Sanità e giustizia sociale

Più di ogni valutazione e di ogni interpretazione è la nuda successione delle date (desunte da atti ufficiali o dalle dichiarazioni pubbliche dei protagonisti) che delinea la struttura della vicenda del tesoro nascosto del Cardiocentro. Una successione che nel periodo di Natale del 1995 ha visto materializzarsi in maniera oggi palese l’architettura del piano messo in atto e la sua premeditazione.

 

Vediamo di commentare l'immagine qui a fianco. All’inizio di novembre del 1995 il direttore dell’Ente ospedaliero ticinese riceve un rapporto sugli obiettivi di una costituenda Fondazione cardiocentro senza essere informato che il promotore è Eduard Zwick.Prima della successiva seduta dell’Eoc la stampa annuncia la notizia, il fatto che il promotore è Zwick e solleva il problema dei suoi debiti fiscali in Germania.Convocato alla seduta del 15 dicembre del Consiglio di amministrazione dell’Eoc, il legale di Zwick (Sandro Bernasconi) conferma le notizie rassicurando però sul fatto che esiste un patrimonio di famiglia tale da poter tacitare qualsiasi pretesa del fisco.Al termine dell’audizione Bernasconi fa anche un comunicato stampa che viene reso pubblico da tutti gli organi di informazione. Sulla scorta di queste informazioni l’allora direttore del Dos informa, il 18 dicembre, il Gran consiglio rispondendo all’interpellanza Gemnetti. Passano nove giorni esatti e il 27 dicembre sull’isola di Jersey viene costituito il trust con cui Zwick fa sparire l’ingente patrimonio di famiglia sottraendolo di fatto al fisco tedesco ed agli eredi! E già a quel momento vengono designati beneficiari (dopo la sua morte) il suo amministratore patrimoniale Michel Horat, il suo medico personale Tiziano Moccetti e la Fondazione cardiocentro.

 

Il giorno successivo alla creazione del trust la Fondazione - il cui atto costitutivo è però datato 22 dicembre - viene iscritta al registro di commercio di Lugano: con Zwick ne fanno parte Sandro Bernasconi, Luigi Pedrazzini e Fausto Gianini (presente quest’ultimo sull’isola di Jersey). L’operazione è conclusa:alla luce del sole in Ticino la Fondazione dispone di 30 milioni di franchi, nascosti sull’isola di Jersey ne ha però altri 70 (di marchi)! Due anni dopo (il 13 febbraio 98) nel Consiglio di fondazione entrano Tiziano Moccetti e Giorgio Giudici (la data è iscritta nel registro di Commercio di Lugano e smentisce le dichiarazioni di Giudici su Opinione liberale del 10 febbraio scorso:«sono stato chiamato a far parte del Consiglio di Fondazione verso la fine del 1998»).In marzo muore Zwick ed i beneficiari cercano di incassare la liquidità del trust.Ma sulle tracce del trust c’è ormai anche l’avv.Fabio Soldati, incaricato dalla giustizia ticinese di fare l’inventario dei beni dell’eredità Zwick. Soldati interroga, tra gli altri, Gianini e Moccetti. I due negano però di avere conoscenze precise dell’esistenza del trust.

 

A fine ottobre muore Sandro Bernasconi. Mentre a questo punto c’è chi, perspicacemente, fa un passo indietro e lascia il Consiglio di fondazione, Giorgio Giudici fa un passo avanti e, all’inizio del 1999, ne diventa il presidente.In aprile Luigi Pedrazzini diventa Consigliere di Stato. Da qui via la vicenda, con i suoi risvolti politici, è nota, di attualità e ...decisamente calda.

Pubblicato il 

04.10.18..

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