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Mercato in espansione, ma...

di

Stefano Guerra
«È un momento magico. Tutte le aziende che producono carri oggi sono oberate di lavoro. E il futuro non può che essere la manutenzione». Ne è «convinto» Aleardo Cattaneo, amministratore delegato della Ferriere Cattaneo Sa (vedi riquadrato sotto). A fargli eco è Giuseppe Forgia, che gestisce la manutenzione della nutrita flotta della Aae (vedi riquadrato a destra) ed è responsabile delle operazioni in Sud-Europa per la stessa azienda: «Il traffico merci su rotaia crescerà ancora. Il 90 per cento dei nostri nuovi investimenti è destinato all'acquisto di carri per il traffico intermodale (essenzialmente casse mobili e semirimorchi per traffici su rotaia-gomma-nave-aereo), un settore in fortissima espansione».
Un produttore (Cattaneo) e un acquirente-noleggiante (Forgia), entrambi con un occhio attento al mercato del materiale rotabile e a quello specifico della manutenzione dei carri merci, segmento nel quale si trovano oggi a giocare le Officine di Bellinzona. Il primo si era fatto avanti quando Ffs Cargo aveva manifestato l'intenzione di cedere l'Officina di Bienne, ma poi aveva finito per lasciar perdere. Potrebbe tornare in corsa qualora anche le Officine di Bellinzona – o una parte di esse – venissero messe sul mercato? «Abbiamo un buon rapporto con loro. Il problema è che hanno un costo orario troppo elevato. Puoi sì ridurre l'organico, ma fino a un certo punto: poi ci sono dei costi fissi che restano», taglia corto Cattaneo.
La Aae da tempo noleggia alle Ffs principalmente carri per il traffico convenzionale, che vengono riparati e sottoposti a revisione nelle officine delle Ferrovie federali. Oggi l'azienda e le Ffs hanno un rapporto contrattuale per vari servizi di manutenzione dei carri Aae alle Officine di Bellinzona e all'impianto di Chiasso, così come per la manutenzione mobile. A breve questa collaborazione potrebbe anche sfociare in un accordo specifico riguardante l'elaborazione e la lavorazione di alcuni componenti dei carri Aae, ad esempio le sale (ruote). Giuseppe Forgia intravede in una specializzazione di questo tipo un possibile sbocco per le Officine della capitale, tanto più che «il mercato dei componenti cresce e le officine in Europa sono sovraccariche di lavoro».
Per il collaboratore dell'Aae lo stabilimento di Bellinzona «è di fronte a una grande sfida», determinata in buona parte dal fatto che «molti carri che potrebbero lavorare gli passano sotto il naso». Le Officine della capitale, infatti, si trovano sì sull'asse di transito principale Nord-Sud, ma sono comunque lontane dai mercati dei loro maggiori clienti. Il criterio geografico-logistico per la Aae è "centrale" nella scelta degli stabilimenti ferroviari ai quali affidare la riparazione e la revisione dei suoi carri. «Al cliente dobbiamo garantire una altissima produttività dei mezzi che gli noleggiamo, non possiamo perdere tempo nel trasferimento dei carri in un'officina lontana dal luogo dove ce li consegnano», dice Forgia. Stesso discorso per la manutenzione corrente, di servizio e i piccoli interventi di riparazione: «Noi dell'Aae concentriamo le attività di manutenzione dei carri laddove il cliente ha il suo mercato. Per fornire un servizio ottimale al cliente i carri che gli noleggiamo vengono assistiti nelle vicinanze delle due estremità di questo percorso Nord-Sud, che va grossomodo dal porto di Rotterdam all'Italia settentrionale».
Le Officine di Bellinzona  sono «una struttura tecnologicamente all'avanguardia in Europa, che offre comunque un servizio di qualità, con un personale che ha una profonda cultura ferroviaria, un atout che non tutti hanno», riconosce Forgia. Però, oltre alla distanza geografica dai mercati dei principali clienti di Ffs Cargo, lo stabilimento della capitale presenta altri handicap: «la Svizzera per noi è meno attrattiva anche perché essendo fuori dall'Unione europea abbiamo una serie di situazioni particolari, come ad esempio lo sdoganamento dei pezzi di ricambio, che sovraccaricherebbero ulteriormente la nostra logistica. Le Officine poi dovrebbero essere più snelle, flessibili, riducendo anche i costi generali, compresi quelli della manodopera che in Svizzera sono leggermente superiori rispetto alla Germania e all'Italia», conclude il collaboratore dell'Aae.

L'unica che fa carri merci

La Ferriere Cattaneo – fondata nel 1870 a Faido, trasferitasi nel 1932 a Giubiasco – costruisce vagoni ferroviari da oltre mezzo secolo. Dal 1948 dal suo stabilimento ne sono usciti più di 5 mila di 30 tipi diversi: dal modello L4 a due assi in acciaio e legno alla serie di "Taschenwagen" o "carri tasca" oggi giunta al numero 5, passando dai primi carri "Wippen" a 4 assi per la neonata Hupac a metà anni '60. Quando la Ferriere inizia l'attività, il fabbisogno di carri e locomotive è enorme e una mezza dozzina di aziende produce materiale rotabile in Svizzera, in buona parte per le Ffs. Il mercato tiene per decenni. Poi, una quindicina di anni fa, l'inizio del declino. Oggi, assieme ad Alstom, Bombardier, Stadler e Josef Meyer Waggon, la Ferriere è una delle poche aziende rimaste a produrre materiale rotabile in Svizzera, l'unica che costruisce carri merci. Attori storici dell'industria ferroviaria elvetica come Schindler, Adtranz (acquistati da Bombardier) e Fiat/Sig (ripresa da Alstom) sono invece stati spazzati via, risucchiati nel vortice dei processi di concentrazione e ridimensionamento che ha conosciuto il settore a partire dai primi anni '90.

Cavalca la liberalizzazione

Con una flotta di 23 mila carri, e con investimenti previsti per l'acquisto di 2-3 mila carri all'anno da qui al 2011, la Ahaus Alstätter Eisenbahn Ag (Aae) – nata alla fine degli anni '80 nel Nord-Reno Westfalia – è una delle imprese ferroviarie private leader in Europa nel noleggio di carri. L'azienda, che oggi ha sede a Baar (Zugo), ha cavalcato sin dai suoi esordi il processo di liberalizzazione del settore ferroviario europeo, inserendosi con successo in una nicchia di mercato formatasi una ventina d'anni fa quando le compagnie ferroviarie nazionali iniziavano a ridurre le ordinazioni di materiale rotabile. Al semplice noleggio di carri ben presto la Aae ha affiancato un servizio completo di assistenza ai suoi clienti pubblici e privati, offrendo loro una sorta di "pacchetto completo" che comprende anche la manutenzione preventiva durante le soste d'esercizio, l'intervento di squadre mobili in caso di guasto, l'eventuale trasferimento in un'officina e la sorveglianza dei lavori di riparazione e revisione, il reperimento di pezzi di ricambio e il trasporto del carro merci nuovamente nel luogo concordato con il cliente. Uno dei clienti storici dell'Aae sono le Ffs, alle quali oggi l'azienda noleggia 600 carri circa, quasi tutti usati nel traffico convenzionale in Svizzera.

Pubblicato

Venerdì 6 Luglio 2007

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