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Non solo sfumature

di

Françoise Gehring Amato
Christiane Brunner è una presidente felice. Felice perché il dibattito politico all’interno del partito socialista, si sta vivacizzando. "Nel campo del dibattito — ha scritto Brunner — sostengo convinta la concorrenza". La concorrenza delle idee, ovviamente. Del resto è stata lei, nel giorno della sua investitura a presidente, ad annunciare il suo colore preferito, affermando di volere ancora il Ps saldamente a sinistra. Con la presentazione, una settimana fa, del "Manifesto di Gurten, per una politica del Ps rinnovata e progressista", il partito della rosa si è dunque "arricchito" di una nuova corrente, che fa capo alla consigliera nazionale Simonetta Sommaruga. Con lei hanno firmato il manifesto Henri Huber, Tobias Kaestli e Wolf Linder. L’obiettivo del manifesto (cfr. box accanto), che costruisce la sua svolta moderata in dieci punti, è quello di avvicinare il Ps alla logica del libero mercato, rafforzare il suo ruolo nella politica di concordanza, snellire i compiti dello Stato per renderlo più efficace, impostare la politica sociale nel senso di un riequilibrio tra diritti e doveri, limitare l’immigrazione (specialmente quella che non proviene dall'Unione europea), riconoscere il potenziale della mondializzazione, sostenere la concorrenza nel servizio pubblico sulla base di regole chiare. Ricordiamo, en passant, che la sue proposte di riforma del servizio pubblico erano state sonoramente bocciate al Congresso di Lugano. Punto di riferimento dei socialdemocratici il bernese Rudolf Strahm che punta per un Ps ben ancorato al centro. "È occupando il centro partendo da sinistra — secondo Strahm — che il Ps può conquistare nuovi elettori giacché gli altri partiti di governo virano a destra". Per il socialista bernese non ci sono alternative: il Ps deve rivolgersi alla classe media poiché i due terzi dell’elettorato socialista appartengono al ceto medio. Alla classe popolare, quella storica del Ps, Strahm non sembra dare molto importanza e "accusa" i socialisti romandi di "romanticismo intellettuale" e di voler giocare il ruolo di chi è "il migliore proletario". Più chiaro di così Rudolf Strahm non poteva esserlo. Dall’altra parte dello scacchiere socialista, quella a sinistra, spiccano i nomidel capogruppo Franco Cavalli, di Paul Rechsteiner e del giovane Pierre-Yves Maillard che difende i valori "veri" del socialismo". Lui è convinto che il popolo di sinistra chieda alla sinistra di restare se stessa e di non farsi annebbiare la mente dal canto delle sirene neoliberiste. Essere di sinistra significa difendere una certa visione del mondo, i lavoratori, il ruolo dello Stato, la ridistribuzione delle ricchezze. "Abbiamo la scelta — ha scritto in qualità di presidente del Partito socialista vodese — tra la via stretta e difficile della fedeltà alle idee o quella delle lunsinghe effimere dell’opportunismo". E le scelte politiche di Maillard, che con Adrian Zimmerman è il coordinatore del Gruppo di Olten (che raduna gli intellettuali di sinistra), non lasciano dubbi all’integrità della sua fede di "gauchiste". Anche il capogruppo Franco Cavalli, e lo ha detto diverse volte al nostro settimanale, vuole un Ps più profilato a sinistra. Del resto è la base, preoccupata per i continui attacchi alla socialità e al servizio pubblico e per i problemi legati al mondo del lavoro, che chiede una svolta a sinistra. Ma nel suo ruolo di responsabile della frazione socialista alle Camere, Franco Cavalli deve comunque mediare le diverse sensibilità. Ciò non impedisce al suo cuore di battere saldamente a sinistra. E quindi di non condividere i contenuti del "Manifesto di Gurten", "campati per aria". "In Svizzera romanda e in Ticino — commenta Cavalli — le posizioni dei firmatari del manifesto potrebbero essere tranquillamente difese dai radicali. Ha dunque ragione Peter Bodenmann, che ha qualificato il documento un puro prodotto dell’ideologia borghese. Francamente non credo che all’interno del partito socialista la via tracciata da Sommaruga raccolga molti consensi. Tutt’altro. Il suo manifesto — puntualizza Cavalli — si colloca non solo ben al di fuori dall’area di sinistra ma anche dall’area socialdemocratica. È, a mio modo di vedere, una dichiarazione di fede liberal-socialista che potrebbe essere ben interpretata, per esempio, dal radicale vodese Yves Christen. Ma i radicali non sono socialisti". I socialisti, insomma, farebbero bene a non perdere la bussola dei valori che gli sono storicamente cari. In un momento in cui gli attacchi alla socialità si sprecano, il Ps dovrebbe cogliere l’occasione di profilarsi di più. E i segnali che giungono dala base sono chiari. "Non nego che all’interno del partito — precisa Cavalli — ci sia un certo appiattimento su posizioni centriste e di comodo. Ci sono comunque persone, come Paul Rechsteiner e Pierre-Yves Maillard, molto attive e propositive nell’ala sinistra. Al di là del mio giudizio personale, sono contento che il confronto all’interno del Ps sia tornato sul terreno della dialettica e del dibattito, lasciandosi alle spalle antichi livori. Era uno dei miei obiettivi". Il manifesto di Gurten Un decalogo. Lo potremmo definire così il "Manifesto di Gurten, per una politica del Ps rinnovata e progressista", un documento presentato una settimana fa da un gruppo di socialisti, capeggiati dalla consigliera nazionale Simonetta Sommaruga, secondo cui all’interno del Ps devono poter convivere l’operaio e il direttore di banca. "Con il nostro manifesto — leggiamo nella presentazione — vogliamo avviare un dibattito su una comprensione elementare e rinnovata e su un altro stile di fare politica. Il manifesto vuole provocare un dibattito costruttivo e far capire ai partiti borghesi che, in futuro, dovranno vedersela con una forza sociale che pratica una politica differenziata e progressista". Sennonché i contenuti — che prefigurano una svolta moderata del Ps e una maggior apertura alle logiche del mercato, da applicare anche allo Stato — sono l’espressione di un socialismo, passateci l’espressione, all’acqua di rose. Ecco un assaggio, i titoli sono "promettenti": • Il Ps è molto più aperto di quanto si pensi • Il Ps non è un associazione di Lobby • l Ps rafforza la sua influenza nella concordanza • Il Ps vuole uno stato efficace • In materia di politica sociale il Ps punta sull’equilibrio dei diritti e dei doveri • Il Ps accetta una limitazione dell’immigrazione • Il Ps esige una migliore qualità nel campo della salute pubblica • Il Ps appoggia le consumatrici e i consumatori • Il Ps riconosce il potenziale della mondializzazione • Il Ps rafforza il "servizio pubblico" Per chi volesse saperne di più: www.gurtenmanifest.ch

Pubblicato

Venerdì 18 Maggio 2001

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