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Per una Svizzera aperta e solidale

di

Angelo Ciampi
Il prossimo 24 settembre avranno luogo in Svizzera i referendum contro la Legge sull'Asilo (Lasi) e la Legge sugli Stranieri (LStr). Si tratta di un momento importante, sarebbe da dire decisivo, per i contenuti e gli indirizzi che si vogliono dare alla politica migratoria.
In tutti (tutti!) i cantoni, fatto più unico che raro, si sono costituiti dei comitati referendari cui hanno aderito movimenti, associazioni, organizzazioni laiche e religiose, partiti politici, semplici cittadini, che vedono nella politica del consigliere federale Blocher e dei sostenitori delle due leggi un ritorno in grande stile ad impostazioni xenofobe e discriminatorie, al ricorso massiccio a misure poliziesche e di salvaguardia dell'ordine pubblico, all'uso selettivo delle politiche di integrazione, ad una gestione senza scrupoli e a bassissimo costo della manodopera clandestina.
Il vasto spettro di sensibilità e impostazioni politiche e culturali presente all'interno dei comitati referendari darà l'opportunità di rivolgerci ad ampie fasce della popolazione e questo è un aspetto da non sottovalutare se si tiene presente che le materie in votazione sono oggetto di molti pregiudizi e luoghi comuni.
Discutere con la popolazione, affrontare in modo pacato temi che investono più la sfera emotiva che non la ragione, mostrare che le leggi in questione peggiorano, piuttosto che risolverli, i problemi (certamente esistenti e nessuno vuole negarli) in materia di diritto d'asilo e diritto degli stranieri.
Alcuni risultati positivi sono già stati ottenuti: i consigli municipali di Basilea e Zurigo si sono espressi ufficialmente contro ambedue le leggi. Il sindaco di Zurigo Elmar Lederberger vede nella LAsi un "peccato originale" contro le conquiste dello stato sociale e di diritto.
Simili affermazioni e prese di posizione devono spronarci ad andare avanti nel proporre iniziative e manifestazioni informative; da oggi al 24 settembre non deve venir meno l'impegno per l'affermazione di una Svizzera aperta e solidale, in particolar modo nei confronti delle persone più deboli e meno garantite.
In Ticino saranno molteplici le iniziative messe in campo dal comitato referendario e da altre associazioni per invitare a esprimere un chiaro No a chi fa leva su sentimenti di paura e diffidenza verso chi è diverso da noi. Lungi, tuttavia, dal porci in termini soltanto negativi: le nostre attività vogliono anche essere un'espressione concreta a favore di un nuovo modo di vivere e concepire le relazioni con gli stranieri, di esprimere solidarietà a chi, per le ragioni più disparate, si trova in una situazione difficile e proprio per questo non merita ulteriore discriminazione.
Tutte le persone interessate a partecipare e soprattutto a prendere parte attiva alle varie manifestazioni sono invitate a telefonare allo 091 923 17 76.

* Responsabile comunicazione Sos Ticino

Pubblicato

Venerdì 7 Luglio 2006

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