< Ritorna

Stampa

 

Migliore testa sindacale

di

Anna Luisa Ferro Mäder
Paul Rechsteiner resta alla testa dell'Uss per altri 4 anni, ma dovrà cavarsela senza poter contare su Serge Gaillard. Il capo economico della principale organizzazione sindacale svizzera cambia campo: passa al Dipartimento federale dell'economia pubblica, dove dal primo di febbraio sarà alla testa della Direzione del lavoro.

La notizia circolava da tempo. Non a caso, tra le foto scattate dall'Uss nel corso del recente congresso a Berna ve ne è una che lo ritrae proprio vicino a Jean-Luc Nordmann, l'uomo che dovrà sostituire alla testa dell'ufficio incaricato di definire la politica del lavoro in Svizzera. Era stata scattata quando la consigliera federale Doris Leuthard era andata a parlare davanti ai sindacalisti.
La decisione della signora Leuthard di inserire Gaillard nel suo staff ha stupito molti. Per un posto come questo non ha privilegiato qualcuno del suo partito o un economista neoliberale, cosa che molti si aspettavano, ma è andata a pescare in casa sindacale e ha scelto un esponente di spicco dell'Uss.
«Era il migliore» si giustifica davanti ad un'opinione pubblica che stenta a capire perché lo ha fatto. «Ci ha convinti. Gaillard è pragmatico e non è ideologo. Viste le sue competenze, era predestinato per questo lavoro», ha affermato la consigliera federale.
Sono qualità che gli sono attestate da più parti. «Prendendo Serge Gaillard, Doris Leuthard ha scelto la testa migliore che hanno i sindacati», ha scritto Peter Bodemann, l'ex presidente del Pss che aveva avuto modo in passato di conoscerlo bene, commentando la nomina. «È un segno di apertura e di pluralismo politico» ha aggiunto Christian Levrat, il giovane presidente del Sindacato della comunicazione.
Tutti conoscono la sua competenza e la sua esperienza in campo economico e di politica del lavoro. Quante volte in questi 13 anni all'Uss, gli svizzeri lo hanno visto ad Arena, trasmissione politica della Svizzera tedesca, difendere la posizione dei sindacati che chiedevano progetti di rilancio economico, per sostenere l'occupazione, una politica meno restrittiva da parte della Banca nazionale o di non tagliare le prestazioni dell'assicurazione disoccupazione. Una volta lui e Bodenmann non avevano esitato ad interrompere i dibattiti e ad andarsene per protestare contro la decisione degli avversari di inviare persone poco importanti a dibattere sul libro bianco di de Pury.
Gaillard, di origini vallesane, ma cresciuto a Zurigo, è stato il primo a criticare la politica monetaria troppo restrittiva della Banca nazionale. Il tempo gli ha dato ragione e il suo prestigio è aumentato. La stessa Nzz, il giornale della borghesia padronale zurighese, pur manifestando un certo scetticismo, ammette che è un economista che sa di cosa parla.
Ha alle spalle una lunga esperienza. Ha fatto parte di molte commissioni peritali su temi come il mercato del lavoro, la congiuntura e l'assicurazione contro la disoccupazione e ha attivamente partecipato ai lavori della commissione tripartita per la preparazione della libera circolazione delle persone. In particolare ha chiesto e ottenuto l'introduzione di misure d'accompagnamento per lottare contro il dumping salariale. Molti hanno conosciuto le sue doti umane e professionali.
Rappresentanti della destra e del padronato non nascondo comunque di essere amareggiati che un posto prestigioso come la direzione del lavoro sia sfuggita loro di mano. Si rendono conto che la signora Leuthard scegliendo un uomo come lui (ha difeso il pensionamento a 62 anni, contribuito a far bocciare l'ultima revisione dell'Avs, difeso un aumento dei salari minimi) ha mandato loro un messaggio poco gradito.
Ha fatto capire che la futura politica del lavoro dovrà basarsi sulla concordanza tra i partner sociali, cosa che negli ultimi mesi risulta sempre più difficile sia nel settore privato (vedi trattative salariali dell'edilizia) che in quello pubblico (Posta, Ffs e dipendenti della Confederazione). Quando comincerà il suo nuovo lavora il primo tema di cui dovrà occuparsi sarà la revisione dell'assicurazione disoccupazione.
Nella sua nuova funzione Gaillard non rappresenterà più una lobby, ma dovrà mediare tra le parti e cercare soluzioni di compromesso. Saprà farlo? Si sono chiesti subito ad alta voce esponenti del mondo economico e della stampa a loro vicina. «Deve subito cambiare campo» è stato il messaggio che hanno ripetuto all'unisono.
Perché dubitarne ? Non è il primo sindacalista o il primo esponente di una lobby a intraprendere una nuova carriera. In casa sindacale non mancano gli esempi. Ruth Dreifuss, prima di diventare consigliera federale, era stata sindacalista all'Uss. Anche in quel caso il parlamento la scelse perché molte persone che avevano lavorato con lei ne conoscevano capacità e qualità.
C'è poi il caso di Daniel Nordmann, che sempre dall'Uss è passato alle Ffs ad occuparsi del settore Cargo. Anche il pubblicista Beat Kappeler era un dirigente della stessa organizzazione sindacale prima di diventare una voce della destra neoliberale. Come loro, anche Gaillard (51 anni, sposato e padre di due figlie) ha le carte in regola per riuscire a fare il nuovo salto.
Prima di arrivare all'Uss si era laureato in economia a Zurigo e in seguito era stato capo progetto al Kof, il centro di ricerche congiunturali del politecnico di Zurigo. In gioventù aveva militato nell'estrema sinistra, cosa che hanno fatto molti altre persone che oggi rivestono cariche di responsabilità.
La sua decisione di passare alla Confederazione è sicuramente ponderata. Chi lo conosce sa che non prende decisioni avventate. Grande amante della montagna, ha imparato a conoscere i pericoli e a rispettarli. «Serge è un alpinista molto prudente. Non cerca il rischio» assicura Robert Bösch che lo ha spesso accompagnato. Sicuramente fa lo stesso anche per le decisioni importanti della sua vita. 
Adesso spetta all'Uss colmare rapidamente il vuoto che questo sindacalista lascia dietro di se alla centrale sindacale. In caso contrario questa nomina potrebbe rivelarsi un «raffinato indebolimento dell'Uss», ha commentato Beat Kappeler. Innegabilmente non sarà facile sostituirlo. Mentre Gaillard lascia definitivamente il mondo sindacale in questi giorni un altro sindacalista passa il testimone. All'Unia, Vasco Pedrina, che con Cristiane Brunner aveva avviato il processo di fusione tra il Sei e l'Flmo, sta per lasciare la copresidenza del principale sindacato elvetico, pur continuando a lavorare per la stessa organizzazione. Si chiude un capitolo, ma domani ne comincerà un altro.

Pubblicato

Venerdì 1 Dicembre 2006

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 20 Gennaio 2022