Dalla teoria alla pratica. Gli alunni della Scuola universitaria professionale (Supsi) e della Scuola dei Tecnici dell’Edilizia (Ste) per una giornata abbandoneranno i banchi di scuola per una trasferta sul campo. Questi ragazzi hanno infatti deciso di partecipare alla «Giornata del cantiere», iniziativa organizzata dal Forum sicurezza sul lavoro nella costruzione che ha l’obiettivo di sensibilizzare i futuri ingegneri, architetti e assistenti sui problemi relativi alla sicurezza di chi lavora nell’edilizia. La Giornata, prevista per il prossimo 17 maggio, è organizzata in cinque fasi. Ad aprile/maggio gli studenti verranno istruiti dai docenti su quelle che sono le basi legali della sicurezza sul lavoro (leggi, direttive, liste di controllo, ecc.). Dal canto loro pure le imprese di costruzione e le ditte dell’artigianato dell’edilizia all’inizio di maggio verranno avvertite e informate su quanto è previsto per la Giornata. Come detto, la Giornata del cantiere si svolgerà il 17 maggio: una novantina di studenti, ripartiti in circa 30 gruppi, accompagnati da un ingegnere, un architetto e un assistente (coordinati da docenti Supsi e ispettori della Suva), muniti di liste di controllo e apparecchi fotografici visiteranno diversi cantieri in Ticino. L’esercizio consisterà nell’eseguire i controlli della sicurezza dei vari posti di lavoro nei cantieri. Alla fine dei lavori tutti i gruppi si ritroveranno, a metà pomeriggio, all’Alptransit di Bodio. Cantiere che gli organizzatori hanno scelto in quanto rappresentativo per sottolineare l’uguaglianza tra i lavoratori delle piccole e grandi imprese. In una fase successiva, da giugno a novembre, il materiale raccolto (fotografie, liste di controllo, appunti, osservazioni degli intervistati, ecc.) verrà analizzato criticamente, elaborato e commentato. Va detto che il tutto sarà trattato in via confidenziale. A conclusione del lavoro in novembre è prevista ancora una presentazione finale dell’azione. Gli organizzatori sottolineano come a trarre benefici dalla Giornata non saranno solo gli studenti e i lavoratori ma l’intero settore della costruzione. Un settore nel quale, non dimentichiamolo, la salute dei lavoratori è particolarmente esposta a rischi. Ecco perché, come sottolinea Saverio Lurati, segretario del Sindacato dell’edilizia e industria (Sei), rimane attuale «la necessità di intensificare gli sforzi comuni per garantire l’applicazione della legislazione vigente, far passare l’informazione a tutti gli addetti ai lavori, migliorare la formazione, concordare un approccio più largo al problema per disporre di tutti gli elementi indispensabili per una prevenzione mirata ed efficace». Una situazione già difficile che potrebbe inasprirsi a causa di due cambiamenti in atto che hanno e avranno certamente un influsso sulle condizioni di lavoro anche nell’edilizia. Da una parte c’è un processo già in atto, ossia la flessibilità del lavoro che si sta vieppiù accentuando. Con tutte le conseguenze negative che ciò comporta per gli edili. Dall’altra parte è imminente l’entrata in vigore degli accordi bilaterali con l’Unione europea che, avverte Lurati, «ci porteranno ad essere confrontati con imprese ed artigiani che assolutamente ignorano la nostra legislazione (benché la normativa europea in materia non sia molto diversa) e che potrebbero ulteriormente modificare il quadro della situazione (magari senza apparire nelle statistiche)». Lurati sottolinea poi come anche in ambito di sicurezza valga il motto «meglio prevenire che curare»: «dovrebbe essere evidente a tutti che evitare un infortunio, una malattia è più intelligente e moralmente corretto che curarla dopo cercando di contenere i costi». Per questo il Sindacato apprezza l’iniziativa della Giornata perché «pone degli studenti (futuri addetti ai lavori di fronte una realtà che fra non molto potrebbero essere chiamati a gestire e, speriamo, anche a cambiare in modo radicale». E Lurati sottolinea come per affrontare tale realtà occorra «un approccio sempre più interdisciplinare al problema per monitorare in modo più accurato la situazione, disporre di dati più approfonditi e completi e sollecitare pareri scientifici sulle cause delle malattie riscontrate». Questo permetterebbe quindi di elaborare una strategia di prevenzione più efficace, «una prevenzione che rimetta al centro dell’attenzione l’uomo e non solo il fattore economico». Infine una nota positiva che concerne una recente conquista che sicuramente porterà dei miglioramenti in termine di salute dei lavoratori. Stiamo parlando del pensionamento anticipato, «un ottimo esempio di prevenzione che servirà a diminuire il numero degli infortuni», conclude Lurati.

Pubblicato il 

03.05.02..

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