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Sanità e giustizia sociale

Natale 1995: il doppio colpo

di

Daniele Fontana

Più di ogni valutazione e di ogni interpretazione è la nuda successione delle date (desunte da atti ufficiali o dalle dichiarazioni pubbliche dei protagonisti) che delinea la struttura della vicenda del tesoro nascosto del Cardiocentro. Una successione che nel periodo di Natale del 1995 ha visto materializzarsi in maniera oggi palese l’architettura del piano messo in atto e la sua premeditazione.

 

Vediamo di commentare l'immagine qui a fianco. All’inizio di novembre del 1995 il direttore dell’Ente ospedaliero ticinese riceve un rapporto sugli obiettivi di una costituenda Fondazione cardiocentro senza essere informato che il promotore è Eduard Zwick.Prima della successiva seduta dell’Eoc la stampa annuncia la notizia, il fatto che il promotore è Zwick e solleva il problema dei suoi debiti fiscali in Germania.Convocato alla seduta del 15 dicembre del Consiglio di amministrazione dell’Eoc, il legale di Zwick (Sandro Bernasconi) conferma le notizie rassicurando però sul fatto che esiste un patrimonio di famiglia tale da poter tacitare qualsiasi pretesa del fisco.Al termine dell’audizione Bernasconi fa anche un comunicato stampa che viene reso pubblico da tutti gli organi di informazione. Sulla scorta di queste informazioni l’allora direttore del Dos informa, il 18 dicembre, il Gran consiglio rispondendo all’interpellanza Gemnetti. Passano nove giorni esatti e il 27 dicembre sull’isola di Jersey viene costituito il trust con cui Zwick fa sparire l’ingente patrimonio di famiglia sottraendolo di fatto al fisco tedesco ed agli eredi! E già a quel momento vengono designati beneficiari (dopo la sua morte) il suo amministratore patrimoniale Michel Horat, il suo medico personale Tiziano Moccetti e la Fondazione cardiocentro.

 

Il giorno successivo alla creazione del trust la Fondazione - il cui atto costitutivo è però datato 22 dicembre - viene iscritta al registro di commercio di Lugano: con Zwick ne fanno parte Sandro Bernasconi, Luigi Pedrazzini e Fausto Gianini (presente quest’ultimo sull’isola di Jersey). L’operazione è conclusa:alla luce del sole in Ticino la Fondazione dispone di 30 milioni di franchi, nascosti sull’isola di Jersey ne ha però altri 70 (di marchi)! Due anni dopo (il 13 febbraio 98) nel Consiglio di fondazione entrano Tiziano Moccetti e Giorgio Giudici (la data è iscritta nel registro di Commercio di Lugano e smentisce le dichiarazioni di Giudici su Opinione liberale del 10 febbraio scorso:«sono stato chiamato a far parte del Consiglio di Fondazione verso la fine del 1998»).In marzo muore Zwick ed i beneficiari cercano di incassare la liquidità del trust.Ma sulle tracce del trust c’è ormai anche l’avv.Fabio Soldati, incaricato dalla giustizia ticinese di fare l’inventario dei beni dell’eredità Zwick. Soldati interroga, tra gli altri, Gianini e Moccetti. I due negano però di avere conoscenze precise dell’esistenza del trust.

 

A fine ottobre muore Sandro Bernasconi. Mentre a questo punto c’è chi, perspicacemente, fa un passo indietro e lascia il Consiglio di fondazione, Giorgio Giudici fa un passo avanti e, all’inizio del 1999, ne diventa il presidente.In aprile Luigi Pedrazzini diventa Consigliere di Stato. Da qui via la vicenda, con i suoi risvolti politici, è nota, di attualità e ...decisamente calda.

Pubblicato

Giovedì 4 Ottobre 2018

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Sanità e giustizia sociale
03.10.2018

di 

Daniele Fontana

 

Sono stati trovati, nascosti in paradisi fiscali, gli oltre 300 milioni di marchi dell’eredità del «re delle Terme» germanico Eduard Zwick. Duecento di questi milioni si trovano in un Trust di cui beneficiari sono, tra gli altri, il dottore luganese Tiziano Moccetti ed il Cardiocentro Ticino. La scoperta ha grosse ripercussioni politiche: nel Consiglio di Fondazione del Cardiocentro sedeva, sino alla sua nomina in Governo, anche l’attuale Consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini. Tiziano Moccetti è deputato in Gran consiglio e membro della Commissione sanitaria. Nessuno di loro ha ad esempio informato il Parlamento di questa colossale fortuna al momento in cui il Governo ha chiesto un finanziamento pubblico di 6,6 milioni di franchi per il Cardiocentro. Ma gli interrogativi sono molti altri ancora, non da ultimo quelli di natura fiscale. Eduard Zwick, il cui nome è al centro del vortice che sta travolgendo la Csu nel Land bavarese, aveva accumulato debiti per oltre 70 milioni di marchi con il fisco tedesco. Nel 1982 fuggì in Ticino per sottrarsi alla giustizia. Al momento della sua morte lasciò 30 milioni di franchi per la creazione del Cardiocentro di cui direttore sanitario è diventato proprio il dott. Moccetti. Gli eredi hanno però sempre affermato che il patrimonio paterno ammontasse ad oltre 300 milioni di marchi. Somma enorme di cui si erano completamente perse le tracce. Sino ad oggi, quando l’amministratore della successione Zwick ha trovato ... il tesoro e le implicazioni personali.

Sanità e giustizia sociale
04.10.2018

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