Il Consiglio federale deve “impegnarsi immediatamente a favore della popolazione civile palestinese di Gaza”. In una lettera inviata la scorsa settimana a Ignazio Cassis, l’Unione sindacale svizzera (USS) ha ricordato al Consigliere federale responsabile degli affari esteri che, nonostante l’ingiunzione della Corte internazionale di giustizia (CIG), Israele “non ha adottato alcuna misura per garantire un adeguato aiuto umanitario” e ha, al contrario, continuato i suoi attacchi militari. L’organizzazione sindacale chiede al ministro e al Governo di adoperarsi per un immediato cessate il fuoco e per la rimozione del blocco, in modo che gli aiuti possano essere inviati alla popolazione su vasta scala. E a garantire che il governo israeliano rispetti gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, le disposizioni della Corte internazionale di giustizia e le decisioni delle Nazioni Unite. In proposito abbiamo sentito Pierre-Yves Maillard, presidente dell’USS.

 

Perché l’USS ha preso l’iniziativa di scrivere al Consiglio federale?

In occasione della nostra ultima assemblea dei delegati, a dicembre, abbiamo adottato una risoluzione che esprimeva orrore e condanna per l’attacco del 7 ottobre, in cui uomini e donne israeliani sono stati uccisi, feriti, violentati o presi in ostaggio, e per la reazione sproporzionata dello Stato ebraico. Da allora, i membri del sindacato e le sezioni ci hanno chiesto di ribadire questa posizione e di farla conoscere. Abbiamo pensato che una lettera al Consiglio federale sarebbe stata una buona cosa. Anche se, ovviamente, siamo consapevoli del fatto che non sarà l’USS ad avere un peso, né purtroppo la Svizzera, quando vediamo che persino una risoluzione delle Nazioni Unite ha difficoltà a frenare l’esercito israeliano.

 

La lettera non fa alcun riferimento a possibili crimini contro l’umanità o al genocidio, quindi perché questo tono misurato?

Non spetta a noi dare giudizi di questo tipo. Chiediamo un cessate il fuoco immediato e la fine delle uccisioni. Credo che questo sia ciò che deve essere fatto. Ci sarà tempo per le indagini e le eventuali condanne. Per il momento, ciò che è veramente urgente è che il massacro cessi e che la popolazione civile riceva aiuti umanitari.

 

I sindacati cantonali di Ginevra e Neuchâtel hanno approvato risoluzioni che chiedono la fine della collaborazione militare tra Svizzera e Israele.

Dobbiamo fare in modo di esprimerci sempre in modo rappresentativo di tutti i nostri membri. Abbiamo una risoluzione approvata dall’Assemblea dei delegati e questo è il quadro entro il quale agiamo. Dopodiché, gli iscritti e i sindacati stessi possono prendere posizioni diverse. Vogliamo che il Consiglio federale aggiunga la sua voce a tutte quelle che chiedono un cessate il fuoco e che la esprima con la massima forza possibile, questo è il nostro messaggio.

Pubblicato il 

05.04.24
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