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Mara meo perché sei morto

di

Simona Foglia
Aiuto! Sono arrivati i minidivi. Mini-cantanti, mini-intrattenitori, sgamati e ruffiani peggio di dieci panarielli messi assieme. Ce n’è stata un’infilata la scorsa settimana con il premio Eurovisione per la canzone dei ragazzi. Io pensavo fosse un po’ come lo Zecchino d’oro a livello europeo. Visto che ormai l’Europa da qualche parte bisogna farla, tanto vale cominciare dalle cose più semplici, quelle che cementano la famosa “amicizia fra i popoli”. Si saranno divertiti i junior boys and girls arrivati in finale davanti alle telecamere d’Europa? Perché evitarli era impossibile sabato sera. Un canale su tre era collegato con Lillehammer, dove i due presentatori vestiti da bambini, lui in completo rosa e lei con la gonna a sbuffo, introducevano i bambini-divi vestiti da non-bambini. Ma chi li ha voluti così, questi bambinelli di nemmeno dieci anni? Le loro mamme? I maestri di canto? Se i nordici, da bravi protestanti, hanno dato prova di sobrietà, facendo cantare alle loro adolescenti canzoni che parlano di esclusione (naturalmente non se le è filate nessuno), i paesi dell’Europa che sta emergendo non hanno avuto pietà e hanno conciato i loro pargoli secondo i modelli più ferocemente paganti: le trionfanti spagnolite tutto pepe lasciavano di stucco per la perfetta imitazione del modello Jennifer Lopez. Lei, otto anni o poco più, tutta sguardi obliqui e mossette ammiccanti con la testa, ballerina scatenata insieme alle sue compagne in una coreografia in puro stile Mtv. Se la squadra spagnola sembrava divertirsi, altri sembravano solo un po’ stressati, come quel ragazzino dalla bella voce che per l’emozione non ha cantato una sola nota intonata. Infagottato in un completo translucido pareva un Bobby Solo in erba, la zazzera impomatata e le braccia protese in quei gesti pieni di pathos, lo sguardo intenso… Le repubbliche ex sovietiche bardano i loro pargoli come la classe dirigente un po’ mafiosa che li governa, tutti gli altri imitano gli americani. Anche il “nostro” Demis, in trepidante attesa di voti che non arrivavano mai (perché la Svizzera proprio non ha fortuna con il concorso Eurosong) lo hanno combinato come uno scugnizzo di Brooklin. Mèches e rossetti per le ragazzine, chili di gel per i maschi: il modello al naturale è stato definitivamente radiato, la piaggeria comincia dal vestito, anzi dal “look”. Bisogna essere “trendy”, specialmente in televisione. Col rischio che, vestendo le bambine da mini-vamp, facendole muovere come le sex-bomb dei videoclip, la cassetta con la registrazione del concorso eurovisione della canzone finisca in qualche catalogo per pedofili. Non dite che non ci avete pensato, perché ormai nessuno sguardo oggi è più innocente. Basta vedere lo sguardo preoccupato di certe madri quando si sorride a un bambino simpatico per la strada.

Pubblicato

Venerdì 26 Novembre 2004

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