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Pediatria: un passato che ritorno

di

Maria Pirisi
di Maria Pirisi «I reparti di pediatria degli Ospedali regionali non chiuderanno»; «Il Gruppo genitori di Locarno è soddisfatto perché il reparto di pediatria dell'ospedale La Carità resta». Parrebbero notizie di oggi sennonché sono datate 1994. La questione sulla centralizzazione dei reparti di pediatria, tornata ad essere materia del presente, parrebbe dunque mordersi la coda. Di recente, infatti, la direttrice del Dipartimento opere sociali (Dos) Patrizia Pesenti ha rilanciato la proposta di riunire i quattro reparti pediatrici discolati nel territorio in un’unica o al massimo due unità. Con una confluenza di competenze e risorse che permetterebbero alle nuove strutture di diventare centri di punta. Ma la proposta ha sollevato critiche in seno all’Associazione dei pediatri della Svizzera italiana (Apsi) – nel gennaio del 2001 si era espressa a favore del mantenimento dei quattro reparti regionali – e fatto uscire allo scoperto numerosi genitori. Questi ultimi, come una decina d’anni fa, cominciano ad esprimere pubblicamente le loro preoccupazioni e perplessità a riguardo. Tra questi anche il Gruppo genitori di Locarno che di recente ha reso pubblica la propria presa di posizione riguardo la nuova organizzazione delle cure pediatriche in Ticino. Già nel ‘94 il Gruppo genitori di Locarno e quello del Mendrisiotto protestarono vivamente contro la possibile chiusura dei reparti pediatrici regionali, misura a cui poi il Dos rinunciò. Insomma, a distanza di quasi un decennio, eccoli di nuovo a portare avanti le stesse rivendicazioni di allora, a combattere le stesse battaglie. «Chiariamo – ci dice Francesca Snider, presidente del Gruppo genitori di Locarno – che noi tutti ci auguriamo che non ci sia nessuna battaglia da fare e che tutto rientri al più presto possibile. Siamo certi che nelle intenzioni del Dos vi sia la voglia di un miglioramento ma non capiamo come mai si voglia modificare una situazione considerata anche dagli addetti ai lavori efficiente. D’altronde proprio nei giorni scorsi i due pediatri, Sandro Giambonini e Luca Buetti hanno spiegato molto bene (in una loro lettera ai giornali) come “la pediatria non riguardi solo la cura di particolari malattie dei bambini ma la cura che si fa carico di tutti i problemi dell’età pediatrica nella consapevolezza che i bambini non hanno solo patologie ma anche esigenze particolari e diverse da quelle degli adulti”». La centralizzazione dei reparti di pediatria in un'unica struttura – secondo la Pesenti – permetterebbe di avere un centro di punta e quindi eviterebbe la trasferta oltre Gottardo anche per i casi con patologie gravi: perché allora non accettare per il futuro degli spostamenti in Ticino (un territorio comunque non esteso) al fine di evitare, un domani, altri ben più lunghi e che comportebbero notevoli disagi alle famiglie? «Non siamo noi – riprende Francesca Snider – ma gli stessi pediatri a ribadire che secondo uno studio, condotto anni orsono, la prospettiva di un centro superspecializzato alle nostre latitudini non ha fondamento. I casi con gravi patologie sono fortunatamente pochi e non giustificherebbero la presenza di una struttura specialistica. Senza contare che laddove i reparti di pediatria verrebbero soppressi anche quelli di ostetricia rischierebbero lo stesso destino, come hanno spiegato Buetti e Giambonini. La nostra preoccupazione, in quanto genitori, è quella di poter rimanere il più possibile vicino ai nostri figli (assistendoli giorno e notte se necessario) e di poter raggiungere – in caso di malattia dei nostri figli – tempestivamente l’ospedale più prossimo. Non dobbiamo dimenticare, ad esempio, che per molte famiglie che vivono in alta valle, anche l’ospedale di Locarno è distante. Noi riteniamo che i genitori siano disposti a seguire i propri figli oltre Gottardo se la gravità della patologia lo richiedesse». E qui la presidente Snider ricorda che nella maggior parte dei casi si tratta di patologie diffuse (quali l’asma) curate in modo ottimale nelle unità regionali. «Per le esigenze attuali – afferma la presidente – le strutture esistenti rispondo pienamente ed in modo efficiente alle nostre aspettative». Ma cosa succederà se la proposta del Dos sulla centralizzazione delle cure pediatriche dovesse essere realizzata? Nei primi anni ‘90, nel Mendrisiotto, così come nel Locarnese ci fu una sollevazione popolare con tanto di petizioni che raccolsero migliaia di firme (18'500 nel Mendrisiotto e ca. 16’ mila nel Locarnese). Una prospettiva che a Francesca Snider appare lontana. «Solo se sarà necessario – conclude – uniremo le nostre forze e la nostra voce a quelle di altri gruppi di genitori estistenti nel Cantone. Per il momento siamo convinti che non ci sarà bisogno di nuove lotte. Da un’analisi approfondita della situazione e preso atto delle dichiarazione dei pediatri verrebbe da pensare che la ragione porterà poi il Dos ad un ripensamento della sua proposta».

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Venerdì 14 Settembre 2001

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