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Lavoro e sicurezza

“Non sono fatalità, sono omicidi”

La denuncia di Unia al presidio a Bellinzona contro gli incidenti sui cantieri

di

Federico Franchini

Una pausa pranzo da dedicare alla sicurezza sui cantieri. Diversi operai e sindacalisti hanno partecipato oggi, venerdì 25 novembre 2022, al Presidio di protesta organizzato dal sindacato Unia dopo il recente tragico incidente sul lavoro. Chiesti a gran voce più controlli, più prevenzione e basi legali migliori per tutelare gli operai, in un contesto di ritmi di lavoro sempre più serrati e di una corsa ai prezzi sempre più al ribasso.

 

Il ritrovo era proprio davanti al cantiere in Via Canonico Ghiringhelli a Bellinzona dove ha perso la vita un 44enne e un altro lavoratore è rimasto ferito per il crollo di una scala di cemento. Sulla ringhiera alcuni fiori e candele. E uno striscione: “Basta morti sul lavoro”.

 

Dopo avere dedicato un minuto di silenzio in ricordo di Mile Bojic, la vittima del drammatico incidente, Dario Cadenazzi, responsabile edilizia di Unia ha usato parole di fuoco conto il sistema responsabile di questa tragedia: “In un contesto generale drammatico che vede da tempo aumentare i volumi di lavoro e la produttività dei settori edili nonostante la diminuzione dei lavoratori, caratterizzato da una concorrenza che si sviluppa attraverso dinamiche di sottocosto spalancando le porte alla speculazione, con un’atomizzazione dell’organizzazione del lavoro sui cantieri e una pressione sempre maggiore sui termini di consegna, la tendenza degli incidenti gravi resta in preoccupante crescita”.

 

Per il sindacalista non si tratta di fatalità: “Siamo di fronte a degli omicidi colposi e bisogna avere il coraggio di dirlo”.

 

>>VEDI ANCHE: Lavorare da morire

 

Ha preso la parola anche Vincenzo Cicero, responsabile industria di Unia, per ribadire che la problematica non riguarda solo l’edilizia, ma tutti i settori. “Nell’industria i morti sono forse meno, ma ci sono incidenti e malattie professionali dovute allo stesso motivo: la ricerca assidua del profitto alle spalle della salute e della sicurezza di chi lavora”. Per il sindacalista occorre rispolverare un semplice ed efficace slogan in voga durante le manifestazioni negli anni novanta: “Le nostre vite valgono di più dei vostri profitti”.

 

È stata infine proposta una risoluzione approvata dai lavoratori presenti che richiede con forza impegno per evitare nuove tragedie. Un appello lanciato a tutti gli attori del settore., sindacati compresi. Il dito è puntato anche sui committenti a cui si chiede una maggiore sensibilità sul tema della tutela della salute e della sicurezza.

 

A maggior ragione se si tratta di committenti pubblici: “Occorre che si ergano ad esempio aggiudicando lavori al prezzo giusto, con termini di consegna ragionevoli e sviluppino controlli permanenti sul rispetto di contratti e leggi vigenti”. Senza inseguire – si legge nel documento – “il taglio del nastro ad ogni costo”.

 

Alle associazioni padronali si chiede di assumersi fino in fondo la propria responsabilità “ponendo al primo posto non il profitto, ma la ricerca quotidiana del rischio zero che può e deve essere garantito”.

 

Si chiede anche alla magistratura e alle forze di polizia di intervenire in modo competente, rapido, approfondito ed efficiente “perché dietro ad un incidente vi sono famiglie e comunità che attendono giustizia”.

 

Dario Cadenazzi non è certo la prima volta che prende la parola e denuncia queste situazioni. Ma mai come questa volta è apparso teso e arrabbiato, come da lui stesso ammesso: “Provo una rabbia profonda per quanto successo, un sentimento che non mi dà pace”.

 

Il sindacalista ha concluso citando una canzone di Frenkie Hi-NRG, che gli ronza in testa da tempo. Ecco il testo, più attuale che mai:

 

Sono intorno a noi, in mezzo a noi
In molti casi siamo noi a far promesse
Senza mantenerle mai se non per calcolo
Il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile
La posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere
E non far partecipare nessun altro
Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro
Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili
Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti

Pubblicato

Venerdì 25 Novembre 2022

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