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Lavoro e giustizia

«Lo rifarei senza esitare»

di

Francesco Bonsaver

«Una bella vittoria morale. Mi sento rinato». È visibilmente soddisfatto Andrea, il ferraiolo licenziato abusivamente per aver segnalato un ponteggio traballante e pericoloso. La sentenza emessa dal Pretore gli ha dato ragione e lo ha risarcito con 14mila franchi netti. Senza deduzioni, perché si tratta di un risarcimento e non di salari arretrati. «Quel che mi ha deluso maggiormente è stato come la ditta volesse farmi passare per colpevole. Dopo dieci anni passati in quella ditta, mi hanno trattato con indifferenza e cinismo, lasciandomi a casa con delle menzogne» spiega amareggiato.


Per contro, Andrea non prova nessun rammarico. «Non mi sono mai pentito. Lo rifarei senza esitare. A maggior ragione ora che, sapendo come è andata, gli chiederei di più...» dice sorridendo. Andrea, in quei giorni era in attesa del secondo figlio. La prospettiva di cadere da un’altezza di 5-6 metri per colpa di un ponteggio traballante, non gli piaceva affatto. «L’ho fatto pensando alla mia sicurezza, alla mia famiglia, ma anche ai miei colleghi. Dopo dieci anni di lavoro trascorsi insieme, erano come fratelli».


Quando ha iniziato, dice, non c’era tutta questa fretta di lavorare senza badare alla sicurezza. Ma negli ultimi anni, la situazione è cambiata. «Fanno offerte a prezzi stracciati e poi, per non pagare le penali dei ritardi, ti fanno correre come dei pazzi e, a volte, sacrificando la sicurezza». E di solito, nessuno dice nulla. «Non giudico gli operai. Li capisco, hanno paura di perdere il posto. Ma il padrone che se ne frega dei suoi operai, lo condanno».


Ora Andrea ha smesso con la vita da cantiere. Oggi lavora come magazziniere in una fabbrica, dopo un periodo di disoccupazione. «Di paga prendo qualcosa in meno di quando ero ferraiolo, ma va bene così. Basta lavorare al freddo, sotto la pioggia, la caluria o alzare pesanti pesi, sempre con la schiena piegata. Quando sei giovane, non ci fai troppo caso, ma alla lunga è logorante. Se poi ti ammali o t’infortuni, dicono che è colpa tua o che fingi».
Andrea rivolge anche al sindacato un pensiero: «Sono stati bravissimi, un ottimo supporto, anche dal profilo legale. Se mi fossi dovuto pagare un avvocato, non so se sarei andato fino in fondo».
frabon

Pubblicato

Giovedì 17 Maggio 2018

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La sentenza
16.05.2018

di 

Francesco Bonsaver

“Meglio stare zitto, altrimenti mi licenziano”. Un pensiero comune a molti lavoratori, anche quando si parla di sicurezza. L’essere costretti a scegliere tra sicurezza e lavoro non è degno di un paese civile. A ristabilir la civiltà ci ha pensato una recente sentenza della Pretura di Locarno, che ha condannato un’impresa per licenziamento abusivo di un operaio che aveva segnalato dei problemi di sicurezza. Una sentenza importante che farà giurisprudenza.

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