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«Forse siamo già una socialdemocrazia», scrive sul «Corriere del Ticino» del 10 gennaio un certo Sergio Morisoli. Chi se ne frega, verrebbe da dire, se non fosse che questo strano signore di mestiere fa il direttore della Divisione risorse al Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino. A questo strano signore non piace che lo Stato orienti la sua attività verso l’interesse pubblico, l’equità d’accesso, gli sviluppi sostenibili, gli habitat vitali, la lotta all’esclusione, la lotta alle dipendenze, la pubblica utilità, il servizio pubblico e altro ancora. Se tutto ciò a questo strano signore non piace, gli piacerà il contrario, cioè che lo Stato si orienti verso l’interesse privato, le disparità d’accesso, gli sviluppi intollerabili, gli ambienti invivibili, la promozione dell’esclusione, la lotta alla salute, il privilegio particolare, il disservizio privato e altro ancora. Insomma, a questo strano signore che lavora per lo Stato non va che lo Stato faccia lo Stato: lavorando per la collettività non vuole farne l’interesse. È incauto a dirlo, ma anche fortunato, lo strano signor Morisoli: perché a non voler fare gli interessi del proprio datore di lavoro si viene certamente licenziati. Tranne che dallo Stato.

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17.01.03

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