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Pendolarismo dello shopping

di

Fabia Bottani
Il pian Scairolo, negli ultimi quindici anni ha visto il suo volto completamente trasformato. Lo spuntare irrazionale di edifici, centri commerciali, magazzini e bar attira ogni giorno un numero ormai incalcolabile di vetture e camion che creano colonne interminabili. Il traffico e l'inquinamento regnano sovrani. Il caos è grande; anche a livello estetico. Apparentemente sembra che solo oggi alcuni se ne rendano conto come dimostrano i quasi dieci milioni messi in cantiere per la sistemazione viaria della zona. Più a nord, il piano di Magadino, ha subito e sta subendo importanti trasformazioni: non tutte promettono bene. Ne abbiamo discusso con Francesco Maggi responsabile di Wwf sezione Svizzera italiana.

«Quello che oggi conosciamo come un piano abitato, coltivato e attraversato è stato per lungo tempo un paesaggio palustre percorso in modo del tutto disordinato dal fiume, sommato alle bizze della Verzasca in piena» spiega Francesco Maggi. «Era difficile poter abitare sul piano se non nelle regioni periferiche o collinari circostanti». Difficile, soprattutto, prima dell'iniziativa di Carlo Cattaneo deciso, nel 1851, a "conquistare" il territorio canalizzando il corso d'acqua. L'opera fu notevole tanto che trasformò la palude nel più grande granaio del cantone; la popolazione ha, infatti, iniziato ad insediarsi e con essa l'agricoltura, favorita dal terreno pregiato della zona. E con l'agricoltura sono arrivate specie animali inedite per la regione.
«Purtroppo, se fino agli anni '50 la zona ha subito importanti migliorie, nei 40 anni successivi, l'assenza di una pianificazione cantonale ha lasciato spazio ad iniziative individuali che hanno dato vita ad attività disordinate e spesso conflittuali», rileva Maggi. Si pensi all'aerodromo di Magadino, al silos Ticino, alle discariche, ai centri commerciali e alle numerose industrie. Tanto è vero che, nell'immaginario di molti ticinesi e dei turisti, il piano di Magadino è soprattutto sinonimo di strada tappezzata da rotonde, circondata da negozi, centri commerciali e stazioni di servizio. Pochi sanno che cosa invece si nasconde qualche metro più in là, nel "centro vivo" del piano. «E pochi potranno saperlo se, come previsto, si costruirà la Variante 95, che permetterà un attraversamento sì più rapido ma di certo meno attento al paesaggio. Il rischio di trasformare questo spazio verde in un secondo Pian Scairolo esiste» afferma Maggi. «Pochi si rendono conto delle potenzialità di quest'area, la regione a più elevata biodiversità del Ticino». Le associazioni ambientaliste lavorano da diversi decenni per ridare una coscienza ecologica al Ticino. Con il tempo i contadini hanno capito l'importanza del territorio e oggi sono loro stessi coinvolti in progetti di salvaguardia di alcuni biotopi, e sono più rispettosi dell'ambiente nel loro lavoro quotidiano. In parte, lo stesso cantone è intervenuto sostenendo progetti interessanti, come l'idea di Parco del Piano di Magadino. «Il problema è che stiamo andando contemporaneamente in due direzioni diametralmente opposte» sostiene il responsabile del Wwf. Da un lato si fanno infatti sforzi in favore del paesaggio e dell'ecosistema con interventi di rinaturazione di corsi d'acqua e zone umide, proteggendo specie animali e vegetali, coinvolgendo molti attori nella presa di coscienza del potenziale della regione, lanciando l'idea di un parco, smantellando, proprio in questi giorni, il Silos Ticino che occupava il cuore delle Bolle o ancora incentivando un turismo dolce e sostenendo i prodotti locali. Dall'altro, non si arresta la costruzione di "bombe". «Si prevede ad esempio di potenziare l'aerodromo di Magadino; di costruire un nuovo inceneritore a Giubiasco e un collegamento stradale veloce Variante 95 proprio nel bel mezzo del previsto Parco andandosi a collegare con la galleria della Mappo Morettina, congestionando ancor più il traffico ai portali», afferma Francesco Maggi. Contro questa variante il Wwf, insieme all'Associazione Traffico e Ambiente e l'Associazione del Piano di Magadino, non esclude il referendum. Ma sul piano incombe altro. Innanzitutto il ventilato progetto di centro cinematografico multisale a Riazzino «che, oltre ad incrementare il traffico sarebbe un non senso se si considera che, nella vicina Locarno si sta pensando di realizzare il palazzetto del cinema…», afferma Maggi. Secondariamente, il progetto avanzato dalla ditta Hornbach Baumarkt per la realizzazione di un centro per la casa e il giardinaggio sul terreno del consorzio incenerimento rifiuti a Riazzino. ll Wwf, Ata, il comune di Lavertezzo e il centro funerario adiacente hanno già mostrato tutta la loro opposizione. «Come quelli già presenti, questo centro non farebbe altro che incrementare il traffico, per il piacere della Variante 95 prevista poco distante» afferma il nostro interlocutore.La lista di "nemici" del piano è dunque sostanziosa. Ma la cigliegina sulla torta è altrettanto saporita. «Sono sempre più numerosi i pendolari dello shopping quelli che, per evitare le colonne del pian Scairolo, salgono dal Sottoceneri per raggiungere i centri commerciali del piano, per ora, ancora poco confrontati con il forte traffico», conclude Maggi.

Pubblicato

Venerdì 1 Dicembre 2006

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