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Ora il premio diventa politico

di

Silvano De Pietro
Tra una settimana o due l'Ufficio federale della sanità pubblica annuncerà quali saranno, cantone per cantone, i premi ufficiali dell'assicurazione malattia per il 2007. Ma di quanto aumenteranno realmente? Di poco, ha anticipato col suo ottimismo strumentale il ministro della sanità Pascal Couchepin. Sì, in media del 3 per cento, ma sarà una breve pausa nella corsa al rialzo, conferma con riserva Santésuisse, l'associazione degli assicuratori del ramo, la quale chiede che si approfitti di questa pausa per attuare altre riforme.

Da parte sua, la società Comparis (che con il servizio "comparis.ch" offre su Internet confronti di tariffe e prestazioni) ritiene che il contenuto aumento dei premi delle casse malattia per il 2007 non sia un caso, ma che si tratti di «un'intelligente mossa politica in vista della votazione sulla cassa malati unica». Insomma, par di capire che la proposta socialista di una cassa malati unica stia mettendo in agitazione assicuratori e politici, che cercano di correre ai ripari scoprendo però una strategia grossolana per ingannare i cittadini elettori.
Il primo a rimetterci sul piano della credibilità politica è il consigliere federale Pascal Couchepin, che il 29 agosto, nella sua tradizionale passeggiata con i giornalisti sull'isola di Saint Pierre, si mostrava molto contento del fatto che l'aumento dei premi del prossimo anno sarebbe prevedibilmente rimasto sul 3 per cento, «la crescita più contenuta dall'introduzione della legge sull'assicurazione malattia». E via con un bel discorsetto sulle felici sorti del sistema sanitario svizzero, che secondo il ministro vallesano sarà presto un modello internazionale. Un modello efficiente, certo, ma poco solidale, basato su una maggiore responsabilità individuale, cioè sul principio che l'assicurato deve partecipare di più alle spese, ovvero: ottiene di più chi ha più mezzi. Un modello di sanità ormai chiaramente a più classi ed a più velocità.
Ebbene, a raffreddare un po' questi facili e molto politici entusiasmi couchepiniani, è stato sufficiente l'avvertimento del grigionese Christoffel Brändli, consigliere agli Stati e presidente di Santésuisse. Il ministro aveva ovviamente  accennato al rallentamento dell'evoluzione dei costi nella prima metà di quest'anno, lasciando intendere che si trattava di un'inversione di tendenza, merito delle sue decisioni di ridurre l'estensione delle riserve obbligatorie delle casse malati e di incentivare l'uso dei medicamenti generici. Brändli ha invece ammonito che le due notizie dei premi contenuti e dei costi sotto controllo «possono portare a conclusioni sbagliate». Anzitutto perché «la riduzione di riserve supplementari ha un effetto moderatore sul calcolo dei premi, ma non sarà che di breve durata».
In secondo luogo, «l'ascesa contenuta dei costi dev'essere interpretata con prudenza», poiché un loro «aumento provvisoriamente basso può essere dovuto a fattori eccezionali, come una crescita eccessiva  nell'anno precedente, ritardi nelle fatturazioni, ecc. Al momento, nulla permette di affermare che questa tendenza si confermerà a lungo termine, soprattutto perché le cause profonde della crescita dei costi rimangono immutate». Piuttosto, ha aggiunto il democentrista Brändli, si approfitti del momento per introdurre altre riforme che sgravino ulteriormente le casse malati e contribuiscano così ad impedire che i costi, e quindi i premi a carico degli assicurati, tornino a salire rapidamente.
L'appello di Brändli, che ovviamente parlava con buona conoscenza di causa, s'è rivelato subito essere piuttosto un'anticipazione di quanto avrebbe deciso martedì scorso il Consiglio degli Stati, cioè di limitare al 60 per cento l'assunzione dei costi dello Spitex (l'assistenza a domicilio degli anziani ammalati cronici) da parte delle casse malati, lasciando ai cantoni, ai comuni ed agli stessi pazienti l'obbligo di farsi carico del rimanente 40 per cento.
E qui, a perdere di credibilità è l'intera maggioranza parlamentare borghese, la quale ha palesemente ceduto alla tentazione di usare un grossolano trucco (l'apparente riduzione dei premi) per far credere ai cittadini che la tendenza si è veramente invertita, i costi sono sotto controllo, il sistema funziona bene così e non c'è bisogno di una cassa malati unica. In realtà a pagare saranno soprattutto i pazienti anziani, letteralmente dissanguati negli ultimi anni di vita perché cantoni e comuni stanno già risparmiando ferocemente e non possono certo farsi carico anche delle loro cure; e perché la riduzione dei premi va a beneficio del ceto medio, per cui a questo punto la solidarietà tra generazioni semplicemente va a farsi benedire.
La cosa sorprendente è che a scoprire gli altarini della politica ci pensa una società privata, estranea a questi giochi ed interessi, e quindi più credibile agli occhi della pubblica opinione. Dopo aver constatato che «i motivi dell'aumento contenuto dei premi per il 2007 (per il 10 per cento degli assicurati c'è addirittura una diminuzione) sono dovuti alla riduzione di una parte delle riserve delle casse malati, stabilita dal Consiglio federale», il direttore del servizio di confronto internet comparis.ch, Richard Eisler, ha dichiarato che: «In vista della votazione sulla cassa malati unica si tratta di un'intelligente mossa politica». Il fatto che soprattutto la Romandia – regione particolarmente favorevole alla cassa unica – sia stata trattata con indulgenza, non sorprende il direttore Eisler: «Le diffuse diminuzioni di premio dovrebbero influenzare i votanti, affinché la proposta venga chiaramente affossata».

Pubblicato

Venerdì 22 Settembre 2006

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