Lavoro

Lo sciopero alla Vetropack comincia a pagare

I lavoratori dell’ultima vetreria della Svizzera, destinata ad essere chiusa, hanno deciso di incrociare le braccia nell’attesa di un piano sociale. Dopo un primo successo nelle trattative due delle quattro linee di produzione sono state riaperte. Lo sciopero però continua.

In questi giorni, nel villaggio vodese di Saint-Prex la tristezza e la rassegnazione hanno lasciato spazio alla lotta e alla dignità. Da venerdì 24 maggio i 180 dipendenti della Vetropack sono in sciopero dopo l’annuncio da parte del gruppo zurighese di volere chiudere entro il prossimo agosto la storica vetreria, l’ultima della Svizzera. L'obiettivo principale della lotta è quello di ottenere un piano sociale degno di questo nome prima dell'inizio dei primi licenziamenti, che dovrebbero essere annunciati a breve. L’azienda aveva comunicato la chiusura del sito per ragioni economiche lo scorso 14 maggio, suscitando lo sdegno da parte del personale e dei sindacati.

 

Sostegno popolare

 

In riva al Lemano la vetreria è più che una semplice fabbrica. Molti abitanti hanno unsa storia personale o di famiglia legata a questo stabilimento fondato nel 1911. In questi giorni più di 750 persone hanno reso visita agli operai e alle operaie e un corteo di solidarietà ha percorso le strade del borgo. Il sostegno è arrivato anche dai vertici sindacali nazionali, con la presenza della presidente di Unia, Vania Alleva, e del presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS), il consigliere agli Stati vodese Pierre-Yves Maillard. Domenica, al termine dell'assemblea, un corteo ha lasciato la vetreria e ha attraversato il centro storico di St-Prex tra gli applausi della gente.

 

I dirigenti sindacali hanno denunciato la mancanza di responsabilità sociale di Vetropack, gruppo multinazionale basato nel Canton Zurigo che nel 2023 ha realizzato un utile netto di 63,3 milioni di franchi. In causa anche le autorità politiche incapaci di promuovere una politica industriale degna di questo nome. Lo stabilimento vodese recupera circa un terzo delle 300.000 tonnellate di vetro raccolte in Svizzera ogni anno e le ritrasforma in bottiglie per l’industria delle bevande elvetica. Da agosto 2024, il vetro partirà così tutto all’estero da dove ritornerà sottoforma di nuove bottiglie, con conseguente aumento di trasporti e di emissioni di CO2.

 

L’azienda: «Lo sciopero non aiuta»

 

La chiusura dello stabilimento vodese era stata comunicata già lo scorso marzo. Le maestranze, con il sostegno dei sindacati, avevano proposto delle soluzioni per salvaguardare il sito produttivo. Invano. La direzione di Vetropack è però andata dritta per la sua strada e a metà maggio ha così confermato la chiusura della fabbrica e il licenziamento di quesi tutti i lavoratori. 

 

In un comunicato stampa diffuso dopo l’annuncio dello sciopero, la direzione ha dichiarato di essere «disposta a discutere il piano di licenziamento in preparazione con i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati». Allo stesso tempo, però, l'amministratore delegato Johann Reiter ha espresso sorpresa per la piega che hanno preso gli eventi: «Lo sciopero non fa avanzare questo processo e può impedire che i benefici previsti dal piano di licenziamento siano già disponibili per i dipendenti quando entreranno in vigore i primi licenziamenti».

 

Prima vittoria per i lavoratori

 

La linea intransigente della direzione ha però subito una battuta d’arresto. Per la prima volta, i vertici aziendali hanno ceduto su una delle richieste sindacali: «Abbiamo finalmente ottenuto un risultato positivo», ha dichiarato Nicole Vassali, responsabile del settore industriale della sezione vodese di Unia. Il punto più importante è il fatto che Vetropack ha deciso di rinviare i primi licenziamenti alla fine di giugno. Uno dei principali obiettivi dei sindacati era proprio quello di evitare qualsiasi licenziamento prima della fine delle trattative sul piano sociale.

 

In cambio di questo primo segnale d’apertura, i lavoratori riuniti in assemblea hanno accettato una ripresa parziale della produzione, con la riattivazione di due delle quattro linee di produzione. Nel corso di un incontro tenutosi ieri pomeriggio tra l'azienda, il comitato del personale e i sindacati, è stata elaborata una bozza di calendario delle trattative. Le maestranze sono ancora in attesa di risposte su alcune questioni negoziali, come il diritto dei lavoratori di essere consultati durante il processo e il diritto di decidere sull'adozione del piano sociale. Il proseguimento dello sciopero, con il blocco delle scorte e delle consegne, è quindi stato votato. «Ci aspettiamo progressi concreti nei prossimi giorni per garantire il futuro dei lavoratori e del sito» ha dichiarato Nicole Vassalli. Il dubbio è infatti che, una volta chiusa Vetropack, l’azienda voglia speculare sul mercato immobiliare.

FOTO: © Olivier Vogelsang / L'Evénement syndical

Pubblicato il

28.05.2024 09:57
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