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Ma si era detto “Mai più”

di

Gianfranco Helbling
"Mai più" sta scritto su una pietra grezza posta all'estremità sud della grande piazza di Plainpalais a Ginevra. Il monumento dice di essere dedicato alle vittime del 9 novembre 1932. Giusto ottant'anni fa. Ma non spiega chi furono quelle vittime e chi le uccise. Quel giorno, in quel luogo, si contarono 13 morti e 65 feriti. Erano tutti partecipanti ad una manifestazione antifascista, soprattutto operai socialisti. A sparare erano state le giovani reclute vodesi mandate sul posto per reprimere la manifestazione. Con raro cinismo il consigliere federale Rudolf Minger, capo del Dipartimento militare, commentò: «la prossima volta i lavoratori ginevrini sapranno cosa vuol dire lo squillo di una tromba».
Ottant'anni dopo sembra che la lezione di quel tragico giorno d'autunno non sia ancora stata capita. In settembre l'esercito svizzero ha infatti condotto un esercizio di stato maggiore denominato "Stabilo Due" che ha coinvolto duemila ufficiali. Nome brutto per un esercizio orrendo. Lo scenario pensato era infatti una minaccia ad Helvetia dovuta ad agitazioni sociali nei Paesi vicini a seguito della crisi economica, agitazioni che si diffondono anche in Svizzera. Obiettivo: riportare l'ordine manu militari. Detto in altri termini: fucili e panzer contro chi scendendo in piazza contesta i draconiani programmi di risparmio varati a spese della gente comune in conseguenza della crisi finanziaria generata da speculatori avidi e improvvidi. Che alla cassa proprio non ci passano.
Allora vale proprio la pena tornare al contesto di ottant'anni fa. Ovunque i lavoratori risentivano sulla loro pelle le conseguenze della pesante crisi del 1929. A Ginevra i socialisti avevano appena vinto le elezioni. Questo aveva gettato nel panico la ricca borghesia locale, che campava di speculazioni immobiliari e delle sue banche private. Una banca privata ginevrina era appena fallita e le autorità francesi stavano eseguendo perquisizioni nelle filiali delle banche svizzere situate in Francia alla ricerca di capitali in fuga verso il nostro Paese. Ovunque in Europa le idee nazifasciste prendevano sempre più piede, anche a Ginevra. In Germania era imminente la presa di potere da parte di Hitler.
Le similitudini fra la realtà socioeconomica di oggi e quella di 80 anni fa sono inquietanti. Ma più inquietante è scoprire che c'è chi crede ancora oggi che l'esercito sia fatto anche per difendere i privilegi del capitale. I conflitti sociali si risolvono invece con i metodi che uno Stato di diritto riconosce alle parti sociali, ai lavoratori e al popolo: dalla concertazione allo sciopero, dagli strumenti della democrazia diretta alle manifestazioni di piazza. Fingere di non saperlo è da stupidi, oppure da criminali.

Pubblicato

Venerdì 26 Ottobre 2012

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