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Lei non è per tutti

di

Francesco Bonsaver
Finalmente arriva la tredicesima! Un'esclamazione che capita sovente di sentire in questo periodo. Forse non tutti sanno però che la tredicesima la riceverà solo un ristretto numero di lavoratori.  E molti non sanno come si sia arrivati ad ottenerla laddove esiste. Il Codice delle obbligazioni, la legge che regola anche i rapporti di lavoro dove non esistono i Contratti collettivi di lavoro (Ccl), non la prevede. Non è dunque obbligatoria per legge, come è il caso invece del numero di settimane di vacanze a cui si ha diritto in base all'età. La tredicesima rimane un diritto riservato alle categorie di salariati che sottostanno ad un Ccl. Ma anche essere sottoposti ad un Ccl non è sempre garanzia di poterla ottenere. D'altra parte la tredicesima può essere prevista nei contratti individuali, ma non si tratta certo della regola.

In Svizzera, in base ai dati dell'Ufficio federale di statistica, solo il 36,7 per cento dei salariati lavora in settori dove è in vigore un contratto collettivo. E ancora bisogna fare delle distinzioni.
La prima è che esistono Ccl di settore di validità nazionale, altri a livello cantonale e altri ancora a livello aziendale. Inoltre non tutti i Ccl prevedono la tredicesima integralmente. È il caso dell'alberghiero dove si ha diritto a metà della tredicesima a partire dal settimo mese e soltanto dopo 2 anni di servizio nella stessa azienda si avrà diritto alla tredicesima piena. Non è un caso che in questo momento la trattativa sul rinnovo contrattuale a livello nazionale sia bloccata da parte padronale poiché il sindacato Unia chiede il riconoscimento della tredicesima al 100 per cento dall'inizio del rapporto di lavoro. Altro caso il settore della vendita: il Contratto normale di lavoro del canton Ticino ad esempio prevede la tredicesima, ma al tempo stesso ammette la possibilità di concordare tra datore di lavoro e dipendente di rinunciarvi. Eccezion fatta per le grandi catene di distribuzione, capita spesso che nella vendita la tredicesima non venga versata.
Insomma la tredicesima è lontana dall'essere un diritto acquisito per i salariati in Svizzera. E in un mercato del lavoro che tendenzialmente prevede sempre maggiore precarietà e minori certezze, nel quale ad esempio aumentano i lavoratori interinali, la tredicesima è ancora più difficile da ottenere. Se un lavoratore interinale opera in un settore non coperto da un Ccl decretato di obbligatorietà generale la tredicesima non la riceve.
Gabriele Milani, segretario di Unia sottoceneri, lo conferma: «Facendo parte della commissione incaricata di verificare il rispetto delle norme contrattuali da parte delle agenzie interinali, posso tranquillamente affermare che qualora non vi sia l'obbligatorietà di legge, le agenzie interinali non versano la tredicesima». 
Spesso nei settori dove non esiste la tredicesima, come ad esempio quello impiegatizio, è stato introdotto il bonus o il premio. «Da parte sindacale non abbiamo nessun preconcetto contro il bonus». Osserva Milani, che aggiunge: «Il datore di lavoro è libero di darlo o meno. La questione cambia se si tenta di modificare il salario complessivo annuo che spetta di diritto ad un lavoratore facendolo sottostare ad una variabile come il bonus. Ad esempio nella trattativa che abbiamo avuto sul contratto collettivo di lavoro del Fox Town di Mendrisio, alcune ditte presenti nel centro commerciale sostenevano che nel loro sistema salariale il bonus poteva essere considerato come parte integrante dell'aumento. Ci siamo opposti in quanto riteniamo che il bonus può esserci un anno, ma può non esserci l'anno successivo. Questo significa che il lavoratore nell'anno senza bonus avrebbe una diminuzione di paga rispetto all'anno precedente. Per noi è inaccettabile che il diritto all'aumento, anche in relazione al rincaro, possa essere in questo modo negato».
Il sindacato ha dunque una posizione piuttosto critica nei confronti del bonus? Ancora Milani: «Nel caso di un rapporto di lavoro dove il bonus viene concepito come sostitutivo alla tredicesima è molto alto il rischio che diventi uno strumento di pressione psicologica forte sul collaboratore. E in quel caso non siamo d'accordo». Qual è dunque la posizione sindacale in merito alla tredicesima? : «L'obiettivo sindacale è arrivare ad ottenere il diritto alla tredicesima generalizzato a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto a cui sottostanno. L'obiettivo è dunque arrivare ad iscriverlo come diritto nel Codice delle obbligazioni» specifica Milani. «Ma andrei oltre. Il concetto della tredicesima è che sia un salario mensile ulteriore che permetta alle persone di far fronte a delle spese particolari in un determinato periodo dell'anno. Penso alle fatture di inizio anno o alle festività. Deve dunque essere un salario supplementare che si differenzia dalla paga regolare che serve per il normale sostentamento mensile. E in questo periodo di ristrettezze economiche per una buona parte della popolazione, sarebbe utile introdurlo anche per i pensionati, una categoria che fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese e ancor più a fine anno».

Quei bonus così di moda

Gianluca Colombo, professore di economia aziendale e management all'Università della Svizzera italiana, come si è evoluto il concetto di bonus negli anni?
Fino all'inizio degli anni '80, l'idea dominante nelle teorie di management era che il bonus non dovesse superare il 10 per cento del salario fisso. Si assegnava quindi un grande peso alla parte fissa legata al contratto. Questa concezione è stata poi superata dai fatti, arrivando forse all'eccesso opposto: ora la parte variabile del salario tende ad essere molto di più.
Il bonus ai soli manager è stato poi esteso a tutte le categorie di collaboratori. Vede delle complicazioni?

Se si estende a livelli intermedi lo strumento del bonus, la questione diventa molto complessa. Definire degli indicatori ai livelli superiori è più semplice, mentre diventa più complicato man mano che si scende nella scala organizzativa dei lavoratori. Spesso si rischia di favorire comportamenti che non sono quelli degli interessi dell'azienda. In particolare nel caso dei bonus individuali invece che dei bonus di squadra.
Oggi qual'è la tendenza?
Mi sembra di poter osservare che sia in atto un ripensamento sul bonus individuale. Oggi si ragiona di più su obiettivi a lungo termine, si tende a premiare la capacità di collaborare in gruppo. Il fatto che nella capitale dell'impero, negli Stati Uniti, si stia cominciando a ripensare la questione, lascia presagire che prima o poi tale tendenza arrivi anche in periferia, cioè da noi.
Come giudica la strategia da parte sindacale di concentrarsi sulla tredicesima?
Rivendicare la tredicesima non mi pare fondamentale. Da un punto di vista teorico se la parte di salario fisso sia distribuita su 12 o 13 mesi è indifferente. L'importante è che il lavoratore sappia con precisione a quanto ammonta la sua paga fissa sull'arco di un anno. Allo stesso tempo è chiaro che pretendere di sostituire la tredicesima con il bonus non ha senso. La parte variabile deve essere collegata al rendimento che deve essere  oggettivamente misurabile. Ossia bisogna poter valutare in che modo il collaboratore può incidervi con il suo comportamento. Altrimenti il datore di lavoro può dare la gratifica in base all'andamento degli affari, ma si tratta di un altro strumento. La gratifica non ha nessun effetto di controllo sul comportamento del lavoratore ritenuto corretto.

La conquista dei falegnami

I falegnami conquistano la tredicesima nel 1980 ma limitata al solo canton Ticino. Nel resto della Svizzera è arrivata 5 anni più tardi. Il motivo è presto detto.
Nel 1977 la rottura delle trattative per il rinnovo del Ccl valido per la Svizzera tedesca e il Ticino portò ad un vuoto contrattuale che durò qualche anno.
Nel 1979, sindacati e i falegnami al limite della pazienza iniziarono le agitazioni con manifestazioni e assemblee sindacali per rivendicare il ripristino del Ccl di settore.
Nella Svizzera tedesca il tasso di sindacalizzazione era però molto basso, attorno all'8-9 per cento. In Ticino invece, le due organizzazioni sindacali, l'allora Sindacato edilizia e legno (oggi confluito in Unia) e l'Ocst, avevano un tasso di sindacalizzazione tra i falegnami tra il 70 e 80 per cento.
La differenza regionale di capacità di mobilitazione e del rapporto di forza tra sindacati e padronato fece sì che esclusivamente in Ticino il Ccl non solo fosse ripristinato ma che venisse anche introdotto il diritto alla tredicesima.
Si dovette attendere fino al 1985 affinché anche nella Svizzera tedesca il Ccl fosse ripristinato e la tredicesima garantita.

Pubblicato

Venerdì 15 Dicembre 2006

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