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Nessuna svendita

di

Werner Carobbio
La votazione sul referendum contro la vendita dell’Azienda elettrica municipalizzata ha un’importanza che va ben oltre la questione locale. Non fosse altro che per il fatto che il suo esito avrà ripercussioni dirette sul dibattito in corso sui progetti di legge – legge sull’Aet, sulla distribuzione di energia, sull’utilizzazione delle acque – al vaglio della commissione energia del parlamento canto-nale. Un sì alla vendita sarà strumentalizzato dai fautori della privatizzazione dell’Aet come un segnale di disco verde a procedere in quel senso. Non fosse solo che per questo motivo tutti coloro che sono convinti che un settore importante come quello energetico e che ricchezze naturali come l’acqua debbano restare di proprietà pubblica ed essere gestite in proprio dal cantone devono mobilitarsi e andare e far andare a votare No. Ma altri e ben più importanti motivi militano contro quella proposta. Di carattere locale, cantonale e generale. Dal punto di vista della Città i motivi addotti dalla maggioranza sono al tempo stesso inconsistenti e miopi. Chiamare in causa, per giustificare quella che è una vera dimissione politica, le trasformazioni in atto nel settore, in particolare la liberalizzazione del mercato elettrico, non regge a una semplice e oggettiva analisi. Intanto perché ci si può benissimo muovere in un mercato liberalizzato anche preservando la natura pubblica dell’azienda. Poi perché le nuove leggi che si invocano non sono ancora approvate, se lo saranno. È il caso della legge federale sul mercato dell’energia sulla quale si voterà nella prima metà del 2002. Ed è il caso delle proposte di modifica delle già citate leggi cantonali all’esame della speciale commissione e rispetto alle quali già si stanno delineando importanti modifiche. Non c’era e non c’è perciò nessuna ragione di precipitarsi a vendere un’azienda redditizia. Solo una scelta ideologica a favore del privato e molta miopia politica – ottenere subito alcune decine di milioni per le casse del Comune – spiega la precipitazione Segue a pagina 11

Pubblicato

Venerdì 21 Settembre 2001

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