della spesa pubblica. È su questo dossier che è in atto lo scontro politico tra destra neoliberista e progressisti in questo Cantone: altro che teatrino delle consigliere di Stato, come sostengono coloro che hanno sempre plaudito agli sgravi fiscali e che ora non sanno come giustificare il profondo rosso nei conti cantonali e i conseguenti sacrifici che prima o poi saranno accollati al popolo e al ceto medio. Per chi a sinistra ha una visione che va oltre il classico orticello nostrano, il fatto che il Ticino progressista possa tornare ad essere rappresentato in Consiglio federale, e per di più da una donna, dovrebbe essere giudicato un’opportunità storica. Più in generale il nostro Cantone grazie a Patrizia Pesenti potrebbe far sentire la sua voce nell’esecutivo federale su tanti dossier che toccano da vicino la popolazione ticinese: dal futuro delle ex regie federali (poste, telefoni, ferrovia) alla presenza dell’amministrazione federale in Ticino, ai problemi legati al sistema sanitario e previdenziale (Avs, secondo pilastro, assicurazione disoccupazione), al sostegno economico alle regioni periferiche, alla formazione professionale e universitaria, ai problemi della libera circolazione, al traffico pesante nella nostra realtà. Un’opportunità politica che il Ticino politico, in primis la sinistra, non devono lasciarsi sfuggire e che devono perseguire con un sostegno chiaro e convinto alla candidatura di Pesenti per il Consiglio federale. * segretario sindacale e deputato al Gran Consiglio

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Venerdì 11 Ottobre 2002

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