< Ritorna

Stampa

 

Lusso®

di

Alberto Bondolfi
Durante uno dei miei pasti „aziendali" il mio sguardo si è posato su un frigorifero contenente gelati con la scritta Lusso®. Il significato del segno ® mi è noto da tempo e non ho avuto difficoltà alcuna a trovarlo sul computer e quindi a riprodurlo per chi legge area. Per chi non lo sapesse ® sta per "registred" ed indica che l'espressione usata è oramai registrata e che quindi essa non è a pubblica disposizione, bensì costituisce titolo di proprietà intellettuale privata. Dunque il lusso sarebbe un marchio registrato e per potervi accedere bisogna chiedere il permesso a chi ne ha diritto? La cosa ha un che di ridicolo, visto che la parola in questione ha sempre messo in evidenza la presenza di un bene comunque raro e non accessibile a chiunque. I giuristi mi insegneranno sicuramente che la fabbrica di gelati in questione non ha comperato in maniera definitiva la parola lusso, ma solo il suo uso mediante una precisa grafica e colore e solo qualora lo si volesse pure usare in connessione con la commercializzazione di prodotti alimentari.
Durante il mio pasto comincio a rendermi conto della complessità del titolo giuridico di proprietà e della sua onnipresenza. Oramai non si può più accedere spontaneamente a risorse che ci attorniano: testi, immagini, parole. Tutto sembra già essere occupato e comprato da qualcuno e bisogna prendere le precauzioni del caso. D'altro canto ho talvolta l'impressione che tutto sia facilmente disponibile senza tener conto di diritti di proprietà. Tutti i giorni navigo in internet e riesco ad avere gratuitamente testi e documenti che arricchiscono il mio lavoro e la mia ricerca. Ma allora in che mondo siamo? La risposta non è facile poiché anche la categoria di "proprietà privata" sembra aver perso un significato preciso. Non posso permettermi il lusso di usare la parola lusso poiché sembra già essere proprietà di qualcuno, mentre posso scaricare sul mio ordinatore le principali opere della letteratura mondiale senza dover rendere conto di nulla a nessuno. La contraddizione è comunque solo apparente. Il sistema capitalista infatti non si interessa al consumo individuale bensì alla commercializzazione sistematica di un bene. Non a caso le versioni elettroniche delle riviste scientifiche sono a pagamento per i singoli consumatori e la comunità scientifica ha un accesso gratuito alle stesse solo per il fatto che le biblioteche universitarie pagano salati abbonamenti per metterle a disposizione dei propri ricercatori. Mediante il movimento open access le università cercano ora di prendere in mano la situazione, cercando di contrastare la commercializzazione crescente del sapere. Operazione benvenuta, anche se possibile soprattutto in paesi ricchi che possono finanziare la ricerca anche con mezzi pubblici. Che lusso®! 

Pubblicato

Venerdì 1 Giugno 2007

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

Rubrica

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 19 Maggio 2022

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 1344
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019