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Le solite scorielle

di

Flavia Parodi
Che bello, la Svizzera, il nostro Paese, non pensa solo a cambiamenti superficiali. Nossignori! Noi stiamo ridisegnando anche ciò che sta oltre il visibile, ripensiamo il sottosuolo, quella grande area inesplorata tutta da riempire. È come trovare una botola in casa che porti a una cantina segreta. Nuovi spazi. Cosa ci mettiamo? Le scorie nucleari, per esempio. Per carità, siamo tutti d'accordo che non si possono semplicemente spazzare sotto il tappeto erboso.
Mi immagino i cantoni tutti frementi ad aspettare a chi andrà il privilegio di ospitare questo sottoprodotto della nostra evoluta civiltà. La Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive ha già cominciato a selezionare i siti idonei. Va subito detto che si è pensato solo a cantoni d'area tedesca. Al solito romandi, ticinesi e grigionesi vengono bellamente scordati. Come se non fossimo neppure buoni a ospitare una discarica atomica. Peccato, perché sarebbe stata la nostra possibilità di entrare nella storia del prossimo milione di anni (dovrebbe essere questo, anno più anno meno, il tempo di decadimento di certi elementi chimici radioattivi). Pensate con quanto affetto i posteri accoglieranno questa eredità, questa memoria sempiterna (quanto vuole ancora durare questa terra?) delle nostre tecnologie d'avanguardia. Volete mettere una pala eolica che fra cinquant'anni sarà già arrugginita e basterà un cacciavite per rimuoverla? Un deposito di scorie nucleari è per sempre. Altro che i diamanti. E poi che tenerezza a pensare che sono ricordi di quei buffi cilindri in cemento che ingentiliscono i nostri paesaggi. Per la verità sono troppo pochi ma, insomma, accontentiamoci di quel che c'è, visto il tremore superstizioso che si accompagna allo sviluppo delle tecnologie legate all'atomo.
La gente ha paura dell'invisibile. Prima aveva paura dell'elettricità, adesso ha paura del nucleare. Ma in fondo è proprio la paura a tenerci vivi. Avere vicino casa un mondezzaio nucleare è come vivere un'avventura tutti i giorni. Perché dunque uno dovrebbe passare la vita pigramente a sonnecchiare all'ombra di un pannello solare? È talmente illogico. Ma non c'è bisogno di essere fattucchiere per indovinare quali saranno le proteste popolari quando finalmente verranno scelti i siti soprattutto per le scorie altamente radioattive.
La gente qui rimugina troppo. Guardate i napoletani. C'è troppa spazzatura in giro per le strade? La si incendia. Si sviluppa diossina? E che sarà mai: un cucchiaio ciascuno non ha mai fatto male a nessuno. Ci vuole un po' di sano fatalismo. Se uno continua a guardare troppo in là, non vive più. Pensiamo all'energia elettrica che consumiamo oggi, non alle scorie di domani.
Intanto siamo già riusciti a rimuovere le scorie in Governo e ha da tornare Blocher che metterà a posto tutto lui. Magari affondandole nel lago di Thun che tanto è già farcito di munizioni dell'esercito. Comunque il monito è: soluzioni veloci guardando all'oggi.
Tra l'altro, al momento dove sono depositate le scorie radioattive?

Pubblicato

Venerdì 21 Novembre 2008

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