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Ledergerber e il sogno di diventar sindaco

di

Silvano De Pietro
Elmar Ledergerber è il principale candidato alla successione di Josef Estermann quale sindaco di Zurigo. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e del Municipio della Città sulla Limmat sono in programma per domenica 3 marzo. Gli altri candidati alla carica di primo cittadino sono uno dei Verdi (Monika Stocker), un radicale (Martin Vollenwyder), uno dell’Udc (Rolf Siegenthaler) e uno degli alternativi (Peider Filli). Sostituire la figura di Estermann non è facile. Il sindaco uscente, rimasto in carica per dodici anni e rieletto sempre con brillanti risultati, aveva cominciato con qualche timidezza nel 1990: non per nulla all’inizio del mandato era stato soprannominato «Sepp il palliduccio» con evidente allusione alla sua aria riservata, più che al suo aspetto fisico. Ma poi Estermann ha acquisito gradualmente sicurezza e, con la sua azione in difesa soprattutto del ruolo culturale della città, s’è guadagnato stima e rispetto. Il suo impegno sociale (a favore dell’integrazione degli stranieri, per esempio), la sua presenza attiva sulla scena politica e la sua rettitudine, gli hanno fatto conseguire persino una sorta di autorevolezza morale che anche gli avversari gli riconoscono e che gli vale un indiscusso prestigio nella sinistra. Forse sarà così anche con Ledergerber, se verrà eletto. Per il momento però questo ex-consigliere nazionale, subentrato nel 1998 alla battagliera Ursula Koch, stenta a farsi accettare persino da tutto il Ps zurighese. Tanto che il suo più temibile avversario nella contesa per la poltrona di sindaco (e per i voti della sinistra) è Monika Stocker, l’ecologista che dal 1994 dirige il dipartimento cittadino delle opere sociali e che può contare su un vasto consenso. L’ultimo sondaggio Isopublic dà, rispetto al precedente rilevamento di gennaio, Ledergerber in perdita dal 42 al 38 per cento di voti potenziali, la Stocker in leggero progresso da 23 a 24 punti, mentre gli outsider non riescono a superare l’11 per cento. Originario di Engelberg (Obvaldo), Ledergerber ha 58 anni ed è laureato in storia e dottore in economia. Trasferitosi a Zurigo, ha aderito al Ps a metà degli anni Settanta e dal 1987 al 1998 è stato deputato al Consiglio nazionale. Entrato in Municipio come assessore all’edilizia, s’è subito distinto per la sua vivace attività progettuale. Più a parole, però, che nei fatti, tanto che i suoi avversari l’hanno definito «ministro agli annunci». Il suo maggiore progetto – la costruzione di un nuovo, grande stadio per il calcio, l’atletica leggera ed i grandi concerti, che includesse perfino un museo – è fallito. Ha tuttavia accelerato la realizzazione di unità abitative nell’ex-quartiere industriale (Kreis 5) e le procedure delle autorizzazioni edilizie, per la grande gioia degli imprenditori edili locali. A fargli guadagnare l’appoggio di parte dei radicali è stato il suo capolavoro politico: un compromesso con il quale ha risolto la controversa questione del piano regolatore, per la quale a lungo si era battuta Ursula Koch. Questo è valso a Ledergerber il titolo di «manager della svolta» che gli ha attribuito il mensile «Bilanz», nonché la conquista definitiva di ampi consensi nell’area borghese, ma anche la crescente antipatia dei Verdi, degli alternativi, dei sindacati e dell’ala sinistra del Ps. L’ultima sua gaffe è stata quella di avere a lungo tergiversato (contro il parere del Ps e dei sindacati) sulla questione del credito alla nuova Crossair, per poi votare no in seno all’esecutivo cittadino. E non gli manca un mezzo scheletrino nell’armadio: una storia di azioni – che lui dice di aver venduto – di una ditta di costruzioni ormai liquidata, ma per la quale aveva firmato («per uno stupido errore», ha giurato il vicecapo dell’ispettorato edile) una concessione edilizia. Ciò nonostante, Ledergerber è in testa alle previsioni elettorali: è il primo nella lista dei favoriti, sia per la carica di sindaco, sia per un eventuale secondo mandato in Municipio (67 per cento in febbraio, in calo di 7 punti rispetto a gennaio). Qui però il gioco è più tranquillo: i posti disponibili sono otto (escluso il sindaco) e i candidati una quindicina. Un po’ di movimento c’è soltanto perché si ritirano due municipali borghesi: l’ex-sindaco radicale Thomas Wagner ed il cristiano-sociale Willy Küng. Il Ps, che finora occupa 4 seggi su 9, punta a conquistare almeno uno dei due posti che restano liberi. Dovrà tuttavia contenderlo non soltanto ai radicali, ma anche all’Udc, che sembra progredire e potrebbe farcela con Rolf Siegenthaler, un ingegnere trentanovenne. La campagna elettorale del Ps è comunque abbastanza tranquilla. Il partito dispone di un buon programma, centrato sull’immagine di Zurigo città aperta sul mondo, con un’economia forte, una buona rete sociale, una ricca offerta culturale ed un rispetto garantito per l’ambiente. Punti salienti sono la formazione professionale anche per i giovani stranieri, salari minimi non inferiori ai quattromila franchi, assegni familiari più alti, prestazioni complementari per i pensionati, più abitazioni a pigione moderata e una politica del traffico più restrittiva. Con questo programma il Ps vuole come minimo mantenere i suoi 49 seggi (su 125) in Consiglio comunale. Riuscirà Ledergerber, con la sua «terza via» alla Blair, a non disperdere e valorizzare questo patrimonio?

Pubblicato

Venerdì 22 Febbraio 2002

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