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Opportunità e problematiche dello stare a casa

di

Tatiana Lurati Grassi

Il periodo delicato che stiamo vivendo impone delle nuove abitudini di convivenza in famiglia, essendo 24 ore su 24 a stretto contatto, nella maggior parte dei casi con genitori a casa che devono lavorare, figli che sperimentano nuove modalità didattiche per svolgere i compiti e nonni costretti a stare in casa senza poter vedere i nipoti. È un’opportunità per riscoprire e riorganizzare la vita familiare, quella lavorativa e occuparsi anche di attività che di solito vengono lasciate alle donne. Chissà se sarà l’occasione buona per una miglior ripartizione delle attività domestiche? Questo potrebbe essere il lato buono della medaglia.


L’8 marzo di quest’anno è stato dedicato al lavoro non remunerato, cioè «il lavoro produttivo non pagato, ma che per principio potrebbe anche essere svolto a pagamento da una terza persona», vale a dire tutte quelle attività che sono svolte nelle famiglie come la pulizia della casa e la cura delle persone, o come volontariato in situazioni più o meno strutturate.
Il valore del lavoro non remunerato in Svizzera è abbastanza impressionante: si parla di 9,2 miliardi di ore impiegate ogni anno in queste attività, contro i 7,9 miliardi impiegati per le attività remunerate.
Non sarebbe un problema se il lavoro non retribuito fosse ripartito equamente tra i sessi. Invece risulta che le donne realizzano il 61,3% del lavoro non retribuito, mentre gli uomini il 61,6% di quello retribuito. Speriamo che questa nuova situazione possa far evolvere e modificare le statistiche.


L’#restiamo a casa, può avere anche un risvolto negativo. Purtroppo emerge il fatto che le situazioni di violenza domestica non solo non diminuiscono, ma si stanno accentuando. Dalla Cina e dall’Italia arrivano indicazioni che mettono in evidenza come la violenza domestica in tempo di Covid-19 non si fermi. Dai parlamentari firmatari dell’Agenda 54 è stato chiesto al Governo di monitorare la situazione e di promuovere attraverso i propri canali d’informazione e i social media le informazioni necessarie alle persone che subiscono la violenza, indicando, ad esempio, i link ai siti www.viveresenzaviolenza.ch, www.ti.ch/violenza e il numero telefonico della polizia da chiamare in situazioni d’urgenza 117.


L’isolamento sociale, indicato dall’autorità, è indispensabile per frenare l’espansione del contagio, ed è molto importante in particolare a tutela delle persone più vulnerabili. Allo stesso tempo bisogna anche però evitare che #stareacasa diventi un inferno per le donne e i bambini che vivono situazioni di violenza.

Pubblicato

Giovedì 26 Marzo 2020

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