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M come multa

di

Cristina Foglia
La città di Lugano ha deciso di combattere il flagello delle multe sui marciapiedi, quelle che ti si incollano sotto le scarpe e che poi spalmi sulla moquette dell’ufficio per la gioia dei tuoi colleghi. Non fatevi fuorviare dalla scritta color colaticcio e dalla simile consistenza con cui sui cartelloni è forgiata la parola “Emme”. Emme come multa, viene specificato subito, non sia mai detto che si scrivano parolacce a spese del comune. Ci pensano già gli sprayer. Così, sui cartelloni che tappezzano la città il cagnolino con le orecchie pendule la tiene in mano, ve la sventola davanti e vi esorta a raccoglierla. Pratica non certo delle più ambite, perché maneggiar multe non piace a nessuno: non solo a Nello il tossico, che passa le giornate al giardinetto col suo cane ormai habitué a una serie di posti fissi dove emettere le sue multe, ma anche alla signora dalla messa in piega impeccabile che quando porta a spasso il suo Rocky di 70 chili lo lascia scegliere le piante ornamentali che preferisce. L’ultima volta era accanto a una splendida azalea che in posa tipica (gambe, pardon, zampe divaricate e leggero abbassamento del baricentro) si apprestava ad emettere una multa da record. Le multe sono un interessantissimo topico di conversazione fra i proprietari di cani, un vero e proprio collante. Se ne discute la consistenza, la frequenza, perfino il colore. Naturalmente potete partecipare anche se non possedete cani, i cinofili sono molto democratici. Mentre mi deliziava con un ottimo salmì, un’amabile signora mi raccontava come il suo cane fosse riemerso da un boschetto con una…multa in bocca e come la bestiola si leccasse il muso felice. Le multe dei cani non conoscono confini di classe o di cultura. Nel raffinato inserto culturale de “Il Sole 24 ore” della domenica, trovan posto anche alcune rubriche di costume. Ebbene, qualche numero fa, un trafiletto era dedicato ad una diatriba fra vicini di casa. Nell’articolo, che avevo iniziato a leggere ignara mentre stavo per azzannare una fetta di pane imburrato (non di Nutella), l’autore- proprietario di un cane di media taglia, raccontava come il suo vicino si fosse presentato infuriato alla sua porta dopo avere trovato sullo zerbino di casa una… multa. Ora siccome l’ammontare della multa era sproporzionato alla taglia della bestiola l’articolista si premurava di spiegare all’offeso, ma anche a voi, che non poteva essere stato il suo cane, a fargliela. Una delle letture più entusiasmanti della mia vita, vi posso assicurare. Pensateci, la prossima volta che prendete una multa!

Pubblicato

Venerdì 4 Ottobre 2002

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