Lavoro

Manca personale? Settimana corta

Venditore friburghese fa fronte alla difficoltà di reclutare collaboratori riducendo il tempo di lavoro a parità di salario. Ma ci sono anche altri esempi

Un commerciante riduce a quattro giorni la settimana lavorativa dei dipendenti. È la sua risposta alla carenza di personale qualificato nella vendita al dettaglio. Un problema generalizzato a quasi tutti i rami economici elvetici. Anche dei gruppi ospedalieri hanno ridotto le ore settimanali per arginare la cronica assenza di personale infermieristico. Per l’Unione padronale svizzera invece si dovrebbe lavorare di più. Nell’orologeria col vento in poppa, Unia chiede le 36 ore. 

 

Il progresso sociale della settimana di cinque giorni lavorativi si deve all’imprenditore Henry Ford all’inizio del secolo scorso. Ford riprese una delle principali rivendicazioni del movimento operaio per trasformarla in uno strumento di gestione del personale a suo vantaggio. Con l’introduzione della settimana di cinque giorni e otto ore giornaliere, il tasso di rotazione del personale nei suoi stabilimenti automobilistici crollò dal 370% al 16% nel giro di un paio d’anni, aveva ricordato la sociologa Francesca Coin su queste pagine.

 

Il novello Henry Ford svizzero del ventunesimo secolo si chiama Heinz Egger, titolare di Mondo Sport, il più grande negozio specializzato in articoli sportivi del Canton Friborgo. Sconfortato dalla vana ricerca di personale qualificato, ha deciso di abbassare le serrande del negozio il giorno con minor fatturato, il giovedì, per offrire la settimana lavorativa di quattro giorni a parità di paga ai suoi attuali e futuri collaboratori.

 

È una prima assoluta nel ramo della vendita al dettaglio in Svizzera. Egger, definito dalla BernerZeitung un imprenditore di successo dallo spirito pionieristico fin da quando aprì il primo negozio in un seminterrato nel 1987, ha motivato la scelta con la dicoltà nel reclutare venditori specializzati in articoli sportivi. «Il commercio al dettaglio non offre condizioni di lavoro spettacolari» ha dichiarato al giornale spiegando che i suoi dipendenti stanno in negozio per nove-dieci ore, lavorano anche il sabato e il salario dopo l’apprendistato parte da 5.000 franchi.

 

Il risultato è che da un paio d’anni non trova personale qualificato per un paio di posizioni aperte. A preoccuparlo ulteriormente il fatto che un terzo del personale è costituito da venditori anziani con molta esperienza, ma prossimi alla pensione. Per battere la concorrenza online, ha spiegato il commerciante, è fondamentale avere in negozio personale in grado di consigliare la clientela con professionalità. Da qui la decisione di rendere più attrattivo il posto di lavoro con la settimana lavorativa di quattro giorni. Una scelta azzeccata, ha riportato la Freiburger Nachrichten.

 

All’apparizione dell’innovativo annuncio di lavoro sono fioccate molte candidature. «Ho già assunto due donne e un uomo» ha raccontato al media friburghese. Il commercio al dettaglio è solo uno dei settori più colpiti dalla carenza di lavoratori qualicati. Stando alla società d’analisi X28, nell’ultimo trimestre in Svizzera si cercavano seimila specialisti del commercio al dettaglio, la metà dei 12.000 posti attualmente pubblicizzati nel ramo.

 

La sanità è il ramo in cui la carenza di personale è più drammatico. Per rispondervi, alcuni gruppi ospedalieri hanno ridotto il tempo di lavoro per rendere più attrattivo il settore. È successo all’ospedale di Wetzikon, dove dallo scorso giugno si lavora 32 ore settimanali a paga identica, ma riduzioni del tempo di lavoro sono state adottate anche dal gruppo Lindenhof nei suoi tre ospedali (2.500 impiegati) e il gruppo ospedaliero bernese Siloah.

 

Padronato: lavorare di più

A soffrire della penuria di manodopera qualificata sono tutti i settori economici svizzeri. Lo ha ricordato l’Unione padronale svizzera (Ups). «La mancanza di personale qualificato è il principale ostacolo dell’economia elvetica» ha scritto lo scorso lunedì. «Già oggi esistono 120mila posti di lavoro non occupati. Una tendenza che dovrebbe intensicarsi, poiché mezzo milione di babyboomers si apprestano ad andare in pensione. In ragione della progressiva decrescita del tasso di natalità, in Svizzera mancherà mezzo milione di lavoratori entro il 2030».

 

Per il padronato elvetico, che ha presentato otto misure per risolvere il problema, la soluzione è una sola: lavorare di più. Per farlo, secondo l’Ups andrebbero allungate le ore di lavoro settimanali, ridotte le vacanze “eccessivamente lunghe”, diminuiti i tempi parziali, aumentata l’occupazione femminile potenziando gli asili nido e indirizzando le giovani verso professioni “maschili”, tassati i percorsi universitari e allungata l’èta di pensionamento. Insomma, di novelli Ford nell’imprenditoria elvetica non se ne vedono all’orizzonte.

 

Nemmeno nell’industria orologiera, settore in cui domina il gruppo Swatch, nato da un visionario imprenditore quale fu Nicolas Hayek ed oggi guidato dal figlio Nick. Un’industria orologiera elvetica col vento in poppa negli ultimi anni e dalle prospettive future ancor più rosee. I tre gruppi principali, Swatch, Richemont e Rolex, da anni aumentano il fatturato e realizzano profitti miliardari. Ma per poter vendere dei prodotti è necessario che qualcuno li produca. Quest’anno si sono aperte le trattative per il rinnovo contrattuale nazionale. Il sindacato Unia ha inserito nel suo pacchetto rivendicativo la settimana di 36 ore al posto delle attuali quaranta.

 

«A oggi − spiega ad area Raphaël Thiémard responsabile nazionale Unia del settore − l’orologeria è in pieno boom e conosce dei problemi nel reclutare personale qualicato. Per rispondere all’attuale volume di ordini, una parte del personale lavora ben oltre le quaranta ore contrattualmente previste. Inserendo le 36 ore nelle trattative per il rinnovo contrattuale, tematizziamo l’aspetto dell’attrattività lavorativa nell’industria orologiera. Al contempo, abbiamo una rivendicazione importante per fermare le numerose ore straordinarie che gli attuali dipendenti sono chiamati a svolgere».

 

L’Unione sindacale svizzera (Uss) ha dal canto suo risposto alle ricette padronali sulla carenza di personale. «Ci vogliono orari di lavoro e stipendi adattati alla nostra epoca» scrive l’Uss, sottolineando come a suo avviso sia centrale l’innalzamento generalizzato degli stipendi per risolvere il problema della penuria di manodopera qualicata. Unico punto di convergenza col padronato, potenziare gli asili nido.

Pubblicato il

05.05.2023 16:58
Francesco Bonsaver