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Per gli italiani all’estero un anno finito male

di

Dino Nardi
Un mese nero per gli italiani all’estero quello del dicembre scorso. Tanto che si potrebbe affermare che Babbo Natale ha messo sotto l’albero una calza piena di carbone per tutti gli emigrati. Per prima è arrivata la notizia che, tra l’incrocio dei dati in possesso del Ministero degli Affari Esteri (Mae), relativi alle Anagrafi Consolari, e quelli del Ministero degli Interni delle Anagrafi degli Italiani Residenti all’Estero (Aire), incrocio necessario per bonificare i dati di queste ultime, risulta una differenza di ben 1,8 milioni di iscritti in meno nelle Aire. Un grosso problema poiché per il voto all’estero per corrispondenza, anche per quello dei Comites, vengono utilizzati proprio i dati Aire e quindi in occasione delle ormai imminenti elezioni per il rinnovo dei Comites non potranno votare ben 1,8 milioni di italiani residenti all’estero, pur essendo registrati nelle Anagrafi Consolari. Un vero e proprio scandalo perché ormai da anni si conosceva il problema e si era dato inizio alla bonifica delle Aire. Poi è arrivata la notizia che la Commissione Affari Costituzionali del Senato italiano, che sta esaminando il disegno di legge governativo di revisione della Costituzione che prevede anche un Senato “federale”, ha cancellato i senatori da eleggere nella Circoscrizione Estero. Pertanto la pattuglia dei diciotto parlamentari (dodici deputati e sei senatori) che, in base alla recente legge sul voto all’estero, avrebbe dovuto rappresentare gli italiani all’estero, se questa norma dovesse essere approvata definitivamente, scenderà a dodici. Questa possibilità, a dire il vero, era già stata ventilata e temuta fin da quando si è iniziato a parlare di un eventuale “Senato federale” come logica conseguenza di realizzare in Italia il federalismo. Ma “ventilarla” e “temerla” era anche un mezzo per mettere le mani avanti e quindi preavvertire chi di dovere che una tale decisione non poteva essere accettata dagli italiani all’estero. Invece, purtroppo, sembra che si vada proprio in quella direzione. Se così sarà, ma spero fermamente il contrario, è evidente la beffa che ne deriverà per gli emigrati ed i cittadini italiani all’estero che, per ben cinquanta anni, hanno atteso di poter essere rappresentati direttamente nel Parlamento italiano e di divenire finalmente cittadini con pari dignità rispetto ai connazionali residenti in Italia. Una vera e propria beffa poiché, dopo aver atteso tutti questi anni, gli emigrati e gli italiani all’estero si vedranno scippare i loro sei senatori prima ancora di averli potuti eleggere una sola volta. Incredibile ma vero. L’ennesima storia tutta italiana! Infine il 29 dicembre scorso è giunta la comunicazione ufficiale del Mae (Segreteria del Cgie) che il Ministro Frattini ha diramato le istruzioni a tutta la rete diplomatico consolare affinchè vengano indette le elezioni dei Comites che dovranno aver luogo il 26 marzo 2004. Una comunicazione che se, da un lato, giunge come un sollievo dopo la lunga telenovela di questo rinnovo rimandato per ben due volte, dall’altro lato, a causa del ritardo dell’indizione delle elezioni e delle festività di fine anno, essa ha messo in grande difficoltà organizzative, quantomeno, le associazioni italiane che dovranno presentare le liste dei candidati avendo un tempo a disposizione veramente esiguo. Ma tant’è. Auguri … e in ogni senso!

Pubblicato

Venerdì 9 Gennaio 2004

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