Sono stati spesi fiumi di parole, e mari di inchiostro sono stati prosciugati, per cercare di spiegare cosa è successo, e sta ancora succedendo, sui mercati finanziari. Alzi la mano chi ci ha capito qualcosa. Le uniche cose veramente chiare sono legate all’inconfutabilità dei fatti, per cui un’azione che fino ad un anno fa valeva 200 dollari oggi ne vale al massimo un paio. Amara realtà con la quale ormai tutti hanno imparato a fare i conti. Ma per quanto riguarda i perché, buio pesto. Eppure, come anticipato, le spiegazioni non sono mancate. Anzi, forse è stata proprio questa abbondanza di chiarimenti a intorbidire irrimediabilmente le acque, perché è anche possibile che ci fosse poco o nulla da spiegare. La borsa, ormai si sa, analogamente all’economia ,vive dei cicli che tendono a ripetersi e che gli studiosi conoscono decisamente bene, tanto bene da poterli prevedere con apprezzabile precisione. Cicli che, l’osservazione ce lo insegna, tendono a diventare sempre più brevi e sempre più estremi. In altre parole crisi e prosperità sono sempre più marcate e sempre più brevi. Certo, per invertire la rotta in modo tanto marcato ed in un tempo sempre minore, sono necessari dei veri e propri terremoti, ma nel bene e nel male non è forse quello che l’ascesa e la caduta della new economy ci hanno mostrato negli ultimi anni? Dunque questa alternanza di giorni di sole e giorni bui è inevitabile, e quindi ci converrà imparare ad accettarla. Poi, all’interno delle singole fasi, ci sono evidentemente gli esseri umani ed il loro comportamento, che accelerano e decelerano i processi di sfaldamento o di ripresa dei mercati. Ed è qui, invece, che è importante capire, poiché se l’alternanza dei cicli è chiara, non lo è altrettanto come sfruttarla a proprio vantaggio, o almeno come gestirla in modo da limitare i danni. Da questo punto di vista, mi sembra che nel recente passato si sia fatto, e si stia ancora facendo, di tutto per estremizzare la situazione, così come si era fatto di tutto alla fine degli anni ’90 per estremizzarla nel senso opposto (euforia finanziaria). Potrebbe essere questa una delle chiavi etologiche per sopravvivere alle crisi dei mercati, anche se è snervante e richiede molti mezzi. Certo che questa spiegazione, magari errata, è in linea con le leggi evoluzionistiche, ciniche e crudeli come sono. Dunque i pesci piccoli, se vogliono sopravvivere, devono adattarsi all’ambiente, e sono proprio i pesci grossi a fornire il miglior modello di comportamento. Quanto tutto ciò sia giusto e corretto, poi, e tutta un’altra cosa.

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23.08.02

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