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Nem, ecco le bugie di Blocher

di

Can Tutumlu
Tutto bene, anzi benissimo sul fronte Nem. Queste sono in sintesi le conclusioni alle quali sono giunti Christoph Blocher e l'Ufficio federale della migrazione durante la conferenza stampa in cui è stato presentato il rapporto "Monitoraggio Nem" dopo i primi due anni di blocco all'aiuto sociale. A loro dire non ci sarebbe stato alcun aumento della criminalità dovuto alla condizione di clandestinità di coloro che sono stati colpiti dalla "non entrata nel merito". Anzi, di clandestini quasi non ce ne sono poiché, si legge nel rapporto, sarebbero già due terzi del totale i Nem che sono rimpatriati a seguito della misura di blocco dell'aiuto sociale voluta da Blocher. Le altre "buone" notizie: la diminuzione dei costi dell'aiuto sociale come pure il calo delle domande di asilo "immotivate".
Ma non sono solo le associazioni come l'Osar (l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati) a contraddire le conclusioni di questo rapporto, ma le stesse autorità cantonali che nei loro monitoraggi riscontrano risultati ben diversi da quelli illustrati da Blocher. Come ad esempio il Ticino che riconosce che la percentuale di coloro che confluiscono nella clandestinità «resta di una certa ampiezza», con il conseguente aumento dei costi sociali e dei problemi di ordine pubblico. Sulla situazione cantonale e sul rapporto di Blocher abbiamo interpellato Mario Amato, responsabile giuridico del Soccorso operaio svizzero Ticino che mette i puntini sulle "i" delle davvero troppo semplicistiche conclusioni di un rapporto che sembra creato ad arte in vista delle votazioni sul referendum asilo e stranieri del prossimo 24 settembre.

Mario Amato il rapporto relativo al monitoraggio Nem presentato da Christoph Blocher traccia un bilancio molto positivo del blocco all'aiuto sociale ai richiedenti l'asilo per i quali è stata pronunciata la "non entrata nel merito". Secondo Blocher ben due terzi delle persone colpite dalla "nem" sono rientrate nel loro paese. Non c'è stato neppure il temuto aumento della criminalità dovuto alla situazione clandestina. Insomma va tutto per il meglio, i Nem non sono un problema. È d'accordo con queste conclusioni?
I dati forniti dal rapporto vanno presi con le pinze e alcune conclusioni sono davvero troppo semplicistiche. La prima cosa che lascia esterrefatti è che il monitoraggio conclude che ben due terzi di tutte le persone la cui decisione di non entrata nel merito è passata in giudicato tra il 1° aprile 2004 e il 31 marzo 2006 (in totale nel rapporto si dice che sono 6 mila 685 persone, ndr) hanno lasciato la Svizzera. Questa supposizione è basata sul fatto che due terzi dei Nem non hanno mai percepito l'aiuto immediato. Un aiuto che era stato loro negato dal dipartimento di Blocher e  che gli è stato riconosciuto solo dopo una sentenza del Tribunale federale dell'anno scorso. Ora c'è da chiedersi se è possibile concludere che dato che questi due terzi non hanno chiesto l'aiuto immediato allora non sono più in Svizzera. Il rapporto conclude di sì, ma è davvero un'interpretazione troppo forzata. Chiedere l'aiuto immediato vuol dire uscire dalla clandestinità e rischiare il rimpatrio forzato, e chi è in una situazione di soggiorno illegale non è certamente propenso a pubblicizzare la propria presenza. È la cronaca stessa, oltre che i rapporti di polizia dei vari cantoni che dimostrano che le cose non stanno come scritto nel rapporto Blocher. La clandestinità è aumentata, chi è colpito dalla non entrata in materia si rifugia nella clandestinità. I Nem si sono semplicemente nascosti, in Svizzera. Non c'è molto da fidarsi delle cifre e dalle facili argomentazioni che sono state fornite da Blocher. Si tratta di una bella cosmesi in vista delle votazioni del 24 settembre su asilo e stranieri.
In Ticino fra il 2004 e il maggio 2006, 440 persone sono diventate Nem. Di sicuro si sa solo che 91 di loro sono usciti dalla Svizzera. Dove sono gli altri?
Se si dovesse seguire lo stesso ragionamento di prima si potrebbe affermare che sono rimpatriati. Già, perché sono pochissimi quelli che in Ticino hanno fatto ricorso all'aiuto immediato. Ma tutti sanno che le cose non stanno così, il governo ticinese e i cantoni lo ammettono senza troppe difficoltà a differenza delle autorità federali. Dove sono i Nem che mancano all'appello? Si sono nascosti. I più fortunati hanno un canale di conoscenze, di amicizie che gli permette di sopravvivere. Gli altri sono allo sbando (area nel n.22 del 2 giugno 2006 ha documentato la storia di alcuni Nem che dormono all'addiaccio nella periferia di Lugano, ndr). 
Fra gli effetti positivi citati dal monitoraggio del dipartimento di Blocher vi è anche quello della diminuzione dei costi dell'aiuto sociale.
Non mi sembra una grande scoperta. Visto che la misura era il blocco dell'aiuto sociale evidentemente ci sarebbe stata una diminuzione dei costi. Blocher ha però dovuto rivedere la sua politica in seguito alla sentenza del Tribunale federale e alle pressioni dei Cantoni. Adesso sono loro a sostenere i costi dell'aiuto immediato. Abilmente Blocher ha voluto giocare il ruolo del buono aumentando da 600 franchi a 1'800 l'importo forfetario attribuito ai cantoni per Nem. Così ha cercato di tacitare i Cantoni.
Ma chi sostiene i costi del soggiorno dei Nem clandestini visto che la maggior parte di loro non fanno ricorso all'aiuto immediato?
Come detto prima i più fortunati hanno una rete sociale che gli permette di soggiornare in Svizzera. Gli altri si arrangiano come possono e vengono aiutati dalle associazioni umanitarie. Ma chi ha voluto questa legge non vuole vedere quali sono i reali costi sociali che sono stati causati dal giro di vite imposto nel 2004.
Si parla anche di una diminuzione delle "domande immotivate" del 30 per cento.
Un'altra formulazione che non ha senso. Cosa è una domanda immotivata? È una statistica creata ad hoc dal signor Blocher. Chi chiede l'asilo ha sempre un motivo. In Svizzera sono state presentate meno domande d'asilo? È una tendenza che si riscontra in tutta Europa. Ancora una volta: si può parlare di domande "immotivate" perché sono in calo le richieste di asilo? Questi ragionamenti fanno davvero acqua da tutte le parti.
Se il 24 settembre dovesse passare il doppio sì alla revisione della legge sull'asilo e di quella sugli stranieri quali saranno gli effetti sulla già precaria situazione di chi ha avviato una procedura d'asilo e si vedrà negato l'aiuto sociale?
Ci sarà un grosso problema. Le statistiche dicono che attualmente il 70 per cento dei Nem sono uomini fra i 18 e i 30. Persone che anche se decidono di entrare nella clandestinità hanno ancora la forza per affrontare le difficoltà. Se il 24 settembre dovesse invece passare il doppio sì ci saranno migliaia di persone che si troveranno nella stessa condizione dei Nem. E questa volta saranno famiglie intere ed anziani ad essere messi sulla strada. Un problema che non sarà possibile risolvere con le attuali strutture per l'aiuto immediato.

Pubblicato

Venerdì 25 Agosto 2006

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