Qualcuno ha già sintetizzato in uno “spirito di Rueras” gli approcci, le franche discussioni, gli accordi e i disaccordi, le risate e i brindisi che giovedì e venerdì scorsi hanno animato l’hotel La Val del placido paesello della Surselva. Nella regione romancia dei Grigioni si erano dati appuntamento i funzionari e i dirigenti ticinesi dei sindacati Sei e Flmo. A poco meno di nove mesi dal congresso costitutivo del nuovo sindacato interprofessionale Unia, era necessario smorzare freddezza e non pochi pregiudizi reciproci, capire cosa si è fatto in Ticino e cosa resta da fare, consolidare le basi di un lavoro comune che all’interno delle strutture e sul terreno è già stato avviato (come dimostra l’azione di protesta di ieri contro la Migros, vedasi p. 5). Missione compiuta: nell’incontro la freddezza si è sciolta; si è capito che la strada verso Unia Ticino è ancora lunga e che si è indietro rispetto al resto della Svizzera; e ci si è detti anche cosa si farà per recuperare il ritardo accumulato sin qui. Bene. La nascita dello “spirito di Rueras”, però, ha il prezzo di un silenzio. Un silenzio che riguarda i contenuti della politica sindacale di Unia, e in particolare quelli di Unia Ticino che sarà il risultato dell'integrazione di due sindacati (e la Fcta, partner nazionale ma non ancora cantonale, che fine ha fatto?) a suo tempo fra i più decisi nel criticare la nascita del nuovo sindacato interprofessionale. La discussione sulle diverse anime destinate a convivere in Unia – sulla politica che si vorrebbe prevalesse nei rapporti di forza che si instaureranno all’interno delle future strutture – non ha compiuto grandi passi avanti in Ticino. «Se dovessimo discutere di politica sindacale non saremmo nemmeno qui», ha fatto notare un sindacalista in una pausa dei lavori del seminario. La «tendenza a discutere più di strutture che di orientamenti, di contenuti o società» (Vasco Pedrina, presidente centrale del Sei, in area, n. 26, 13 settembre 2003) non sembra essersi esaurita. E allora, quando fra poche settimane, si tratterà di assegnare le cariche direttive che daranno l’impronta ad Unia Ticino, lo “spirito di Rueras” potrebbe anche sciogliersi come neve al sole.

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23.01.04

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