< Ritorna

Stampa

 

Le opportunità della crisi

di

Loris Campetti
La terribile crisi economica è una straordinaria opportunità per ridisegnare il futuro. Purtroppo, però, a governarne le conseguenze e a preparare le ricette per la ripresa sono gli stessi soggetti che l'hanno provocata. I cantori della fine del capitalismo rischiano di restare delusi, scoprendo le capacità rivoluzionarie del capitale di cambiare e rigenerarsi. In Italia, a gestire la crisi e a mettere le fondamenta di un nuovo ordine sono le forze imprenditoriali, supportate dal governo Berlusconi. I nostri padroni si muovono liberi come uccelli migratori, operano sullo scacchiere internazionale senza vincoli ambientali e occupazionali in patria, come dimostra la Fiat che vola dalla Germania agli Stati Uniti alla ricerca di saldi per fare shopping di quattro ruote bucate. E lo fa senza esporre i suoi piani ai sindacati che temono l'arrivo di un terremoto occupazionale in Italia. Il governo foraggia la multinazionale torinese con gli incentivi alla rottamazione ma i modelli che ne beneficiano – Panda e Cinquecento – vengono costruiti in Polonia. E l'unico nuovo modello in programma, la Topolino, sarà assemblato a Kragujevac in Serbia. Se l'accordo con Chrysler non avrebbe conseguenze occupazionali in Italia, ben più pesanti sarebbero gli effetti dell'acquisto della Opel: cannibalismo tra vetture dello stesso segmento e una feroce concorrenza tra gli stabilimenti dei due marchi in Europa.
L'altra opportunità offerta dalla crisi al capitale si basa sul suo uso da parte del governo e delle imprese per modificare le regole del gioco, spezzando la resistenza sindacale, aumentando gli orari, sterilizzando i contratti, diminuendo i salari. Nel Belpaese modificano le leggi che regolano i rapporti di lavoro riducendo i diritti collettivi: c'è la crisi, tutti devono pagare un prezzo e alla fine a pagare per tutti sono proprio i lavoratori. Si pensi al tentativo del governo di varare la controriforma del Testo unico sulla sicurezza del lavoro per soddisfare le pretese dei padroni, che in nome della crisi denunciano i costi imposti dalla legge varata dal precedente governo. Il ministro Sacconi ha elaborato un testo che cancellerebbe le sanzioni più pesanti a chi viola le norme, a partire dall'arresto. Verrebbero salvati padroni e manager in base al principio osceno per cui la responsabilità degli omicidi sul lavoro sarebbe sempre dei gradi inferiori. Tale legge avrebbe effetto retroattivo bloccando i processi in corso, a partire da quello contro i vertici della ThyssenKrupp. Si salverebbe il processo Eternit, in quanto gli unici imputati sono il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Ghislain de Cartier de Marchienne. Per fortuna, una dura protesta della Fiom-Cgil ha mosso le acque, fino alla scesa in campo del presidente Giorgio Napolitano che ha dato il colpo di grazia alla controriforma. Almeno per ora, non sono passati.

Pubblicato

Venerdì 1 Maggio 2009

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

Rubrica

< Ritorna

Stampa

 

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 15 Aprile 2021

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 5561
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019