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Obiettivo: miglior formazione

di

Veronica Galster
Continua con due iniziative la mobilitazione del sindacato dei servizi pubblici (Vpod) a favore della formazione, una a sostegno della scuola media e l'altra del settore universitario.

Proseguirà ancora per alcune settimane la raccolta delle firme per le iniziative promosse dal sindacato Vpod. La prima iniziativa, denominata "Rafforziamo la scuola media per il futuro dei nostri giovani" «è la logica continuazione dell'iniziativa per le scuole comunali (lanciata nel 2009 e che ha raccolto 10mila firme, ndr) e vuole modificare la legge sulla scuola media del 1974», spiega Raoul Ghisletta, segretario Vpod Ticino e primo firmatario delle iniziative. Mentre la seconda, "Per un settore universitario ancorato al territorio e con condizioni di lavoro adeguate", mira a riaprire la discussione su aspetti non ancora soddisfacenti delle università cantonali Usi e Supsi, mettendo un freno al ribasso delle condizioni di lavoro tramite la creazione di contratti collettivi (Ccl).
Per quanto riguarda l'iniziativa sulla scuola media, tra le principali richieste ci sono:
•    la riduzione del numero massimo di allievi per classe da 25 a 20, permettendo così un insegnamento più individualizzato per recuperare gli allievi più deboli e spingere quelli più dotati;
•    l'istituzione di un tetto massimo di 400 studenti per sede, in modo da non perdere il contatto sociale con sedi troppo grandi, e limitare violenza e bullismo;
•    la generalizzazione di mense e doposcuola per rispondere a un'esigenza delle famiglie e di una società profondamente mutata;
•    lo sviluppo di un orientamento scolastico e professionale, per aiutare i ragazzi ad effettuare scelte formative e professionali consapevoli e proficue.
«In Ticino è indispensabile tornare ad investire nella formazione, dopo 20 anni di tagli che hanno prodotto gravi conseguenze», sostiene Adriano Merlini, presidente docenti Vpod, che prosegue: «di fatto chiediamo ai politici e ai cittadini di indicare chiaramente l'istruzione e la formazione di qualità quali priorità e necessità indiscusse, per le quali si devono trovare i fondi necessari». Dello stesso parere Raoul Ghisletta, secondo cui l'esclusione e la povertà in un Paese si combattono potenziandone il sistema scolastico, adattandolo all'evoluzione della società. Una buona scuola, quindi, come base per una società sana.
«Ma una buona scuola è fatta anche di buoni docenti - continuaMerlini – è quindi ora di rendere nuovamente attrattiva la professione, anche mediante aumenti salariali, per far fronte alla forte penuria di candidati validi». In questo senso, i docenti Vpod intendono formulare delle richieste precise di adeguamenti salariali importanti per tutta la categoria e l'abolizione di disparità salariali tra lavori che necessitano le stesse qualifiche e richiedono un onere lavorativo parificabile, «penso ad esempio alle scuole comunali o ad alcune scuole professionali», conclude Merlini.
L'iniziativa a favore del settore universitario, invece, ha tra i principali obiettivi quello di favorire condizioni di lavoro trasparenti e adeguate, anche attraverso la creazione di Ccl, e lottare quindi contro il rischio di dumping salariale. Si mira anche a favorire il dialogo del settore universitario con il territorio, coniugando l'eccellenza nell'insegnamento e nella ricerca con la realtà culturale e socio-economica della Svizzera italiana. Carlo Lepori, responsabile del settore universitario Vpod, spiega che già nel 2007 era stata lanciata una petizione "per un contratto collettivo di lavoro e una maggiore partecipazione" nelle università ticinesi, sottoscritta da più di 250 collaboratori, «purtroppo la chiusura delle autorità politiche e accademiche di allora è stata totale».

Pubblicato

Venerdì 7 Ottobre 2011

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