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Non c’è più religione...

di

Claudio Origoni
La mia fame di calcio e in generale di emozioni calcistiche – debbo confessarlo – è modesta. Chiedo scusa ai cultori della materia. Ho più fame di cacciatori, nel senso di salamini, che di palloni. Non per spocchia. Sono fatto così. Sono venuto al mondo affetto da una insufficienza congenita di passione pedatoria. Non ho (né ho mai avuto) attitudini sportive, e non ho mai posseduto un paio di scarpe con cui calciare un pallone.
Fossi chiamato a esprimermi sull'argomento, come richiede la stagione, sarei costretto a dipendere integralmente da chi ne sa molto più di me. Sarei, come dire, costretto a pendere dalle labbra di qualcuno, indipendentemente che si tratti di un tecnico, di un giornalista sportivo o di uno sportivo da bar. E pendere dalle labbra è una forma di impiccagione, come insegna Mario Postizzi (vedi Homelettes, ed. Aragno).
Sicché il "Facci sognare!" rivolto alla nazionale svizzera non riesce a entusiasmarmi. Altri sogni, meno ambiziosi, premono. Contingenti, certo, ma nella stessa misura oscuri e disagevoli. Come l'emergenza cibo, per esempio, l'avvenire dell'Udc e il caro diesel. A proposito del quale – come leggo sui giornali stamattina –  l'autorità politica federale sostiene di non poter fare nulla per cambiare le cose. Per cui nessuna richiesta di abbassamento dell'imposizione fiskale sui carburanti verrà accettata. Insomma, se ho capito bene, sembra che il consigliere federale Merz escluda qualsiasi intervento sui prezzi delle benzine adducendo il fatto che essi, i prezzi, sono fissati dal mercato in base alla libera concorrenza. Sicché, nisba, come si diceva una volta. Siamo costretti ad accettare le leggi del mercato. Che un giorno è virtuoso e l'altro maligno. (Secondo me non ce la racconta mica giusta il nanetto federale.)
Non c'è più religione! Il che, senza necessariamente tornare sulle ambasce del vescovo, è confermato da più di un segnale. Prendiamo, per fare un esempio, l'Udc cui accennavo prima. Sarà mai possibile, cioè sarà mai pensabile che un politico come l'on. Blocher, rappresentante della destra più tetragona, venga colto dal dubbio se la sua presenza all'interno dell'Udc sia ancora necessaria? Lo immaginate un De Gaulle perdente che dica a se stesso "Personne n'est indispensable"?
Qualcosa non funziona più. Gli eventi corrono più veloci degli auspici. Ora, che sia cambiato il clima, è risaputo. Non è più quello di una volta e ne abbiamo le prove ogni giorno; ma anche il futuro non è che sia messo proprio bene.
Intendiamoci, che Blocher abbia portato la destra sulla cattiva strada non mi interessa, anzi, può solo farmi piacere. Che il cibo manchi o venga a mancare e che la nafta diventi inaccessibile, d'accordo (si fa per dire). Ma che a questo si debbano aggiungere i risultati calcistici della nazionale, no! Non ho nessun bisogno di "notti magiche". Anche perché ne ho appena passata una terrificante all'idea della probabile scissione dell'ala bernese dell'Udc guidata dal consigliere federale Samuel Schmid. Basta! Voglio dormire tranquillo.

Pubblicato

Venerdì 13 Giugno 2008

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