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Per l'aria ticinese è già troppo così

di

Veronica Galster
Rispetto al resto della popolazione elvetica, gli abitanti del Sottoceneri si ammalano il doppio per cause legate all'inquinamento atmosferico. È quindi fondamentale trovare una soluzione per ridurre il traffico pesante in transito attraverso le Alpi.

Il Ticino, in particolare il Sottoceneri, è il cantone con i valori medi di polveri fini (Pm10) più alti della Svizzera. «Da inizio anno, nel Mendrisiotto si sono registrate concentrazioni di polveri fini al di sopra del limite di allarme per ben 46 giorni su 70», spiega Anna Biscossa, coordinatrice di Sos Ambiente Mendrisiotto. Infatti, se il limite giornaliero oltre il quale scatta l'allarme è di 50 microgrammi al metro cubo, nei primi mesi dell'anno, il Mendrisiotto ha raggiunto picchi anche superiori ai 130 microgrammi. Annualmente, la situazione non è migliore per gli ossidi di azoto e i livelli di ozono, sostanze strettamente legate all'inquinamento dovuto al traffico stradale.
«Nel Mendrisiotto ci stiamo tutti iscrivendo a corsi di danza per la pioggia, - prosegue Biscossa – perché se non si è in situazione di allarme polveri sottili, si è in allarme ozono e quando questo non succede, è semplicemente perché piove». Tendenza confermata dai dati dell'Ufficio federale dell'ambiente che, per quanto riguarda i livelli di ozono, rileva che nei mesi estivi i valori limite sono regolarmente superati in tutto il Cantone.
Biscossa spiega che «c'è una correlazione diretta tra la  presenza nell'aria di sostanze inquinanti e la salute dei cittadini e, nel confronto con il resto della popolazione svizzera, chi vive nel Sottoceneri soffre molto più spesso di malattie respiratorie legate all'inquinamento atmosferico, quasi il doppio». Per questo è particolarmente importante trovare una soluzione al problema del congestionamento del traffico sull'asse autostradale tra Chiasso e Airolo.
Secondo l'organizzazione Sos Ambiente Mendrisiotto, alleggerire il Sottoceneri dal traffico pesante e leggero in transito comporterebbe un miglioramento della situazione attuale. Caricarlo invece con nuovo traffico di transito (ad esempio attuando il raddoppio della galleria autostradale del Gottardo) renderebbe ulteriormente insostenibile la situazione dei fondovalle della regione.
Una misura per diminuire il traffico pesante sull'autostrada tre Chiasso e Airolo, è trasferirlo sulla ferrovia. Una misura peraltro prevista anche dalla legge federale sul trasferimento del traffico merci (LTrasf), la quale prevede la limitazione  del numero di camion in transito dalle Alpi svizzere a 650mila al massimo, questo entro il 2019 (due anni dopo la messa in esercizio della galleria di base del Gottardo). Questa Legge non ha solo l'obiettivo di trasferire il traffico pesante, ma anche quello più generale di proteggere la regione alpina dalle ripercussioni negative che questo crea, limitando il carico inquinante a una misura «inoffensiva per l'uomo, la fauna, la flora e i loro spazi vitali».
Per dare un senso concreto a questi obiettivi costituzionali, nove organizzazioni ticinesi hanno consegnato al Consiglio di Stato una petizione (con oltre 5mila firme) che prevede la messa in servizio di navette ferroviarie al San Gottardo per affrontare la futura chiusura della galleria stradale (per i lavori di risanamento) e il divieto di transito per i Tir, da mantenere anche dopo i lavori. Iniziativa delle Alpi, Pro Natura, Wwf, Leventina vivibile, il sindacato Sev, Sos Ambiente, Greenpeace, Ata e Medici per l'ambiente propongono infatti una soluzione combinata che permetterebbe di ripartire i lavori di risanamento su diversi semestri invernali, lasciando aperta la galleria nei mesi con maggiore traffico e evitando così al Ticino di rimanere "isolato"per più di 2 anni (la Confederazione propone invece 900 giorni di chiusura totale, che corrispondono a 2 anni e mezzo).
«Il raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo non è necessario, anzi, rischierebbe di aumentare ulteriormente il traffico autostradale. Riteniamo che la nostra sia un'alternativa valida, anche se può ancora essere migliorata», spiega Fabio Pedrina, Consigliere nazionale e presidente dell'Iniziativa delle Alpi. Il sistema di navette ferroviarie, proposto qualche mese fa dall'Iniziativa delle Alpi, prevede:
•    per il traffico leggero, almeno sei treni all'ora per ogni direzione nella galleria ferroviaria fra Airolo e Göschenen (linea di montagna);
•    per il traffico pesante, tre treni all'ora per ogni direzione da mettere in funzione nella nuova galleria di base (Alptransit) tra Biasca e Erstfeld (servizio navetta definito "autostrada viaggiante").
«Partendo dalla costatazione che l'obiettivo di trasferimento del traffico pesante (inizialmente previsto per il 2004) non è stato raggiunto, ci chiediamo come sia possibile mettere in pratica l'articolo sulla protezione dello spazio alpino, senza diminuire drasticamente il transito di Tir sull'asse del Gottardo», prosegue Pedrina, che vede una soluzione nello sfruttamento ottimale del tunnel di base e, parallelamente, della linea di montagna. Secondo Pedrina «di fronte ai tentativi di sabotaggio diretto del trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, la chiusura della galleria autostradale può essere un'occasione per trovare delle soluzioni in questo senso, dandogli invece un impulso decisivo e duraturo» facendo un servizio anche alla salute degli abitanti del Cantone.

Pubblicato

Venerdì 1 Aprile 2011

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