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Les Urbaines, il nuovo in scena

di

Walter Bortolotti
Il festival Les Urbaines 2001 si prepara nuovamente per offrire al suo pubblico un week-end di scoperte artistiche. Il 7 e 8 dicembre prossimi numerosi artisti svizzeri e internazionali si daranno appuntamento a Losanna per presentare i loro lavori provenienti da diverse discipline: dalla danza al teatro, dalla musica al cinema e alla performance. Il festival si svolge in differenti luoghi culturali della cittadina vodese, riuniti per l’occasione con una forte volontà innovativa. Questa coesione permetterà al pubblico di assumersi il «rischio» di assistere a rappresentazioni di cui si conosce poco, con un’attenuante: la manifestazione sarà interamente gratuita. Il ruolo degli organizzatori del festival è quello di dare la possibilità ai giovani artisti o alle nuove tendenze artistiche di mostrarsi e farsi conoscere; rappresentare degli spettacoli di qualità che difficilmente riuscirebbero a trovare posto in una programmazione annuale. Dopo sei anni di esistenza il festival ha assunto un ruolo determinante per le giovani creazioni. Unico festival gratuito che si svolge in inverno, Les Urbaines è riuscito a colmare una lacuna per ciò che concerne le tendenze artistiche emergenti. Una vera opportunità per gli operatori culturali alla ricerca di novità, il festival ha saputo creare dei contatti in Svizzera e all’estero affinché l’avventura degli Urbaines non si fermi solo a Losanna. Uno sguardo al programma: Al Théâtre Sévelin Olga Mesa metterà in scena Mas publico, mas privado. Questo lavoro di ricerca ha come soggetto l’interpretazione del corpo, lo spazio di rappresentazione e lo spettatore come osservatore attivo e presente. Ciò che maggiormente ha interessato la Mesa nella messa in scena è stato il fatto di parlare del corpo come un processo di ricerca, di un corpo che produce un movimento a partire dalle sue proprie osservazioni e decisioni: «Cerco di creare uno spazio di rappresentazione che sia un documento reale della percezione del corpo e dei suoi sentimenti più intimi.È necessario che lo spettatore diventi una referenza reale per l’evoluzione dell’interprete e delle sue motivazioni». Alberto Grozio parteciperà al festival con Nel blu dipinto di blu, una performance nella quale ha voluto rappresentare i suoi obiettivi di fondo: il desiderio di volare e di essere invisibile. Grozio ha sempre sentito la necessità di consacrarsi a più discipline artistiche e questa volta sembra sia riuscito a superare gli ostacoli che gli hanno impedito di realizzare i suoi due obiettivi. Il pubblico potrà quindi seguire da differenti punti strategici della città la sua fantasiosa performance, secondo un piano di volo che inizia con il decollo dalla torre della cattedrale fino all’atterraggio davanti al Théâtre Arsenic… Per il programma nel dettaglio: www.urbaines.ch

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Venerdì 30 Novembre 2001

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