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Per un fisco armonizzato

di

Anna Luisa Ferro Mäder
Mentre alcuni cantoni hanno deciso di puntare sempre più sulla concorrenza fiscale, i vertici del Partito socialista svizzero (Pss) lavorano per far girare la ruota nella direzione dell’armonizzazione. Vorrebbero che il Tribunale federale facesse chiarezza in materia di costituzionalità dei nuovi sistemi fiscali che privilegiano i ceti più ricchi. In questi giorni, presso la massima corte è stato inoltrato un ricorso che porta la firma del parlamentare vodese Josef Zisyadis (Partito operaio popolare-Pop), ma anche di altre tre persone del cantone Obwaldo. Contemporaneamente, in casa socialista prende sempre più forma una iniziativa sull’armonizzazione fiscale: se tutto va secondo i piani, dovrebbe essere lanciata in settembre e venire depositata entro il 2007. Il lancio di questa iniziativa è tra i 10 obiettivi che il partito di Hans-Jürg Fehr si è prefissato in questi giorni per l’anno appena cominciato. Tra le grandi sfide, vi è sicuramente anche la questione della Swisscom, sul cui dibattito parlamentare pesa la minaccia del referendum sindacale e socialista. I principali appuntamenti con le urne sono in programma in autunno quando si voterà sull’asilo e sugli utili della banca nazionale da destinare all’Avs. Hans-Jürg Fehr a che punto sono i preparativi dell’iniziativa? Quali varianti sono in discussione? Abbiamo chiesto ad esperti di studiare diverse varianti. Una di questa prevede che in tutta la Svizzera l’imposizione fiscale globale di una persona o di una società in un cantone non possa superare o essere inferiore del 20 per cento alla media nazionale. Alcuni modelli prevedono un’armonizzazione parziale. Ad esempio uno propone che tutte le imprese in Svizzera siano tassate nello stesso modo, un altro che le persone con un reddito superiore (mettiamo più di 200 mila franchi all’anno) siano sottoposte alla stessa imposizione in tutto il paese, mentre per i redditi inferiori varrebbero le imposizioni cantonali o comunali. Cosa le piace personalmente di più? È ancora presto per dirlo. Credo che il primo modello è forse troppo complesso. Personalmente penso che si dovrebbe andare verso un modello di armonizzazione parziale, perché è più facile da applicare e soprattutto perché raggiungiamo proprio la cerchia di persone per le quali c’è questa concorrenza. Solo le persone ricche spostano il loro domicilio per motivi fiscali. È qui che ci vuole un’armonizzazione fiscale. La persona normale abita dove lavora. Questo significa che forse si andrà verso un modello di armonizzazione a partire da un certo reddito. Il nodo duro saranno i cantoni? Certo, ai cantoni non piace l’armonizzazione fiscale. Preferiscono la concorrenza fiscale. Ma proprio il caso di Obwaldo mostra che questa concorrenza porta automaticamente verso situazioni estreme. Alla fine è chiaro che anche i cantoni non si sentono più a loro agio. Obwaldo è stato aspramente criticato da autorità cantonali borghesi di altri cantoni. Hanno rilevato che se si continua di questo passo, cioè se i cantoni si contendono i migliori contribuenti, dopo non ci si può meravigliare se si promuove l’idea di un’armonizzazione fiscale. Questo sistema non paga, perché riducendo le imposte i mezzi a disposizione diminuiscono. I cantoni quindi devono ridurre le loro prestazioni, mentre per i cittadini la cosa importante è ottenere buoni servizi. La decisione popolare di Obwaldo l’ha presa in contropiede? No, da tempo sapevamo di questa legge, che era contestata dai socialisti locali. Avevamo previsto che la riforma passasse, perché la gente spera di attirare nuovi contribuenti e che ciò alla fine convenga a tutti. La nostra preoccupazione è che questo esempio sia imitato da altri cantoni. Prima c’è stato Sciaffusa, dopo è venuto Obwaldo e in primavera sarà la volta di Appenzello esterno. Alla fine ognuno vuole imitare l’altro come era avvenuto con l’imposta di successione. Un’iniziativa è comunque una strada lunga. Se tutto va secondo i vostri piani non sarà depositata prima del 2007 e dopo ci vorranno anni prima di arrivare ad una votazione. È vero, ma non abbiamo molte altre possibilità. A livello parlamentare possiamo fare ben poco, perché la maggioranza borghese non vuole un’armonizzazione fiscale. Quindi non ci resta altra strada da percorrere che quella dell’iniziativa. Il processo è lungo, ma una iniziativa come questa se viene depositata ha sicuramente effetti sui cantoni che, per esempio, non potranno far finta di credere che questa iniziativa non esista. Nel frattempo cercherete di ottenere un giudizio del Tribunale federale? Quanto prima si voterà ad Appenzello e forse in quel cantone ci saranno persone che vogliono un giudizio del Tribunale federale come adesso è il caso per Obwaldo. È molto importante che Il Tribunale federale possa pronunciarsi, perché altrimenti nessuno può chiarire se questa imposizione degressiva è conforme alla costituzione o no. Solo il Tribunale federale può farlo e può farlo solo se c’è un ricorso. Spero quindi che qui o lì ci siano persone disposte ad imboccare la strada della denuncia al tribunale federale. Lei avrebbe la possibilità di farlo a Sciaffusa? Attualmente sto facendo esaminare attentamente se posso fare questa mossa nel cantone di Sciaffusa. Se sarà possibile, allora anch’io lo farò.

Pubblicato

Venerdì 3 Febbraio 2006

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