«Innanzitutto desidero felicitarmi con Patrizia Pesenti per la sua decisione, decisione che permette oggi alla nostra sezione cantonale, per la prima volta nella sua storia più che centenaria, di presentare una candidatura socialista e ticinese per il Consiglio federale». Così ieri la presidente del Ps ticinese Anna Biscossa ha esordito alla conferenza stampa convocata nella sede del Ps ticinese a Bellinzona per l’annuncio della disponibilità di Pesenti a candidarsi per la successione di Ruth Dreifuss in Consiglio federale. Biscossa ha poi sottolineato la sua convinzione che «la presenza del Ticino nell'esecutivo federale non sia un fatto irrinunciabile. Questo a condizione che il federalismo funzioni al meglio. Oggi però l'ascolto nei confronti delle regioni periferiche non è particolarmente attento. Inoltre una presenza ticinese e progressista in Consiglio federale può diventare molto importante in un momento in cui il nostro Cantone ha preso un po' troppo l'abitudine di gridare, piangere, chiedere tutto e il contrario di tutto, perdendo, con questi suoi atteggiamenti, spazi di credibilità e di ascolto. Ma esiste anche il Ticino che sa lavorare con serietà e rigore. Per questo crediamo importante, per tutta la Svizzera italiana, avere una rappresentante pronta ad ascoltare e sostenere il Ticino serio, che lavora con passione, senza troppi schiamazzi». Ma se il Ps ticinese sostiene con convinzione la candidatura di Pesenti alla successione di Dreifuss in consiglio federale è anche per la convinzione, ha sottolineato Biscossa, che la Confederazione possa trarre vantaggi da una maggiore presenza della Svizzera italiana ai più alti livelli politici ed istituzionali, sia per rafforzare la capacità d'ascolto di Berna nei confronti delle minoranze linguistiche, sia per capire meglio i bisogni, le aspettative, ma anche le potenzialità delle regioni periferiche. Con Pesenti, anche il Ticino socialista, dopo Ginevra e Friburgo, presenta una candidatura femminile per la successione di Ruth Dreifuss in Consiglio federale. «Siamo convinti» osserva infatti Biscossa «che sia importante mantenere (e possibilmente aumentare nelle prossime elezioni) l'attuale presenza femminile nell'esecutivo federale. Ruth Dreifuss ha dimostrato a tutte noi come sia importante per le donne avere un referente donna ai più alti livelli della politica. E ha dimostrato al Paese tutto come l'approccio ai temi della politica possa essere diverso, al femminile: meno angoloso e spesso volto più alla ricerca delle soluzioni che all'affermazione delle proprie posizioni. Per questo crediamo che una candidatura femminile sia quello di cui oggi ha bisogno il Consiglio federale». Biscossa ha concluso esprimendo la convinzioni che per tutte queste ragioni i socialisti e il canton Ticino tutto «sapranno accompagnare questa candidatura con determinazione». E, a scanso di equivoci, ha sottolineato che «dal 30 settembre in poi, il Partito socialista ticinese ha rispettato il tempo di riflessione chiesto dalla consigliera di Stato. Un tempo di riflessione personale e politica, più che legittimo, di fronte a una decisione così importante».

Pubblicato il 

18.10.02

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