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Pace per Silvio

di

Flavia Parodi
Può sembrare poco nobile recriminare, o poco da Nobel, ma, insomma farsi battere da uno solo perché è più abbronzato di te dà proprio fastidio. Ma è precisamente quello che è successo all'ingiustamente bistrattato Silvio Berlusconi che quest'anno aveva dietro di sé tutto un comitato che ne sosteneva la candidatura al premio Nobel per la pace. E invece vanno a premiare il solito raccomandato americano, quel Barack Obama che sembra debba piacere per forza a tutti. Certo Silvio non era in corsa per quel riconoscimento per via di vaghe riprese di dialogo diplomatico o per fumose dichiarazioni di intenti. No, era una candidatura forte, di quelle che poggiano su fatti concreti, documentati. Il presidente del consiglio italiano è un uomo che davvero si è speso per portare pace sul piano internazionale mettendo buonumore, inventando carinerie, creando un'atmosfera di distensione senza lesinare un cornetto di qua e un cucù di là. Quando c'è lui qualsiasi incontro ai vertici tra capi di Stato diventa una cena di classe, una rimpatriata tra ex commilitoni, i grattacapi diplomatici si fanno distanti anni luce. Se queste non sono doti da paciere!
Questo per quanto riguarda i rapporti con l'estero. Ma anche se guardiamo all'azione politica interna al suo paese il suo prepotente anelito alla pace è sotto gli occhi di tutti. Silvio davvero detesta l'opposizione, sotto qualsiasi forma essa si presenti. Anche qui sogna la pace assoluta di un consenso uniforme, senza incrinature. Perché farsi la guerra in Parlamento? Perché dover gestire una dannosa minoranza disfattista? Quanto sarebbe più pacifico poter decidere senza discussioni. Una persona sola che decide e per il resto pura, semplice e docile obbedienza. Eppure, chi lo sa, forse questa è musica di un prossimo futuro. È sempre lecito sperare. Inoltre Silvio è un uomo che crea ponti. Non a parole, coi fatti. Chi mai aveva pensato di collegare la Sicilia alla penisola italiana? Lui lo farà, sta per farlo, perché non vuole divisioni interne. Poi in futuro avvicinerà anche la Sardegna un po' più a Roma perché un uomo del fare non può essere tanto fatalista da aspettare che siano le placche oceaniche a realizzare spontaneamente le grandi opere. Unisci e impera, ecco il suo motto.
La sua smisurata sete di pace non si ferma qui. Veniamo sul piano più personale. C'è persona in tutta Italia che stia lottando con più accanimento di lui per avere finalmente un po' di pace processuale? Lui cerca di ottenerla in tutte le maniere ma quei giudici malefici, toghe rosse e calzini turchesi, gli hanno dichiarato guerra e non certo per amore di giustizia ma animati da ideologie politiche illiberali che creano solo conflitti, anche di interesse. No, non sono per niente giudici di pace.
Infine scendiamo nel privatissimo. Una pace soprattutto vorrebbe raggiungere Silvio: quella dei sensi. È l'obiettivo più alto, sicuramente, ma pover'uomo come fa costantemente contornato e tentato da donne più belle che intelligenti?

Pubblicato

Venerdì 23 Ottobre 2009

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