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Margini di manovra secondo il Ps

di

Gianfranco Helbling
«Prima dobbiamo delimitare il terreno da gioco, poi possiamo anche metterci a giocare». È con una metafora in sintonia con i campionati europei di calcio che il presidente del Partito socialista (Ps) Manuele Bertoli riassume il senso delle proposte fatte mercoledì della scorsa settimana dal Ps al primo incontro fra presidenti e capigruppo dei partiti di governo. Proposte che, si era convenuto in quell’occasione, avrebbero dovuto rimanere confidenziali per poterne discutere in tutta serenità in occasione del prossimo incontro, fissato per il 21 giugno. Ma il conducator della Lega Giuliano Bignasca, indispettito per la mancata nomina di Marco Borradori nel Consiglio regionale della Corsi, ha pensato bene di mandare a quel paese la neonata concertazione, svelando sul “Mattino della domenica” il contenuto delle proposte socialiste e annunciando già che il 21 non ci sarà. Allora Bertoli, che cosa ha proposto concretamente il Ps? Nulla di preciso. Anche perché prima vogliamo che gli altri partiti portino le loro proposte per quel che concerne le uscite. Abbiamo semplicemente indicato secondo noi entro quale ordine di grandezza ci si può muovere sul fronte del reperimento di nuove entrate, su quello della riduzione delle uscite e su quello del debito pubblico. Secondo noi le entrate possono aumentare di 38 milioni all’anno e i risparmi possono essere ridotti ad un terzo di ciò che prevede attualmente il Piano finanziario, cioè a circa 150 milioni cumulati sul prossimo triennio. Se non si trova un accordo su questo ordine di grandezza mi sembra inutile continuare a discutere. Vediamo il dettaglio: i 38 milioni supplementari di gettito fiscale sono da realizzare sulle persone giuridiche? E con quale aliquota? Non è questo il momento di parlare di aliquote. Quel che è certo è che non vogliamo aumentare le imposte cantonali sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche. Siamo disposti però a discutere di imposte di successione. Però volete eliminare lo sgravio occulto nell’imposta comunale per le persone fisiche dovuto al passaggio dalla tassazione biennale a quella annuale . Noi diciamo che se il Cantone per fare i suoi risparmi vuole riversare oneri sui Comuni, deve dar loro la possibilità di reperire i mezzi finanziari per far fronte a questi oneri. In questo senso chiediamo che l’annullamento dello sgravio occulto sia esteso anche ai Comuni, altrimenti c’è un’evidente disparità di trattamento rispetto al Cantone. Se non si vogliono dare più mezzi finanziari ai Comuni non gli si può nemmeno affidare più compiti, quindi il Cantone può fare meno risparmi. O si elimina lo sgravio occulto, oppure non si affidano nuovi compiti ai Comuni. E sul fronte delle uscite? Intanto rispetto al Piano finanziario è caduta la seconda revisione della Lamal, che prevedeva un finanziamento pubblico delle cliniche private. Per i prossimi 3 anni quindi non avremo questa maggiore uscita che oscillava fra i 46 e i 50 milioni all’anno. Questo ci dà un certo margine di manovra. Noi ora riteniamo che si possa contenere la spesa per un massimo di 150 milioni cumulati su tre anni (30 per il 2005, 20 per il 2006, 30 per il 2007). È appunto un terzo di quanto previsto dal Piano finanziario, che, dedotto il costo della mancata revisione della Lamal, arrivava a 439 milioni cumulati su tre anni. Ma già spendere 70 milioni all’anno in meno rispetto ad oggi è molto, un esercizio difficilissimo. Questa proposta del Ps che conseguenze ha sul debito pubblico? Il debito già con il Piano finanziario è destinato a crescere. Con le nostre cifre esso aumenta di 100 milioni all’anno.

Pubblicato

Venerdì 11 Giugno 2004

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