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Monte Carasso, le verità nascoste

di

Maria Pirisi
Prevaricazione, mancanza di lungimiranza, scambio di favori? Quanti e quali di questi elementi hanno guidato l’andamento della tempestosa vicenda dei ticket scolastici di Monte Carasso? E chissà se col senno di poi, il Municipio del paese, da qualche parte, sta registrando di aver segnato un autogol sottovalutando l’impatto della sua decisione. Una decisione che di fatto ha ignorato (prevaricato) la volontà popolare dei ticinesi che il 18 febbraio del 2001 avevano bocciato (con un sonoro 77 per cento a Monte Carasso) il finanziamento pubblico alle scuole private. Riassumendo brevemente i fatti, ricordiamo che a maggio il Municipio di Monte Carasso per ovviare al sovraffollamento di due classi delle elementari – una prima di 24 e una seconda di 26 allievi (la legge ne ammette un massimo di 25 per classe) – ed evitare la creazione di una terza classe decide di elargire a quattro famiglie, disposte ad iscrivere i loro figli ad una scuola pubblica “o parificata” (privata) di un altro comune, un ticket di 5mila franchi. Una mossa che ha provocato l’indignazione di più parti, in primis della Delegazione scolastica che, pur essendo un organo consultivo del Municipio, è stata informata solo a posteriori della decisione presa. Da qui anche l’interpellanza del gruppo Ps che stigmatizza questo dirottamento dei fondi pubblici verso il privato come un fatto gravissimo e la petizione dell’assemblea dei genitori di Monte Carasso che si oppone alla proposta del Municipio e chiede venga istituita la settima sezione. E, non da ultimo, il ricorso contro il contributo dei sette cittadini che richiederà una verifica sulla legalità della decisione dell’Esecutivo. Tanti gli scenari che si aprono attorno a questa vicenda. Sicuramente, quello centrale, riguarda l’ipotesi che tutta la questione sia stata orchestrata ad arte dal vice sindaco e capo dicastero scuola (nonché coordinatore del Dipartimento finanze ed economia) Sergio Morisoli per favorire la nascita della Caravella di Bellinzona, emanazione della Traccia, la scuola privata gestita dall’Associazione Santa Maria e facente capo a Comunione e Liberazione di cui egli fa parte. Una scelta di campo a cui si è comunque associato, dando il proprio consenso (e con la sola eccezione del municipale socialista Graziano Pestoni, che si è opposto) il Municipio in corpore. Rompendo per primo la collegialità che il Municipio si era imposto su questa vicenda, il capodicastero scuola Morisoli ha ribadito dalle colonne del Giornale del popolo (6 giugno) che tale scelta è stata dettata solo da motivi finanziari. Ebbene, se così fosse, non si capisce come mai non si sia optato per una collocazione degli allievi nelle scuole pubbliche dei comuni vicini. E non, come invece è successo, per un ticket che, guarda caso, corrisponde alla retta annua della neonata La Caravella. Aspetti poco chiari riguardano il modo in cui tutta questa vicenda si è evoluta. Innanzitutto una domanda: prima d’azzardare l’ipotesi di ricorrere ad una scuola privata, il Municipio si è mosso in tempo, ad esempio in collaborazione con la direzione, per esplorare se ci fosse o meno una disponibilità di posti nei comuni vicini? Solo da qualche settimana, infatti, è emersa pubblicamente la disponibilità di Bellinzona-Carasso, Sementina e Gudo ad accogliere nuovi allievi. Inoltre, se sono state vagliate tutte le possibilità, vien da chiedersi quando e quali informazioni siano state raccolte sulla possibilità di collocare alcuni allievi all’esterno del comune e, soprattutto, quando siano state fatte le verifiche. E ancora, il Municipio ha preso in considerazione per tempo l’opportunità di chiedere al Cantone una deroga per il mantenimento di una seconda in soprannumero? Altra questione connotata da una forte opacità è la presunta disponibilità dei genitori ad accettare la proposta. Nella lettera inviata alle famiglie con bambini nelle classi di prima e di seconda elementare, datata 17 maggio, il Municipio di Monte Carasso li interpella per sondare la loro propensione a mandare i loro figli ad un’altra scuola pubblica o “parificata” della regione e chiede agli interessati di dare una risposta entro il 31 maggio. «Per quest’ultimi seguirà poi un incontro – scrive il Municipio – per i necessari approfondimenti.» Cinque, nel frattempo, le famiglie che hanno risposto all’appello anche se non risulta che fino ad ora ci sia stato alcun incontro o che questi approfondimenti siano stati fatti. Ma la faccenda non finisce qui. Da un genitore della scuola veniamo a sapere che in una lettera del 3 giugno, la direzione, su incarico del Municipio, invita i genitori dei bambini di seconda elementare ad un incontro (tenutosi martedì scorso) «per verificare se ci sarebbe eventualmente ancora qualcuno interessato a far frequentare ai propri figli, la seconda elementare presso una scuola pubblica di un altro comune». Questo porta ad ipotizzare che forse il Municipio non sia poi così sicuro che la disponibilità delle cinque famiglie si traduca poi in un’iscrizione ad un’altra scuola. Che senso avrebbe altrimenti quest’ulteriore verifica potendo il Municipio sussidiare solo 4 allievi? Intanto, i genitori dei bambini iscritti alla seconda elementare, in un comunicato stampa diffuso all’indomani della riunione, «ribadiscono la volontà di far frequentare ai propri figli la scuola elementare nel Comune di Monte Carasso e, possibilmente, in classi meno numerose di quelle prospettate per l’anno prossimo». Ma veniamo ad un altro punto: la questione finanziaria. L’istituzione di una sezione in più costerebbe dai 40 ai 50 mila franchi (contro i 20 mila per i ticket di 4 allievi), una spesa che presto il Municipio potrebbe essere costretto ad affrontare visto il crescente numero di bambini in età scolastica. Si tratterebbe, dunque, di anticipare di un solo anno la creazione della sezione supplementare. In caso contrario, non istituendo la settima sezione, il Municipio sarebbe dunque disposto per quanti anni ancora a sborsare 20 mila franchi in sussidi da destinare ai bambini iscritti alla scuola privata vicina? Come ha scritto nella lettera indirizzata ai genitori del 17 maggio, il Municipio spiega che il ticket verrà versato «fintanto che permarranno le condizioni che ne hanno giustificato l’introduzione.» Ma non sarebbe più logico che il Municipio affrontasse da subito e con lungimiranza un problema che comunque gli ripiomberà addosso il prossimo anno e negli anni a venire? E la mancanza di lungimiranza, probabilmente è uno dei fattori che ha spianato il terreno a che si creassero i presupposti di questa vicenda in cui ad uscirne favoriti sembrano solo interessi di parte. Non è musica dell’ultimo momento, l’urgente problema del Municipio di porre rimedio alla mancanza di strutture scolastiche adeguate al crescente e costante incremento delle nascite. Da anni Monte Carasso sta conoscendo un vero e proprio boom edilizio che deve far fronte alla richiesta di abitazioni di famiglie che vi si trasferiscono. E famiglie significano anche bambini che vanno all’asilo e poi a scuola. Nel 2003 nel comune si sono registrate 26 nascite e nel 2004 ben 35. Che la pianificazione di Monte Carasso abbia peccato di lungimiranza traspare proprio dalla carenza di strutture scolastiche e l’emergenza che si è venuta a creare da qualche anno lo denuncia. D’altronde lo stesso municipale Graziano Pestoni, già cinque anni fa, aveva fatto presente al Municipio la necessità di prendere provvedimenti in materia d’incremento di strutture per far fronte al costante aumento dei bambini in età prescolastica e scolastica. Ma sembra che le sue parole siano cadute nel vuoto. Settima sezione, una volta c’era La settima sezione delle scuole elementari a Monte Carasso era attiva fino all’anno scolastico 2003/2004. Nella primavera dello scorso anno un’ispettrice, per conto del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs), ravvisa che il numero degli allievi non è sufficiente a giustificare il mantenimento della sezione supplementare e propone al Municipio di rinunciarvi. Da qui, seguendo il consueto iter, il parere del Decs approda al Consiglio di stato che decide di sopprimere la sezione in questione ma solo dopo aver preso atto del consenso dell’autorità comunale. Nel frattempo la realtà scolastica delle elementari di Monte Carasso si modifica e nell’allestimento scolastico 2005/2006 dello scorso aprile, l’ispettrice riscontra che in una seconda classe il numero degli allievi è di 26, uno in più rispetto a quello consentito dalla legge. L’ispettrice, sempre per conto del Decs, chiede al Municipio di Monte Carasso di vagliare l’opportunità di riaprire la settima sezione. Ma – come ha spiegato Diego Erba, direttore della divisione scuola, nonché coordinatore del Decs, al Corriere del Ticino (28 maggio) – il Municipio a tutt’oggi non ha dato risposta.

Pubblicato

Venerdì 10 Giugno 2005

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