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Opere pubbliche in regime privato

di

Francesco Bonsaver
Fuga dalla Legge sulle commesse pubbliche degli enti statali? Alla luce di due nuovi casi riportati dalla cronaca locale parrebbe proprio di sì.
Il primo caso riguarda la decisione della Cassa pensione dei dipendenti dello Stato di non più sottostare alla Legge sulle commesse pubbliche quando costruisce immobili. Nel secondo caso invece, ci si riferisce a quel lavoro affidato ad una ditta lucernese per il rivestimento dell'inceneritore cantonale di Giubiasco che avrebbe violato, secondo la Commissione paritetica cantonale del settore, la Legge sulle commesse pubbliche.
Due decisioni di due enti statali che indicano una pericolosa tendenza. La Legge sulle commesse pubbliche è «oltre ogni lecito dubbio, la forma più corretta e democratica poiché dà a tutti gli interessati piena facoltà di inoltrare un'offerta». Edo Bobbià dixit. Così infatti il direttore degli impresari ticinesi, nonché parlamentare liberale, ha reagito sulle colonne del Corriere del Ticino dopo che quest'ultimo ha svelato il nuovo orientamento della Cassa pensioni dello Stato di non più indire concorsi confacenti alla Legge sulle commesse pubbliche.
L'ente pubblico ha deciso in tal senso basandosi su una nuova interpretazione giuridica che gli permetterebbe di evitare di sottostare all'obbligatorietà delle legge sugli appalti pubblici. Una decisione di non poco conto per un ente che dispone di un patrimonio di oltre 3 miliardi  di franchi, di cui 260 milioni investiti in immobili. Senza dimenticare che l'esempio dato potrebbe venire seguito da altre casse pensioni pubbliche importanti, come quella della Città di Lugano.
«Una decisione gravissima che va assolutamente combattuta» conferma ad area il segretario regionale di Unia Saverio Lurati. «La Legge sulle commesse pubbliche garantisce il rispetto delle norme dei Contratti collettivi e l'equità di trattamento tra le ditte in un regime di concorrenza. Non va dimenticato inoltre che la legge è un importante strumento di controllo delle misure di accompagnamento dei Bilaterali. Se gli enti pubblici vogliono aggirarla, si assumono una grossa responsabilità. Tanto più nel contesto di crisi economica, quando proprio lo Stato dovrebbe dare il buon esempio».
Il secondo caso di cattivo esempio statale, riguarda il rivestimento dell'inceneritore di Giubiasco. Secondo quanto denunciato dalla Commissione paritetica dei metalcostruttori, l'Azienda cantonale dei rifiuti (Acr) non avrebbe rispettato la Legge sulle commesse pubbliche affidando l'incarico da 7 milioni di franchi direttamente ad un'impresa di oltre Gottardo. O meglio detto, l'Acr aveva in precedenza messo a concorso il rivestimento, ma le due offerte giunte da consorzi comprendenti ditte ticinesi superavano di vari milioni il preventivo del committente. L'Acr avrebbe quindi deciso, nel rispetto della legge, di annullare il concorso e di affidare direttamente l'esecuzione dell'opera all'impresa lucernese.
Ma ciò che contestano le imprese ticinesi e i rappresentanti sindacali è che il preventivo dei lavori di rivestimento sia stato ridotto da modifiche apportate nel progetto dopo l'annullamento del concorso. Lo dimostrerebbe l'inoltro al municipio di Giubiasco da parte dell'Acr di una nuova domanda di costruzione, successiva all'annullamento del concorso. Un modo di agire, a detta delle Commissione paritetica, irrispettoso di aziende ticinesi che occupano oltre 300 persone e s'impegnano nella formazione di apprendisti. Al di là della fondatezza delle critiche mosse dalla Commissione dei metalcostruttori, sulle quali forse deciderà un tribunale visto il possibile inoltro di un'azione legale,  questi due casi sottolineano la centralità del rispetto di una Legge sulle commesse pubbliche da parte degli enti statali in un contesto di crisi economica e di accordi bilaterali.

Pubblicato

Venerdì 30 Gennaio 2009

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