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«Novecento» approda a Meyrin

di

Walter Bortolotti
La stagione 2001-2002 del Forumeyrin (a Meyrin, vicino Ginevra) è ricca di ben trentadue spettacoli che spaziano su tutto l’arco delle diverse discipline artistiche. Forumeyrin non è sicuramente un luogo elitario, anzi attraverso le sue offerte più variegate permette a chiunque, secondo le sue affinità, sensibilità e gusti di divertirsi e di conoscere nuovi modi per avvicinarsi al teatro o alla danza. Una buona occasione per visitarlo sarà il 23 e 24 gennaio prossimi in occasione della rappresentazione di Novecento, opera scritta da Alessandro Baricco. Lo scrittore torinese non può risultare indifferente o passare inosservato, sembra infatti appartenere a quella schiera di persone che una volta conosciute o si amano o si odiano, anzi, ancor prima di conoscerle ispirano già un sentimento e questo è il primo indice di successo. Il suo linguaggio, sicuramente originale, fa sì che quando leggi suoi scritti ti sembra di vederli al di là di un vetro, o attraverso un alone nebuloso che conferisce loro la dimensione del sogno. Capisci che non è che si stia leggendo la cronaca di un avvenimento, ma piuttosto di osservarlo attraverso una struttura trasparente costruitale attorno dallo scrittore che li illumina di riflessi impensati. Il monologo racchiude la storia, raccontata dall’amico suonatore di tromba, di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, pianista sul transatlantico Virginian. Abbandonato neonato sulla nave da emigranti in cerca di fortuna nel nuovo continente, viene allevato da uno dei componenti dell’orchestra. Gli elementi naturali di Danny divengono il transatlantico, il mare e la musica. Non è mai sceso a terra e vive ed esiste solo sul Virginian dove presto diventa un pianista di successo. Anche se non ha mai visto che mare e porti, viaggia molto, con la fantasia, carpendo le notizie dai passeggeri che incontra. A 32 anni decide di scendere a terra, ma all’ultimo momento ci ripensa e corre a rifugiarsi nuovamente nell’antro della nave. Quando un’opera come questa incanala in sè tanta magia è necessario avere una grande audacia per metterla in scena sperando che non perda niente del suo incantesimo. E la rappresentazione che vedrete è un orizzonte infinito che permette riflessioni sia romantiche che filosofiche. Il regista, Frank Cassenti, ha saputo diluire la tensione con l’aggiunta di battute umoristiche allorquando l’emozione diventa troppo forte. Jean-François Balmer, solo in scena, modula alla perfezione la sua presenza e la sua voce. Forte, generoso e malizioso, dà vita alla storia con un tono innocentemente meraviglioso. Due musicisti lo accompagnano in palcoscenico: William Sabatier al sassofono e Jean-Pierre Thirault al clarinetto che rendono speciale il testo della musica nostalgica di Aldo Romano con toni altrettanto piacevoli e accattivanti. Prenotazione biglietti allo 022-9893434.

Pubblicato

Venerdì 11 Gennaio 2002

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