< Ritorna

Stampa

 

Meteo Svizzera, basta con il tuo “understatement”

di

Claudio Origoni
Una tramontana energivora mi sta consumando. Mi sento una madonnina dei dolori e ho la luna storta. Sarà difficile produrre qualcosa di decente. Poi però, come spesso succede, ci pensa  la radio a rimediare alle meteoropatologie. Così mi è accaduto ascoltando i bollettini di Meteo Svizzera, che eccellono nell'uso delle figure dell'attenuazione. Meteo Svizzera riesce bene a realizzare quello che gli inglesi chiamano l'understatement: l'atteggiamento di chi minimizza fatti e circostanze o 'ridimensiona', come si suol dire, apprezzamenti troppo entusiastici" (così il Mortara Garavelli delle figure retoriche).
Ebbene, soffia da giorni una tramontana che ti sconquassa il cervello e il comunicato di Meteo Svizzera (da e in Lokarno Monti) parla di "correnti fresche da nord". Se non è questo understatement! Meno male che l'autore del comunicato non è a portata di mano.
Ora, se "le correnti fresche" non sono un eufemismo, sono almeno una perifrasi dissimulante, che trasforma la peggiore delle disgrazie atmosferiche (alzi la mano chi non è d'accordo) in un banale effetto refrigerante. L'understatement non è di tutti. È un'abilità per la quale ci vuole un talento innato. E tuttavia – se mi è consentito – vorrei suggerire al funzionario di Meteo Svizzera qualche possibilità espressiva in più. Perché non usare la domanda retorica? "Sarà un vento fastidioso questa tramontana?". Perché non sfruttare la litòte? "Non è che siano un piacere queste correnti che soffiano da nord!" O la reticenza? "Certo che è fastidiosa la tramontana, tuttavia…" Quelle della dissimulazione sono figure retoriche che possono produrre effetti comici indesiderati. E mentre ragiono intorno alla retorica e alle sue forme (si fa per dire), ecco arrivare di prima mattina la mia amica che dice serafica: "Roba da matti! Siamo a giugno e sono qui con calze e canottiera. Non c'è più religione."
"C'è troppo pudore!" penso io. Che è cosa innegabilmente più legata al clima.
Intanto, se do uno sguardo oltre la finestra della cucina, non vedo più da giorni i cosiddetti collaudatori di panchine, i vecchi, come li definiva Marcello Marchesi. Si sono rarefatti: devono stare prudentemente al riparo dalle "correnti fresche". Siamo alla frutta. Eppure, ha detto di nuovo ieri l'ineffabile addetto stampa di Lokarno Monti in una intervista radiofonica: "Siamo nella media stagionale: solo che i venti gradi, a causa del vento, vengono percepiti come dieci".
Già, un conto sono i dati soggettivi, un'altra cosa è l'oggettività. E allora la memoria va alla recente campagna elettorale italiana e al Cavaliere (per antonomasia) che, in uno dei suoi rari momenti di autenticità, ha troncato il discorso soggettività/oggettività facendo ricorso all'anatomia maschile e dicendo: i coglioni sono sempre più di due. Fieramente (o forse solo demagogicamente) schierato – bontà sua – a favore della soggettività contro la più palpabile delle verità. (Perdonate se sono volgare: mi sento una madonnina dei dolori e ho la luna storta.) 

Pubblicato

Venerdì 9 Giugno 2006

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

Rubrica

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 19 Maggio 2022

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 1344
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019