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Obvaldely Hills

di

Flavia Parodi
È un semicantone ma dovrebbe contare il doppio per il coraggio e la genialità delle proprie idee. Obvaldo, sette comuni di maghi della fiscalità, dopo la tassazione regressiva, che ti inventa questa volta? Aree edificabili per soli ricchi! Ossia, aree riservate a cosiddette "costruzioni ad alta qualità". E facciamo che questa volta il progetto vada in porto perché con la tassazione regressiva dovette ripiegare su una flat tax. Cioè, un'aliquota unica per tutti e non la rivoluzionaria aliquota più favorevole per redditi alti. Ma naturalmente non esiste idea innovativa che non trovi ostacoli in un miope manipolo di legalisti, paladini di giustizia e uguaglianza e chissà quali alti ideali. Sempre a detrimento di chi ha spirito pratico da regalare. Così è andata anche questa volta. Persino si è messo in mezzo il consigliere federale Moritz Leuenberger che da buon socialista ha denunciato una forma di apartheid insita nella nuova legge. Paroloni spesi male. Ma vi pare che le autorità obvaldesi starebbero a questionare sul colore della pelle dei ricchi a cui riservare i propri terreni più pregiati? L'importante è il colore dei soldi. Il verde dei dollari contro il verde dei prati sarebbe perfetto per fertilizzare i conti pubblici.
Giacché il discorso ha preso quella tinta, non si capisce perché i Verdi – in senso politico – siano contrari alla nuova legge tanto da averle promosso contro un referendum. Perché? Ditemi voi se c'è maniera migliore di preservare un'area di pregio naturalistico che affidarla a chi ha i mezzi per prendersene cura? Dove sta scritto che un pascolo è più bello di un campo da golf? È meglio tenersi un lurido stagno che produce solo fetore e zanzare o bonificarlo per farci una bella piscina tutta marmi e decorata a nereidi e tritoni scolpiti? Impreziosisce di più il paesaggio una stalla tarlata con letamaio annesso o una villa in perfetto stile hollywoodiano? Immagino non sia difficile rispondere a queste domande.
Proviamo a ribaltare la questione: perché concedere queste zone a pezzenti? Gente che non saprebbe neppure godersele. Il povero deve sgobbare, a casa ci viene solo per dormire quindi un caseggiato in periferia è la soluzione ideale. E poi mica può permettersi un giardiniere che gli curi le aiuole. In poco tempo ridurrebbe qualsiasi angolo di paradiso su terra a un immondezzaio.
Meglio anche per il povero attirare dei ricchi nel proprio comune. In cambio di una cosa di cui lui non saprebbe che farsene, sostanzialmente prati, vedrebbe crescere le finanze pubbliche grazie a nuovi, importanti contribuenti. Qui sta il nocciolo del pensiero obvaldese che in fondo si spinge a una nuova concezione di fisco non rigido ma giustamente carezzevole con chi è abituato a vivere tra l'oro e le sete. Non è il fisco che deve punire i ricchi ma sono i ricchi che in quanto tali hanno il diritto di sottometterlo ai propri capricci. Perché sono le entrate pubbliche a dipendere dai contribuenti, soprattutto da quelli più facoltosi, e non viceversa. Questa è la vera giustizia.

Pubblicato

Venerdì 28 Agosto 2009

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