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Per la comunità Ticino

di

Gianfranco Helbling
Va in consultazione in questi giorni nelle sezioni del Partito socialista (Ps) il documento elettorale che servirà da programma per il rinnovo dei poteri cantonali in aprile. Sull’impostazione e sui contenuti del documento abbiamo posto alcune domande alla presidente del Ps Anna Biscossa. Con quali criteri è stato elaborato il documento elettorale? Chi vi ha contribuito? Si è partiti da una lettura e analisi politica del Ticino cercando di focalizzare i temi prioritari per il nostro Paese e i suoi cittadini. Ci siamo poi divisi i compiti e abbiamo lavorato tutta l’estate alternando redazione, discussione, rielaborazione, per arrivare al documento odierno. Diciamo subito che che si tratta di un documento di lavoro, volutamente esteso e articolato, che andrà poi rielaborato sia sulla base dei contributi che verranno dalla consultazione nel Partito, sia condensando, tagliando e rendendo “leggibile” il testo per un pubblico vasto. Fin dall’inizio il lavoro è stato svolto dalla Direzione, con i contributi di una parte del Gruppo parlamentare e di alcuni esperti. Quali sono i principali elementi di novità nell’impostazione e nei contenuti di questo programma elettorale rispetto al passato? Non è un documento onnicomprensivo, che sviscera tutti i settori della vita pubblica. È un documento che indica alcuni temi importanti e urgenti e su quelli propone una visione politica e, nel contempo, scelte operative molto concrete. Il documento è stato elaborato anche per cercare di costituire uno schieramento politico più ampio del solo Ps che si opponga all’attuale maggioranza? Siamo convinti che sia necessario cambiare radicalmente la filosofia politica che ha guidato il nostro Cantone negli ultimi otto anni. Per fare questo sarebbe bene che anche altri si affiancassero a noi per alcune battaglie centrali. Se ci sarà questa disponibilità bene, se no, andremo da soli, come abbiamo già fatto. Fino a dove potrebbe estendersi questo schieramento? Anche oltre i confini della sinistra? Fin dove ci sarà una piena condivisione dei nostri obbiettivi politici, senza preclusioni. Il 7 dicembre, alla Conferenza programmatica, discuteremo anche la piattaforma politica sulle alleanze. Sarà poi sulla base di quel documento che ci confronteremo con chi sarà interessato ad un’alleanza. Un concetto centrale del vostro documento elettorale è la “Comunità Ticino”. Che cos’è? E in che modo questo concetto guiderà l’attività politica del Ps nel prossimo quadriennio? Riteniamo sia irrinunciabile la creazione di una comunità che sappia addomesticare a favore dell’uomo la sfida della globalizzazione e faccia di questa scommessa motivo di coesione e di collaborazione interna al Paese. Rifiutando decisamente, per il Ticino, il ruolo di tassello locale di una logica economica scelta e pensata altrove. Rifiutando il ruolo di Cantone “magazzino”, dove parcheggiare i Tir e le automobili in attesa di varcare le Alpi. Rifiutando il ruolo di Cantone fatto di occasioni fortuite, di furboni con il pelo sullo stomaco, di piagnoni senza dignità, di intrallazzatori vari, di Casinò e di prostituzione. Serve una politica leggibile, coraggiosa e coerente. Serve partire dal basso, dall’interesse, dai bisogni e dal vissuto della comunità. Serve dare alla comunità una politica che punti al suo sviluppo armonico: una politica capace di mobilitare in modo integrato risorse pubbliche e private, una politica radicata nelle dimensioni locali, rispettosa della molteplicità degli interessi e delle forme di vita, una politica capace di integrare le ragioni dell’economia e della dignità delle persone, del profitto e delle sue ricadute sociali, dell’efficienza e della qualità di vita. Per questo, è necessario ripartire dai nostri bisogni e dal nostro territorio. Nel programma per le prossime elezioni il Ps mette in evidenza cinque dossier: l’Azienda elettrica ticinese (Aet), Banca Stato, trasporti, lavoro e formazione. Perché queste priorità? Perché sono dossier molto importanti che permettono bene di capire cosa è stato fatto (o non fatto) in questi 8 anni e cosa si sarebbe dovuto fare invece a favore della “Comunità Ticino”, appunto. In materia economica il documento elettorale del Ps indica tre priorità che si possono riassumere in un incremento della qualità della produzione e dei modi di produrre, compresa la formazione e la riqualificazione professionale. Concretamente cosa significa? Se per costruire il futuro serve una visione globale, che tenga conto dell’economia, del sociale e dell’ambiente, è necessaria una politica dell’economia e del lavoro che sappia riportare l’essere umano – e con esso la comunità – al centro dell’agire economico. Porre l’essere umano al centro dell’economia significa da un lato considerare il livello e la qualità del benessere sociale quale unica misura accettabile del nostro successo come “produttori”, dall’altro considerare il lavoro – quello del salariato, dell’imprenditore, dell’artigiano – il vero motore di ogni processo di sviluppo. Per questo porre al centro la qualità della produzione, la formazione e l’aggiornamento è un scelta irrinunciabile, soprattutto in una fase di crescente incertezza, in cui sta finalmente tramontando l’illusione pericolosa di un’economia gestita dagli operatori finanziari, in grado di produrre autonomamente proprie regole e di garantire il benessere attraverso la speculazione e la costante competizione tra le persone e i territori. In diversi capitoli del documento elettorale del Ps si cita la lotta contro l’esclusione. Quali sono i punti d’azione prioritari? Permettere a tutti di avere in mano strumenti sufficienti per essere padroni del proprio destino, combattendo così efficacemente i rischi di esclusione. In parole povere: garantire assicurazioni sociali solide e flessibili, capaci di farsi carico dei nuovi bisogni sociali; garantire percorsi formativi flessibili e nel contempo, garantisti; esigere dall’economia che si faccia carico dei costi sociali prodotti (chi rompe paga); ecc. Grossa rilevanza è data a livello programmatico alla tutela dell’ambiente e alle garanzie per le future generazioni. Il tutto “ripartendo da noi”. Questo come si dovrà attuare nell’azione politica quotidiana? A molti livelli: come politici e come elettori, come consumatori, come abitanti del Pianeta coscienti che il nostro territorio è patrimonio dei nostri figli e come tale dobbiamo occuparci e preoccuparci per esso. Qual è l’iter di questo documento in vista della sua approvazione definitiva? Le Sezioni, i Gruppi e le Regioni dovranno farci avere le loro eventuali osservazioni entro il 20 novembre. Documento e osservazioni verranno pubblicate poi su “Progetto Ps”, il nostro inserto in Area, per poi venir discusse e approvate alla Conferenza programmatica del 7 dicembre che si terrà a Manno. Il documento verrà a quel punto “tradotto” per il pubblico e in seguito diffuso.

Pubblicato

Venerdì 25 Ottobre 2002

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