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Narrazioni

di

Giuseppe Dunghi
Quando c’è uno sciopero dei trasporti in Italia, i nostri mezzi di informazione danno la notizia in questo modo: “Si prevedono ritardi e difficoltà per i viaggiatori diretti a Milano a causa di uno sciopero indetto da…” e segue una sigla incomprensibile la cui attività sembra consistere nell’ostacolare continuamente il nostro diritto di viaggiare. E quando un’ondata di freddo polare in Russia costringe a far funzionare a pieno ritmo gli impianti di riscaldamento in quel paese per arrivare a una temperatura di 16 gradi nelle case, da noi si scrive: “La Russia riduce la quantità di gas che dovrebbe fornire all’Europa occidentale”. La lotta per non farsi diminuire lo stipendio o per non lasciarsi licenziare viene percepita come un attentato alla nostra mobilità. Se qualcuno utilizza l’energia di cui dispone per scaldare la propria casa, noi diciamo che ci sottrae qualcosa che ci spetta. Il “Non ucciderai” è diventato “Gli altri non devono mettere in pericolo la nostra vita”. Il “Non ruberai” è diventato “Gli altri non devono derubarci”. Perché questo capovolgimento dell’etica su cui poggiano le regole della nostra convivenza? Lo stravolgimento è potuto avvenire perché è stato portato a termine il lavoro di distruzione dell’etica tradizionale: alcuni l’hanno ridotta a semplice deontologia professionale; qualcuno pensa che non siano necessari dei valori oltre gli articoli del codice penale; altri sono convinti che sia una narrazione nefasta e che sia giunto il momento di liberarcene. Ma sostenere che bisogna sbarazzarsi delle narrazioni costituisce a sua volta una… narrazione. Il lupo si presenta vestito da agnello, il pensiero forte si traveste da pensiero debole. Esiste oggi un’etica forte, ben strutturata, che proclama legittimi il rubare, l’uccidere, la competitività fra persone e fra nazioni, la prepotenza economica, la guerra e la tortura, proclama legittimo privare dell’acqua e di ogni bene più gente possibile e rendere poveri tre quarti del mondo. Si tratta, come si vede, di una morale inconfessabile, che viene dissimulata sotto formule simpatiche come i diritti umani, il diritto alla sicurezza, la lotta al terrorismo, la democrazia, la libertà. Ma il modo migliore di nasconderla è affermare che non esiste, anzi, che non è neppure pensabile un’etica, e che è da folli tentare di costruire una società senza ingiustizie, senza prepotenza, senza guerre. Si deve quindi accettare che i ricchi siano ricchi e che i poveri siano poveri. Si deve accettare che il capitale produca rendita, e che tale rendita sia la più alta possibile. Non ci deve essere inflazione, e deve essere eliminata una volta per tutte la causa dell’inflazione: gli stipendi che aumentano. È giusto che gli stipendi diminuiscano, è giusto che ci sia una lunga fila di disoccupati a contendersi pochi posti di lavoro. Dunque la disoccupazione è rock, il pieno impiego è lento; diminuire le tasse è rock, pagare le tasse è lento; aprire casinò è rock, vivere con dignità del proprio lavoro è lento.

Pubblicato

Venerdì 17 Febbraio 2006

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