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Dolce casa

Mercato dell’alloggio e pigioni moderate

di

Elena Fiscalini

L’estate non offre mai grandi novità da commentare, la politica sonnecchia o è impegnata in grandi manovre elettorali e tutto o quasi viene rimandato all’autunno. È il momento quindi di fare il punto sulla situazione. Abbiamo sempre detto che le soluzioni ai diversi problemi del settore dell’alloggio devono essere trovate a livello nazionale, cantonale e comunale. Vediamo quindi che cosa si è mosso in ciascuno di questi ambiti.
La Confederazione, dopo aver snobbato l’iniziativa depositata dall’Asloca-Smv-Asi, sembra voglia ora condizionare il finanziamento dei fondi di rotazione al ritiro o al rigetto dell’iniziativa lanciata dall’Associazione svizzera degli inquilini e firmata da 125.000 cittadini.

 

Stiamo andando quindi verso un ricatto senza mezzi termini, soprattutto perché l’associazione inquilini ha sempre detto che finanziare i fondi di rotazione è senza dubbio un’ottima cosa perché permette a cooperative e a enti senza scopo di lucro di costruire alloggi sociali a minor costo, ma ha anche sempre affermato che questo non può bastare per risolvere almeno in parte i problemi che troppe economie domestiche devono affrontare. Il Consiglio federale continua ad asserire che il mercato dell’alloggio si regola da sé. Nella realtà come si regola e a che prezzo è sotto gli occhi di tutti. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale invece ha appoggiato l’iniziativa Egloff che chiede sia limitata la possibilità per l’inquilino di contestare la pigione iniziale. Ricordiamo che le camere federali a suo tempo non avevano voluto entrare nel merito dell’introduzione del formulario ufficiale a inizio locazione.

 

Ancora una volta è ribadita la volontà di non mettere paletti all’aumento delle pigioni. Il Consiglio nazionale attraverso una sua commissione sta inoltre valutando di sopprimere il valore locativo nell’imposizione fiscale dei proprietari. Una proposta questa già ventilata in passato, che vuole favorire i proprietari immobiliari a scapito delle casse dello Stato.


Il Cantone che a suo dire avrebbe dovuto portare il Piano cantonale dell’alloggio in Gran Consiglio per l’approvazione del credito quadro entro la fine dell’anno scorso, sta dormendo sonni  tranquilli. Del Piano cantonale dell’alloggio non si sa più niente, nessuna novità all’orizzonte. Nel contempo però il Cantone vede aumentare a dismisura il numero di chi deve ricorrere alle prestazioni sociali, e si sa che il costo dell’alloggio è uno dei fattori più importanti a generare povertà.


A Lugano invece e fortunatamente sembra  si stia andando verso la concretizzazione dell’iniziativa popolare ripresa in grande parte dal Consiglio comunale. Le autorità sembrano voler seriamente lavorare per la creazione di alloggi sociali. Presto si potranno conoscere quali saranno gli interventi previsti, quale le risorse finanziarie destinate e quali gli attori che saranno chiamati alla realizzazione di un parco alloggi commisurato alle esigenze della città.

Pubblicato

Giovedì 28 Settembre 2017

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