L'iniziativa fiscale della Lega su cui i ticinesi devono votare questo fine settimana assomiglia tanto al padre-padrone del movimento che l'ha lanciata: sbraita per denunciare i problemi ma non fa nulla per risolverli, anzi semmai li complica. Giuliano Bignasca ha denunciato i problemi di sicurezza del quartiere di Besso costruendoci su la sua campagna per le elezioni comunali. Bene, peccato che abbia dimenticato di essere lui stesso, con il suo rapporto assai disinvolto con gli stupefacenti, una delle cause del problema, e che si sia poi rifiutato di assumere la responsabilità politica della polizia cittadina.
Lo stesso fa l'iniziativa fiscale. Da un lato essa mette il dito su un problema reale, cioè la stagnazione (se non la riduzione) del potere d'acquisto di molte famiglie. La soluzione che propone però, cioè il taglio lineare delle imposte, complica invece di mitigare il problema. Perché con una riduzione lineare delle imposte i soldi restano in tasca soprattutto a chi li ha già; il beneficio per i redditi medi e bassi è invece talmente ridotto da essere ampiamente annullato dagli svantaggi che deriverebbero dalla perdita di prestazioni e servizi statali a seguito delle minori entrate fiscali. E, guarda caso, né Bignasca, né i leghisti, né tutti coloro che in modo più o meno palese ne sostengono l'iniziativa hanno saputo indicare una sola prestazione statale concreta alla quale sarebbe possibile rinunciare del tutto o in parte per compensare i mancati introiti nelle casse dello Stato.
Ma basta fare un solo esempio per capire quali sarebbero le conseguenze di un'accettazione dell'iniziativa. Prendiamo una famiglia media con due figli in età scolastica e un reddito lordo di 60 mila franchi all'anno. Come misura di risparmio, il Cantone potrebbe aumentare di un franco il prezzo del pranzo nella mensa scolastica frequentata dai due ragazzi. La nostra famiglia si troverebbe così a spendere 330 franchi in più all'anno – esattamente quanto risparmierebbe sulle imposte se dovesse passare l'iniziativa della Lega. Il Cantone con questa misura non recupererebbe nemmeno mezzo milione di franchi – un'inezia rispetto ai 126 milioni che l'iniziativa della Lega gli farebbe perdere, ai quali andrebbero sommati i 65 milioni che mancherebbero ai Comuni. La nostra famiglia media dunque non solo dovrebbe pagare di più i pasti dei suoi figli, ma dovrebbe subire tagli alle prestazioni anche in parecchi altri settori, senza di fatto ricevere nulla in cambio.
L'iniziativa della Lega dunque non vuole sostenere i redditi medi e bassi – per far questo essa è lo strumento più inadeguato che ci sia. L'iniziativa della Lega mira ad indebolire lo Stato nella sua funzione di garante dell'equità sociale e ad aumentare le disparità fra chi ha e chi non ha. Questa iniziativa non è una cosa seria. Bocciamola. Poi potremo finalmente tornare ad occuparci di cose serie.

Pubblicato il 

30.05.08..

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